Smentito il pregiudizio che Internet porta all'isolamento sociale

Per i giovani, appassionati di Internet, nessun problema quindi di assenza di socializzazione. Keystone / AP Photo / Michael Latz

Chattare su Internet non porta all'isolamento sociale. Gli internauti si creano, con la loro passione, una rete di amici che spesso, poi, incontrano di persona e non solo «virtualmente». È quanto ha constatato uno studio del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS).

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 aprile 2001 - 12:08

La ricerca, realizzata fra il 1997 e il 1999, è basata sui cinque forum di discussione più frequentati della Svizzera: SWIX- chat, SFRDRS-chat, MICS, ch.talk e ch.comp, come indica mercoledì il FNS in un comunicato diffuso alla stampa. I ricercatori hanno interrogato un centinaio di utilizzatori abituali per ogni forum.

Gli internauti hanno in media 24 anni e sono in grande maggioranza uomini (89 percento). Passano circa 35 ore alla settimana davanti al loro computer, di cui 18 su Internet. Il 66 percento sono celibi e oltre la metà vive ancora con i genitori.

I risultati dello studio contraddicono l'idea che la comunicazione informatica conduca all'isolamento sociale. Ognuna delle persone interrogate vive in un nucleo sociale di almeno 16 persone, con le quali ha contatti regolari sia «in rete» sia fuori.

«Le relazioni on line non minacciano quelle personali» constatano i ricercatori. Solo il 24 percento delle relazioni tra internauti è esclusivamente virtuale, mentre i due terzi sono anche reali. Oltre la metà dei loro contatti è iniziata grazie ad Internet.

Gli intervistati ritengono inoltre che le relazioni «in rete» siano meno forti. Definiscono amici solo l'11 percento delle loro relazioni via Internet e la metà delle conoscenze reali.

Un gran numero di relazioni sia concrete sia virtuali si spiega con la situazione geografica della Svizzera. È infatti più facile incontrarsi in un piccolo paese, affermano gli autori dello studio.

swissinfo e agenzie

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