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Socialisti e Democratici di centro sempre più in rotta di collisione

"La concezione socialista dello Stato è più vicina agli ideali fascisti di quanto non lo sia quella dell'UDC." Questa frase ha scatenato la polemica tra UDC e socialisti. Scheda di Sergio Regazzoni e audio del deputato liberale radicale Fulvio Pelli.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 marzo 2000 - 08:40

Una frase che fa parte di un discorso tenuto dal consigliere nazionale dell’Unione democratica di centro zurighese Christoph Blocher (foto d'archivio) lo scorso 21 gennaio ad un meeting del suo partito all'Alibsgütli. Il testo, che contiene numerose altre frasi dello stesso tenore, è stato distribuito nei giorni scorsi per posta in tutte le case della Svizzera e pubblicato su internet.

Le sparate di Blocher hanno così trasformato la polemica tra UDC e Partito socialista in una battaglia tra i partiti governativi con socialisti, radicali e democristiani uniti a fronteggiare quelle che la presidente del Partito socialista Ursula Koch ha definito "idiozie e insulti di Blocher ".

Una battaglia che minaccia la politica di concordanza dei partiti di governo. La prima conseguenza è il boicottaggio delle consuete riunioni dei partiti governativi, preannunciato martedì pomeriggio dai socialisti. Un boicottaggio che diventerà effettivo a partire dal prossimo incontro inter-partitico in agenda il 18 maggio, se nel frattempo, l'UDC non presenterà scuse formali ai socialisti. Ma il presidente dell'UDC Ueli Maurer ha già fatto sapere che il suo partito non intende distanziarsi o scusarsi per quanto affermato da Christoph Blocher.

Ci si può chiedere come mai l'UDC scateni proprio ora questo scontro che rischia di distogliere l'attenzione dei politici dai problemi veri e concreti del Paese. Secondo il presidente del Partito liberale radicale Franz Steinegger, l'accostamento tra fascismo e socialismo è una "pura provocazione". Per Steinegger, Blocher ha scatenato questa battaglia "probabilmente perché non aveva altri argomenti".

Secondo la presidente del Partito socialista Ursula Koch, si tratta di "grandi manovre diversive" dell'UDC che attualmente sull'AVS sta conducendo una politica a scapito dei meno abbienti.

Qualcuno sostiene anche che l'UDC cerchi la rottura a tutti i costi con gli altri partiti di governo per trasformarsi in un partito di vera opposizione.

Al di là delle diverse interpretazioni, resta la grave frattura tra i partiti di governo. Da un lato sono schierati insieme - e questa è una novità - socialisti, democristiani e radicali. Sull’altro fronte troviamo il partito di destra di Blocher, sempre più isolato, ma che si sente forte del consenso popolare registrato nelle elezioni federali dello scorso ottobre.

Da segnalare, infine, che l’Unione democratica di centro non è una formazione monolitica. L’ala bernese, che da tempo mal sopporta la presa di potere della sezione zurighese di Blocher, si è distanziata dalle frasi del tribuno contro i socialisti. Per il momento, però, nessun rappresentante di questa corrente “dissidente” sembra in grado di contrastare la direzione indicata da Blocher.

Sergio Regazzoni

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