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Sostegno simbolico al segreto bancario

Discrezione e competenza: le banche svizzere

(Keystone)

Il Parlamento svizzero intende far iscrivere il segreto bancario nella Costituzione. È perlomeno la richiesta alla quale le due camere hanno dato il loro avvallo.

Concretamente la decisione non ha nessuna conseguenza diretta, ma un importante significato simbolico.

“Il segreto bancario è garantito per i clienti”. Questa frase deve essere introdotta ex novo alla Costituzione federale svizzera

È la volontà delle due le camere del Parlamento che, con questa decisione, intendono dare un segnale forte nel quadro dei negoziati bilaterali bis tra la Svizzera e l’Unione Europea (UE).

Lo scopo è di confortare la posizione del Consiglio federale e di dare maggior peso alla tesi difesa dalla Svizzera nei negoziati internazionali.

Da alcuni anni, infatti, il segreto bancario è oggetto di ripetuti attacchi, provenienti dall’UE e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

“In realtà si tratta solo di un gesto politico, non di una vera e propria decisione”, spiega Jean-Christian Lambelet, professore d’economia all’Università di Losanna e difensore del segreto bancario.

È comunque legittimo chiedersi se questo “gesto” non sarà considerato come una provocazione dai partner stranieri. “Non sono sicuro che questa decisione non si rivolti contro la Svizzera”, prosegue il nostro interlocutore.

Effetto simbolico

Martedì, anche la Camera dei cantoni, seguendo l'opinione espressa dal relatore della commissione, l’UDC zurighese Hans Hofmann, ha accettato di ancorare il principio del segreto bancario nella Costituzione.

La decisione del Consiglio degli Stati è stata adottata con 23 voti a favore e 12 contrari e dà seguito ad analoghe iniziative cantonali inoltrate da Ticino, Argovia, Basilea Campagna e Ginevra.

Lunedì era toccato al Nazionale prendere una decisione analoga dando seguito ad un'iniziativa parlamentare dell'UDC.

I bilaterali bis

Le commissioni parlamentari dell’economia e dei tributi di entrambe le camere del parlamento dovranno dunque lavorare ad un progetto in tal senso, anche se nei fatti nulla è ancora stato deciso.

Il primo compito di queste commissioni sarà perciò quello di stabilire se e sotto quale forma la garanzia del segreto bancario può essere inserita nella Costituzione. In ogni caso, la parola finale spetterà al popolo.

“Ciò renderà evidentemente più difficile il nostro compito”, si commenta a Bruxelles, presso il Consiglio dell’Unione Europea.

In effetti, tre dei dossier delle trattative bilaterali bis tra Svizzera ed Unione Europea riguardano il segreto bancario: fiscalità del risparmio ed adesione agli accordi di Schengen e la lotta contro la frode.

Per quanto concerne la fiscalità del risparmio, l’accordo concluso preserva il segreto bancario.

Per contro, i negoziati sugli altri due dossier, attualmente in una fase di stallo, portano sullo stesso problema, l’assistenza giudiziaria e, dunque, la possibilità di prevedere delle eccezioni al segreto bancario.

Il ruolo della piazza finanziaria

La piazza finanziaria svizzera partecipa in proporzioni importanti alla prosperità del Paese, partecipando nella misura del 20 per cento al gettito fiscale, contribuendo al 12 per cento della formazione del prodotto interno lordo (Pil) ed impiegando il 6 % della popolazione attiva.

“È molto important6e che garantiamo le basi della nostra piazza finanziaria”, rileva Hans Kaufmann, banchiere e deputato UDC.

“È l’occasione per dimostrare alla nostra clientela, nazionale e straniera, che in Svizzera la protezione della sfera privata è garantita”, aggiunge l’onorevole Kaufmann.

Il suo collega di partito nonché portavoce della commissione dei tributi del Consiglio degli Stati Bruno Zuppiger stima che “la discrezione e la protezione della sfera privata sono caratteristiche essenziali della Svizzera”.

Frode ed evasione fiscale

Differenziando la frode dall’evasione fiscale, la Svizzera attira nelle proprie banche una parte importante del risparmio mondiale.

La legislazione della Confederazione non considera, infatti, l’evasione fiscale un delitto penale, un’infrazione punibile con una multa pecuniaria.

Un’opinione che non è condivisa dal consigliere nazionale socialista Jean Studer. All’estero, una simile decisione può essere interpretata come un segnale di panico: “Questa decisione è controproducente rispetto alla posizione del governo”.

Alcuni giorni fa l’esperto finanziario del Partito socialista Rudolf Strahm aveva messo in guardia sul fatto che questa misura rischiava di ridurre il margine di manovra della Svizzera nell’ambito dei negoziati internazionali. Strahm è inoltre dell’opinione che l’affermazione secondo la quale “il segreto bancario non è negoziabile” contribuisce ad isolare la Svizzera.

Da parte sua il governo considera che nei negoziati n corso, il segreto bancario “non è in discussione”. Il Consiglio federale ripete la propria soddisfazione per il compromesso raggiunto con l’UE lo scorso mese di marzo sulla tassazione degli interessi del risparmio e non sullo scambio automatico d’informazioni tra la Svizzera ed il Paese d’origine del risparmiatore.

I negoziati sui bilaterali bis dovrebbero concludersi entro al fine del mese, mentre l’incontro politico al vertice tra il presidente della Confederazione Pascale Couchepin, il presidente semestrale di turno dell’UE Silvio Berlusconi ed il presidente della Commissione europea Romani Prodi, è stato posticipato alle calende greche.

swissinfo, Christian Raaflaub e Barbara Speziali
(Traduzione e adattamento: Sergio Regazzoni)

In breve

Il segreto bancario è garantito dalla legge federale sulle banche.

Attualmente il segreto bancario è contestato da più parti per l’utilizzo che ne fanno persone provenienti dalla frode fiscale, dal riciclaggio di denaro sporco e da attività mafiose e terroristiche e che utilizzano il sistema finanziario internazionale e la Svizzera.

Per questo motivo la Svizzera è oggetto di virulente critiche da parte dell’Unione Europea e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

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