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Spada di Damocle

(swissinfo.ch)

La crisi economica che sta attraversando l'Argentina rende impossibile per molti svizzeri il pagamento delle quote dell'AVS.

Una situazione che viene vissuta con angoscia perché il sistema implica l'espulsione se non si paga per due anni di fila.

Scelta drammatica per molti svizzeri d'Argentina: continuare a versare i contributi minimi all'AVS e non mangiare o non pagare ed essere espulsi dal sistema pensionistico elvetico.


Per capire le difficoltà che stanno attraversando gli svizzeri d'Argentina non basta tener conto della crisi economica: si devono considerare anche le modifiche introdotte dall'AVS per gli svizzeri dell'estero.

Quota alle stelle

Negli ultimi anni le quote sono raddoppiate da circa 300 a 756 franchi. La revisione ha implicato un secondo raddoppio, dato dal fatto che i contributi devono ora essere versati anche per il coniuge.

Se poi si considera che il peso argentino vale circa quattro volte meno dello scorso anno, rispetto al dollaro statunitense, ci si rende conto di come il contributo annuale minimo dell'AVS per gli svizzeri d'Argentina risulti quest'anno sedici volte più caro. A farlo esplodere svalutazione del peso e modifiche introdotte dall'AVS.

"La maggior preoccupazione - precisa a swissinfo Juan Rodolfo Würgler console a Ruiz de Montoya e direttore dell'Istituto di Linea Cuchilla - è che la legge prevede l'espulsione dell'affiliato, quando non versa i contributi per due anni. L'unica possibilità di rientrare nel sistema è quella poi di andare a lavorare in Svizzera".

Una scelta obbligata per molti giovani "misioneros" svizzeri, non una soluzione: "Lo scorso anno con 500 pesos pagavamo l'AVS. Adesso ce ne vogliono 2.000: una cifra fuori dalla nostra portata", aggiung Ursula Schegg, maestra elementare che dovrebbe destinare l'intero salario annuale solo per pagare il contributo minimo all'AVS.


I pochi che sono in regola con i versamenti lo devono, come Miguel Kluser, al fatto che la pensione versata dalla Svizzera ai genitori si è rivalutata con la caduta del peso argentino.

Confidando in una soluzione

"Dal momento che i nostri redditi non ci consentono di continuare a pagare i contributi - afferma Silvia Weber - chiediamo che si trovi una soluzione. Non vogliamo privilegi, ma che si tengano in considerazione le nostre attuali difficoltà".

Tra le richieste quella di rivedere l'obbligatorietà di versare il contributo minimo di 756 franchi all'anno anche per i figli che stanno studiando. Il mancato pagamento implica l'espulsione dal sistema e l'impossibilità di poter contare su una pensione "sicura in un Paese insicuro dal profilo socio economico", come puntualizza Miguel Kluser.

La soluzione, proposta da alcuni degli svizzeri residenti nella provincia settentrionale di Misiones, potrebbe essere quella di pesificare le quote fino alla ripresa economica.

Altri propongono di non applicare le sanzioni previste dalla legge per chi è in ritardo con i versamenti. Alcuni chiedono un'amnistia temporanea, in attesa di poter riprendere a pagare i contributi quando la tempesta sarà passata.

Una questione di giustizia

Confederazione, Parlamento ed istituzioni coinvolte sono chiamate a trovare una soluzione per non discriminare questi nostri connazionali che stanno attraversando una crisi economica devastante.

Aiutare i fratelli d'oltre Atlantico in questo momento di difficoltà andrebbe comunque a vantaggio della Svizzera. Non solo a livello etico, morale e politico: ci aiuterebbe a riflettere sul concetto di solidarietà.

Senza dimenticare l'aspetto economico. Pragmatici gli argomenta del console Juan Rodolfo Wütrich: "Alla Confederazione costa meno intervenire in aiuto degli svizzeri d'Argentina con una soluzione che consenta loro di non venir espulsi dal sistema pensionistico.

"Costerebbe meno che sobbarcarsi il rientro in patria di migliaia di anziani emigranti svizzeri privi di sostentamento".

Sergio Regazzoni, swissinfo, inviato speciale in Argentina

Fatti e cifre

756 franchi, la quota minima annuale AVS per gli svizzeri dell'estero
1.030 franchi la pensione minima mensile
180 pesos, ossia circa 65 franchi, lo stipendio di una maestra elementare
200 pesos l'attuale salario medio in Argentina

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In breve

Il contributo minimo annuale per l'AVS è passato in dodici mesi da 500 a 2.000 pesos.

Per molti degli assicurati che vivono in Argentina ciò significa destinare all'AVS l'intero stipendio annuale.

Il mancato versamento delle quote per due anni comporta l'espulsione dal sistema pensionistico elvetico.

Un incubo per gli svizzeri d'Argentina che hanno sempre contato sull'affidabilità delle istituzioni elvetiche.

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