Svizzeri in Albania per eliminare le armi chimiche

Come i bunker riprodotti nella foto, anche le armi chimiche in Albania sono un'eredità della guerra fredda Keystone

L'Albania ha ereditato dalla guerra fredda grandi quantità di armi chimiche. Il problema che si pone attualmente è quello della loro eliminazione. Il Dipartimento della difesa e la Divisione per lo sviluppo e la cooperazione svizzeri hanno dato avvio ad un progetto pilota per aiutare il paese balcanico a liberarsi, nel rispetto dell'ambiente, delle sostanze tossiche.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 marzo 2001 - 16:07

È entrato in una fase operativa il progetto svizzero di eliminazione di armi chimiche dell'esercito albanese. Un convoglio di autocarri con il materiale e l'infrastruttura necessari è attualmente in viaggio verso il paese balcanico.

L'iniziativa è finanziata in comune dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), indica giovedì in una nota del DDPS. Il progetto è coordinato dal Laboratorio AC di Spiez (ACLS), un istituto del DDPS che si occupa della gestione dei rischi atomici, biologici e chimici.

Hans-Ruedi Indermühle dell'ACLS ha spiegato all'ats che si tratta di «un'esperienza pilota» che potrebbe costituire un modello per ulteriori iniziative simili. I costi diretti dell'eliminazione delle sostanze velenose risalenti ai tempi della guerra fredda dovrebbero ammontare a due milioni di franchi. Attualmente, visto il carattere sperimentale dell'operazione, è ancora difficile stimare le spese dovute ad imprevisti o ai trasporti, ha aggiunto.

Il trasporto del materiale, che avverrà su gomma, rotaia e su nave, dovrebbe essere concluso tra due settimane. In seguito comincerà la costruzione delle istallazioni in loco: l'infrastruttura sarà probabilmente operativa in agosto/settembre, ha detto Indermühle. Tutti i veleni saranno eliminati in Albania nel rispetto dell'ambiente.

Il Consiglio federale aveva autorizzato il progetto nel 1998 e l'anno successivo era stato approvato un accordo tra Svizzera ed Albania per regolare lo statuto del personale elvetico attivo sul posto.

swissinfo e agenzie

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