Svizzeri internazionali

Interessati alla politica svizzera e abituati a convivere con identità diverse, di orientamento piuttosto progressista e con un alto grado di formazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 giugno 2003 - 11:29

Il sondaggio realizzato dall'Istituto GfS sugli svizzeri dell'estero iscritti nelle liste di voto mostra un'immagine tutt'altro che nostalgica dell'emigrazione elvetica.

Alla domanda sull'intenzione di tornare in Svizzera, il 31% degli intervistati dichiara di ritenere che continuerà per tutta la vita a muoversi tra più mondi e il 37% pensa di tornare prima o poi in Svizzera, ma non sa quando.

Identità multiple

In riferimento al concetto di "patria", il 38% ritiene che si possano avere più patrie contemporaneamente, mentre solo il 16% identifica la propria patria con il luogo di nascita.

Il 33% dice di sentirsi prima di tutto svizzero, ma sono molti quelli che per sé stessi userebbero piuttosto la definizione di europei (26%) o cittadini del mondo (17%).

Sono alcuni dei dati del sondaggio compiuto su un campione di 2000 persone circa iscritte nelle liste di voto dei consolati svizzeri, realizzato per conto dell'Organizzazione degli svizzeri dell'estero e di swissinfo

Dallo studio emerge un'immagine della Quinta Svizzera caratterizzata da un atteggiamento aperto sul mondo e dinamico, ma anche da legami solidi con il paese d'origine.

Interesse per la politica svizzera

L'attenzione per quanto accade in Svizzera è viva: il 57% degli intervistati dichiara di essere piuttosto interessato alla politica svizzera, il 26% si dice molto interessato.

Certo, il campione rispecchia soprattutto quella parte di svizzeri dell'estero che, essendo iscritta nelle liste di voto, ha già dimostrato con un atto positivo di voler far uso dei propri diritti politici.

Ciò nonostante è notevole il dato sulla volontà di partecipazione al voto. Il 54% è sicuro di prendere parte alle elezioni di autunno, il 28% è piuttosto intenzionato a farlo. Il 45% si è iscritto alle liste di voto per "sentirsi svizzero".

Alto grado di formazione

Il quadro assume ancora maggiore profondità se si osservano alcuni dati sociologici riferiti agli svizzeri dell'estero.

Un po' più di un terzo degli intervistati è nato all'estero (36%), mentre fra quelli che sono nati in Svizzera i motivi per l'emigrazione dipendono da legami personali o familiari (45%) e scelte professionali (22%) più che da spirito di avventura (16%).

Notevole è anche il dato sulla formazione: il 43% degli svizzeri dell'estero ha una formazione universitaria (in Svizzera la percentuale è del 10%), il 21% ha frequentato una scuola universitaria professionale (17% in Svizzera), il 12% è arrivato alla maturità (7%), mentre il 20% ha frequentato solo la scuola professionale (51% in Svizzera).

Il grado di formazione si traduce anche nella posizione professionale. Il 25% del campione ha una posizione dirigenziale nell'economia privata (contro il 3% in Svizzera) e il 20% fa parte dei quadri (12% in Svizzera). Il 25% è indipendente (15% in Svizzera), mentre solo il 10% è semplice impiegato nell'economia privata, rispetto al 40% in Svizzera.

Aperti e progressisti

Rispetto ai loro connazionali rimasti in patria, gli svizzeri dell'estero sono più propensi ad un'apertura della Svizzera, in particolare nei confronti dell'Europa (il 92% aveva votato a favore degli accordi bilaterali con l'Ue, rispetto al 69% in Svizzera).

Anche una maggiore integrazione degli stranieri nella Confederazione e l'economia di mercato trovano più consensi fra i cittadini all'estero che non fra quelli rimasti in Svizzera.

Secondo una scala di valori elaborata dall'istituto GfS, un terzo degli svizzeri dell'estero rientra nella categoria "modernista-egalitaria", un terzo in quella "liberale-modernista", un terzo in quella "nazional-conservatrice".

swissinfo, Andrea Tognina

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