Svizzeri più scettici nei riguardi di Bruxelles

L'aumento dello scetticismo sull'adesione all'UE è bilanciato però da un incremento dei favori sui negoziati bilaterali Keystone Archive

Stando ai risultati di un sondaggio condotto dall'istituto GfS nel giugno scorso, se si votasse oggi per l'adesione all'Unione europea (Ue) il numero di consensi non supererebbe il 40%, il 14% in meno rispetto ai dati raccolti dal medesimo istituto nell'ottobre del 2000.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 settembre 2001 - 15:47

Secondo la ricerca condotta nella Svizzera tedesca e francese su un campione di 1027 persone, negli ultimi 11 mesi è cresciuto il consenso per la via dei negoziati bilaterali nella marcia di avvicinamento all'Ue. Al riguardo sembra però affiorare una certa disillusione a causa dei ritardi nella ratifica degli accordi bilaterali da parte dei Quindici.

A votare no per l'Europa sarebbe il 49% degli Svizzeri: l'autunno scorso la percentuale era ancora del 35%. Qualora l'adesione fosse condizionata da un aumento dell'Iva, la percentuale di adesioni scenderebbe vertiginosamente per attestarsi al 24%. Ad ottobre, i consensi erano ancora del 31%. Idem per quanto riguarda una votazione condizionata da una limitazione dei diritti popolari: rispetto ad ottobre, i sì sono scesi di 13 punti per attestarsi al 26%.

La riduzione dei consensi verso un'adesione all'Ue ha avuto effetti negativi anche sulla politica del Consiglio federale: solo il 24% degli Svizzeri è favorevole a riattivare la domanda di adesione come auspicato dal governo. Ciò non significa però, stando ai dati dell'istituto di ricerca, un sostanziale rigetto di Bruxelles. Nel corso degli ultimi mesi, infatti, è aumentato il numero - dal 35% a 42% - di coloro per i quali l'adesione resta un obiettivo strategico purché non condizionato da limiti temporali. L'incremento è stato più deciso in questo campo che in quello degli avversari - 21 a 25% - dell'Ue per i quali un'adesione, anche se a lungo termine, rimane un tabù.

Al crescente scetticismo nei confronti di Bruxelles fa da contrappeso l'aumento dei favori nei confronti dei negoziati bilaterali. Il 31% - dal 27% di ottobre 2000 - degli Svizzeri è favorevole ad un avvicinamento tramite nuove trattative bilaterali mentre solo il 26% (21%) non giudica utile aprire nuovi negoziati. Questa evoluzione positiva va sfumata giacché i ritardi nella ratifica degli accordi bilaterali da parte di molti governi Ue ha creato un certo malessere: secondo il GfS, coloro che credono che gli accordi bilaterali porteranno più vantaggi che svantaggi è infatti sceso dal 32 al 23% mentre è aumentato il numero di coloro per i quali gli inconvenienti supereranno di gran lunga i vantaggi (12 al 20%).

swissinfo e agenzie

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