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Swiss Economic Forum e "cultura del rischio"

Il segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, nel messaggio video ai partecipanti dello Swiss Economic Forum

(swissinfo.ch)

E' iniziato a Thun lo Swiss Economic Forum. Al convegno, dedicato alle piccole e medie imprese, partecipano un migliaio di imprenditori.

Sono la colonna vertebrale dell'economia svizzera ed europea. Devono quindi poter restare competitive. Lo Swiss Economic Forum di Thun vuole incoraggiare le piccole e medie imprese ad essere più innovative.

Il convegno di quest'anno assume una particolare importanza alla luce dei risultati del recente rapporto dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) che invitava la Svizzera a liberalizzare i propri mercati.

"Dobbiamo incoraggiare e appoggiare i giovani imprenditori svizzeri per non perdere preziose opportunità future", ha dichiarato in apertura Adolf Ogi, ex consigliere federale e presidente dell'organo di consulenza del Forum.

L'intervento di Kofi Annan

In un messaggio video è intervenuto anche il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan che ha spiegato che la comunità degli imprenditori svizzeri deve fungere da esempio soprattutto ora, che il Paese ha deciso di aderire all'ONU.

"L'unico modo per promuovere la crescita economica e la produttività è quello di trattare i propri dipendenti come il più prezioso dei beni", ha sottolineato Kofi Annan."Vi propongo come sfida di modernizzare le vostre energie imprenditoriali e il vostro istinto innovativo per dimostrare che adottare i valori universali fa senso" ha aggiunto il segretario generale.

Kofi Annan ha pure parlato delle sfide globali che toccano tutti: dal terrorismo alla lotta contro l'AIDS, dalla povertà al degrado ambientale. "Ma", ha specificato il segretario generale, "esiste anche un nuovo spirito che mira a risolvere globalmente questi problemi." Per Kofi Annan, la Svizzera, decidendo di aderire alle Nazioni Unite, ha dimostrato di condividere pienamente questo spirito di collaborazione.

Stefan Linder, uno dei co-fondatori del Forum, ha dichiarato a swissinfo che per la Svizzera è molto importante avere una cultura che incoraggia gli imprenditori a prendere dei rischi. "Le idee non mancano. Ma la gente non osa assumersi i rischi necessari per realizzare questi progetti."

Linder fa notare che in certi ambienti regna già una certa preoccupazione per quanto riguarda il futuro: basti pensare che ogni anno in media 500 scienziati lasciano il Paese per andare all'estero.

Come sarà il futuro?

Fra i temi che saranno al centro del convegno: la questione dell'integrazione nella vecchia economia dei nuovi metodi di business e le priorità degli imprenditori. Di questi argomenti si discuterà nel corso di tavole rotonde e workshops. Il ministro dell'economia, Pascal Couchepin coglierà l'occasione per discutere con i suoi omologhi austriaco e tedesco delle nuove sfide che devono affrontare i Paesi di lingua tedesca.

Lo scorso mese lo stesso Couchepin aveva presentato un rapporto del Segretariato di Stato per l'economia (seco) dal quale emergeva che negli anni novanta la crescita economica in Svizzera si era assestata sui livelli più bassi di tutti i Paesi dell'OCSE. Il capo del Dipartimento federale dell'economia aveva detto di "vergognarsi" per questo fatto.

La forza delle piccole ditte

In Svizzera i due terzi degli impiegati lavorano per le piccole e medie imprese. Secondo i dati forniti dal censimento del 2001, il 60% lavora in aziende con meno di 50 dipendenti. Si tratta di 2,1 milioni di persone, due terzi dei 3,6 milioni di lavoratori.

Di queste persone la percentuale maggiore è impiegata nel settore commerciale e nel ramo delle riparazioni (93'025), seguita dal settore delle costruzioni (39'996) e da quello alberghiero (28'282).

Anche negli altri Paesi europei le piccole e medie imprese sono la colonna portante dell'economia. In Germania 3,5 milioni di aziende occupano in media solo 8 persone . In Francia 2,5 milioni di ditte danno lavoro a una media di 7 dipendenti. In Austria sono 225'000 le aziende con 10 dipendenti e in Italia ben 4,1 aziende occupano una media di 10 lavoratori (Fonte: Eurostat, Ufficio statistico dell'UE, dati del 2000).

Assistenza alle piccole e medie imprese

I membri dell'Unione europea sostengono attivamente le proprie piccole e medie imprese. In Germania, del futuro di queste ditte si occupa il ministero dell'economia e della tecnologia. La Francia dispone invece di una direzione ad hoc, che emana leggi particolarmente favorevoli a questo tipo di aziende.

Anche in Svizzera esiste un ufficio centrale di assistenza alle piccole e medie imprese. Il segretariato di Stato per l'economia fornisce online il proprio aiuto ai giovani che vogliono fondare una ditta e superare i primi momenti critici.

Uno scambio di opinioni e un premio

"I giovani manager non devono comunque solo basarsi sui contatti. Devono anche lasciarsi ispirare dagli incontri", sottolinea Peter Stähli, co-fondatore del Forum. E gli impulsi non dovrebbero mancare, se si guarda chi sono gli ospiti del forum: il consigliere federale, Pascal Couchepin, il responsabile di Swisscom, Jens Alder, la consulente economica della PWC, Rosemary A. Radcliff o il fondatore della Wallpaper, Tyler Brûlé.

Il momento più importante della manifestazione si terrà venerdì sera, a Interlaken, quando verrà attribuito lo Swiss Economic Award. 75'000 franchi per premiare una prestazione imprenditoriale particolarmente brillante da parte di un'azienda fondata non più di 6 anni prima.

Le tre finaliste sono: la Chemspeed Ltd. di Augst (BS), che fabbrica apparecchiature per sintesi automatiche chimiche, la IDS Integral Drive Systems di Zurigo (sistemi di trasformazione dell'energia) e la Prionics SA, pure di Zurigo, specializzata nei test per l'individuazione del virus della vacca pazza.

swissinfo


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