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Swissmetal: mercoledì la fine dello sciopero?

I dipendenti della Boillat hanno incrociato le braccia per il 27esimo giorno

(Keystone)

Gli operai dell'azienda di Reconvilier (Berna) sono in sciopero da 27 giorni. Per il mediatore Rolf Bloch, la situazione potrebbe però sbloccarsi mercoledì.

Il sindacato Unia ha nel frattempo annunciato che sosterrà finanziariamente gli operai della «Boillat» che hanno incrociato le braccia.

In assenza di progressi nella mediazione tra la direzione e i rappresentanti del sindacato Unia, le maestranze dell'azienda Swissmetal di Reconvilier (canton Berna) hanno deciso lunedì pomeriggio - 27esimo giorno di agitazione - di proseguire lo sciopero anche domani.

Il mediatore Rolf Bloch, chiamato a far da paciere dal consigliere federale Joseph Deiss, sta attualmente negoziando un protocollo di mediazione tra le parti in vista dell'avvio di negoziati veri e propri.

Discussioni costruttive

«Poiché non vi sono notizie su questo fronte - ha affermato il portavoce degli scioperanti Nicolas Wuillemin - gli operai hanno deciso nel primo pomeriggio di proseguire anche domani l'astensione dal lavoro».

Dal canto suo, Rolf Bloch ha dichiarato che le discussioni odierne tra i rappresentanti del sindacato e la direzione sono state costruttive. I partner - ha indicato - hanno trovato un'intesa di principio che potrebbe portare alla fine dello sciopero già mercoledì, purché tutti siano d'accordo.

«Se tutto va come prevedo, una prima tornata di negoziati per trovare una soluzione dettagliata al conflitto potrebbe iniziare la settimana prossima», ha aggiunto.

Indennizzati da Unia

Nel frattempo, Unia ha fatto sapere che il 25 febbraio pagherà ai suoi affiliati che stanno scioperando - ovvero la stragrande maggioranza dei dipendenti della Boillat - le indennità previste per il mese di febbraio.

Il sindacato darà ad ogni membro 3 mila franchi, per un versamento globale di 800-900 mila franchi.

«Questo carico finanziario non è un problema per noi», ha affermato Nico Lutz, portavoce di Unia, specificando che le «riserve di guerra» dell'associazione sono ben fornite.

«La decisione di proseguire o interrompere lo sciopero non dipenderà in ogni caso da motivi finanziari», ha sottolineato.

Oltre a ciò, tutti gli scioperanti, affiliati o meno al sindacato, riceveranno 500 franchi da un fondo alimentato da doni di associazioni, da privati e da collettività pubbliche. In questo fondo di sostegno sono stati versati finora 150 mila franchi.

Un terzo fondo - destinato a tutte le persone che hanno incrociato le braccia - è invece stato aperto presso il comune di Reconvilier. Vi sono confluiti finora 30 mila franchi.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

25 gennaio: gli operai di Reconvilier promuovono il secondo sciopero in un anno per opporsi alle ristrutturazioni annunciate dalla direzione di Swissmetal.
9 febbraio: annuncio della soppressione di 120 impieghi a Reconvilier. L'ex industriale Rolf Bloch è designato mediatore dal ministro dell'economia Joseph Deiss.
10 febbraio: Swissmetal annuncia l'aquisizione di una vecchia filiale situata in Germania.
13 febbraio: la direzione licenzia in tronco 21 quadri dirigenti.

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In breve

Swissmetal è specializzata nella fabbricazione di prodotti a base di rame.

I suoi clienti - che chiedono la ripresa del lavoro – sono l'industria elettronica, automobilistica, orologiera, delle telecomunicazioni e dell'aviazione.

La nuova strategia elaborata dalla direzione prevede di rafforzare il processo della trasformazione a caldo nel sito di Dornach (canton Soletta), mentre a Reconvilier si manterrebbe solo il centro di produzione per fili e sbarre. Il piano implicherebbe il taglio di numerosi posti di lavoro.

Sostenuti dai loro quadri dirigenti, dagli ambienti politici e da tutta la regione, gli operai accusano la direzione di mettere in pericolo un settore che funziona a meraviglia.

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