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Treni, diritto e il test della nonna

Treni e passeggeri: un rapporto regolato (anche) da un preciso quadro giuridico

(Keystone)

A inizio febbraio hanno avuto luogo nella capitale svizzera le «Giornate bernesi», appuntamento dedicato al diritto internazionale del trasporto ferroviario: un tema sì tecnico, ma di cruciale importanza.

Il viaggiatore che si sposta in treno da Stoccolma a Milano non ha bisogno soltanto di rotaie, convogli e corrente elettrica compatibili. Servono anche regole giuridiche coerenti: se ne è discusso a Berna il 4 e il 5 febbraio, nell'ambito di un congresso internazionale organizzato dal Comitato internazionale dei trasporti ferroviari (CIT).

Esemplificando: se un treno viene annullato o subisce ritardi importanti, lo sfortunato utente dovrebbe poter beneficiare ovunque dei medesimi diritti. Proprio in quest'ottica, per esempio, il 3 dicembre 2009 è entrato in vigore il Regolamento della Comunità europea sui diritti e i doveri dei viaggiatori ferroviari.

Questa legislazione costituisce un passo assai importante poiché introduce disposizioni vincolanti per quanto concerne i ritardi e gli annullamenti, così come regole uniformi in materia di responsabilità in caso di morte o ferimento dei passeggeri.

«L'Unione europea può quindi mostrare che la protezione dei consumatori si estende anche al traffico ferroviario», ha commentato Thomas Leimgruber, segretario generale del CIT, in un editoriale pubblicato in dicembre.

Paese che vai, leggi che trovi

I trasporti ferroviari transfrontalieri sottostanno a diversi regimi; oltre al diritto nazionale, possono infatti essere applicati fino a tre ordini giuridici internazionali.

Ovvero: il diritto comunitario (per tutti i 25 Stati dell'Ue che dispongono di una rete ferroviaria), il diritto internazionale dei trasporti – per i 44 Stati membri dell'Organizzazione intergovernamentale per i trasporti internazionali ferroviari (OTIF). A tutto ciò si aggiungono poi due convenzioni (SMPS e SMGS) che si applicano su larga scala nei trasporti tra Europa e Asia.

Questa complessa situazione origina numerose divergenze che ostacolano il buon funzionamento del trasporto dei viaggiatori e delle merci. A titolo di paragone, il principale concorrente della ferrovia nel trasporto delle merci – la strada – si è dotato di un regime giuridico uniforme che si applica fino ai confini dell'Asia.

Occorre semplificare

Le «Giornate bernesi» si sono occupate proprio di questo aspetto, cioé l'impatto dei tre regimi giuridici concorrenti sul trasporto ferroviario. Il tema è stato studiato mediante analisi di casi pratici e contributi di esperti.

Al termine delle due giornate, è stata organizzata una tavola rotonda intitolata "Uniformità e sicurezza giuridiche nel diritto internazionale del trasporto ferroviario". Vi hanno preso parte diversi giuristi ed esponenti del settore ferroviario europeo.

Durante l'introduzione, Rainer Freise – professore di diritto dei trasporti ed ex responsabile del servizio giuridico presso le Ferrovie tedesche – ha evidenziato l'urgenza che parallelamente all'unificazione tecnica avvenga quella giuridica.

Dal canto suo, pure Andreas Meyer – direttore delle Ferrovie federali svizzere – ha sottolineato la crescente complessità del trasporto ferroviario, non soltanto a livello tecnico, ma anche finanziario e giuridico. Di conseguenza, ha proseguito, «è necessario concentrarsi sulle priorità in vista dell'obiettivo, ovvero trasportare più persone e merci in modo competitivo». Come? Semplificando il più possibile.

Il test della nonna

Meyer, facendo riferimento alle complicate discussioni tecniche, ha ricordato senza particolare nostalgia gli inizi della sua carriera come giurista aziendale. Il dirigente – lodando comunque il certosino lavoro degli esperti – ha rivolto un accorato appello affinché i diversi attori collaborino per trovare soluzioni «semplici, comprensibili e utilizzabili» e soprattutto utili al trasporto ferroviario.

Indirizzandosi all'Unione europea, il direttore delle FFS ha in particolare raccomandato di «sviluppare strumenti giuridici che servono davvero». Citando l'esempio della Svizzera, Andreas Meyer ha fatto presente il sistema ferroviario elvetico funziona bene anche poiché gli attori collaborano strettamente per il bene di un'azienda «che appartiene a sette milioni di cittadini».

Meyer ha utilizzato due immagini per chiarire il concetto: «Ho imparato che il compito di un giurista aziendale è quello di preparare un copione affinché il film possa svolgersi in modo fluido». Inoltre, «una soluzione è davvero efficace e chiara se la si può spiegare alla propria nonna, e quest'ultima capisce».

Andrea Clementi, swissinfo.ch

Appello di Berna

Al termine delle «Giornate bernesi» è stato rivolto un appello ai legislatori europei ed extraeuropei affinché i regimi giuridici a cui sottostà il trasporto ferroviario siano armonizzati, senza contraddirsi a vicenda.

Inoltre, anche in presenza di differenze, le norme dovrebbero essere semplici, comprensibili e di agevole applicazione. Sempre nell'ottica di una maggiore praticità, le disposizioni dovrebbero avere una durata di vita sufficientemente elevata.

Da ultimo, si raccomanda la massima trasparenza per quanto concerne l'elaborazione della legislazione comunitaria.

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CIT

Il Comitato internazionale dei trasporti ferroviari (CIT) è un'associazione fondata nel 1903. Raggruppa circa duecento aziende ferroviarie e compagnie marittime che effettuano trasporti internazionali di passeggeri e merci.

Il CIT rappresenta gli interessi dei trasportatori nei confronti dei legislatori e delle autorità. I costi dell'organizzazione sono coperti dai membri in misura proporzionale alle prestazioni realizzate nel traffico internazionale di merci e viaggiatori.

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