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Voto su Gaza: la Svizzera si astiene

Riunito lunedì in sessione straordinaria a Ginevra, il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che «condanna con forza» l'offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza. La Confederazione non ha sostenuto il documento.

Il testo – accettato dai 47 paesi membri del Consiglio con 33 voti a favore, un voto contrario e 13 astensioni – chiede segnatamente l'invio di una missione internazionale indipendente per indagare sulle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario da parte di Israele.

Il Canada è l'unico Stato che ha votato contro la risoluzione. Si sono astenuti, giudicandola squilibrata, i paesi dell'Unione europea membri del Consiglio, ma anche Svizzera, Giappone e Corea del Sud.

L'ambasciatore svizzero Dante Martinelli - capo della Missione permanente svizzera presso l'ONU - ha spiegato che la Confederazione si è astenuta perché Berna appoggia un'inchiesta imparziale su tutte le violazioni, comprese quelle commesse da Hamas: ciò non è però previsto nel testo della risoluzione. Martinelli ha inoltre deplorato «la situazione umanitaria catastrofica a Gaza» e ha condannato tutte le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.

Dal canto loro, la Federazione svizzera delle comunità israelite e la Piattaforma degli ebrei liberali svizzeri hanno espresso lunedì preoccupazione per l'atteggiamento del governo elvetico, reo – a loro parere – di «sostenere ripetutamente mozioni e domande unilaterali nei confronti di Israele in seno al Consiglio dei diritti dell'uomo».

Le due organizzazioni hanno inoltre affermato che l'offensiva militare è una misura necessaria per porre fine ai lanci di razzi da parte di Hamas, ricordando nel contempo il diritto d'Israele all'esistenza e all'autodifesa.


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