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#Baselworld2019 Giovani virgulti alla conquista del pianeta degli orologi

Appassionati di orologeria, i ginevrini Benjamin Lavizzari (a sinistra) e Raphael Rapin hanno creato il loro marchio di orologi, Valpin, che presentano nel quadro di "Watch Incubator" a Baselworld.

(Carlo Pisani)

Stanchi dei numerosi orologiai tradizionali, BaselworldLink esterno ha lanciato quest'anno una nuova piattaforma per presentare una ventina di start-up dell'industria orologiera. Una misura tra le altre che dovrebbe servire a rilanciare una manifestazione in difficoltà.

Per sopravvivere, Baselworld deve reinventarsi. Il tradizionale salone annuale dell'orologeria e della gioielleria, in corso in questo momento a Basilea (dal 21 al 26 marzo) ha perso da due anni oltre la metà degli espositori. La defezione di Swatch Group e dei suoi 18 marchi ha avuto l'effetto di un terremotoLink esterno a Basilea. "Penso che con 500 espositori abbiamo toccato il fondo", riconosce Michel Loris-Melikoff, il nuovo direttore della fiera.

Ex direttore della Street Parade di Zurigo, poi del Comptoir svizzero di Losanna, Michel Loris-Melikoff (54 anni) ha il compito delicato di rimettere in carreggiata Baselworld.

(© Keystone / Alessandro Della Valle)

Se questa edizione ha il sentore di una transizione per Baselworld, deve comunque permettere di posare la prima pietra di una metamorfosi totale della manifestazione prevista per il 2020.

"Spero di fare di Baselworld una piattaforma di comunicazione e di sperimentazione che integri visibilmente tutti gli attori della comunità orologiera: marchi, fornitori, dettaglianti, giornalisti, influencer, consumatori, ecc. È questa mescolanza che renderà il salone interessante", spiega Michel Loris-Melikoff, interpellato da swissinfo.ch.

Il nuovo direttore della fiera giudica "incomprensibile" la strategia della vecchia direzione per quel che riguarda il settore del subappalto orologiero. Pilastro indiscutibile della manifestazione per decenni, i fabbricanti di componenti e utensili dell'Arco giurassiano hanno sbattuto la porta di Baselworld a causa dei prezzi troppo elevati e dello scarso riconoscimento da parte degli organizzatori.

I subappaltatori hanno creato lo scorso anno il loro proprio salone a La Chaux-de-Fonds, organizzato nelle stesse date di Baselworld. "Ho preso la macchina e sono andato a trovarli uno a uno per far loro delle proposte nella speranza che tornino a Basiea l'anno prossimo", dice Loris-Melikoff.

Incubatrice di orologi

In futuro gli organizzatori vogliono anche accordare maggiore spazio ai nuovi attori dell'industria. Una collaborazione con le scuole di orologeria in Svizzera e nell'area di confine francese è previsto per il 2020.

Quest'anno una ventina di giovani imprese e start-up orologieri hanno potuto approfittare del nuovo format, il Watch IncubatorLink esterno, in modo da presentare il loro marchio e beneficiare della visibilità internazionale del salone.

Grazie a delle tariffe preferenziali – un po' meno di 4000 franchi – gli stand sono stati presi d'assalto in soli dieci giorni. "I ritorni sono talmente positivi che prevediamo già di mettere in piedi un'incubatrice simile per la gioielleria e per le pietre preziose l'anno prossimo", sottolinea Michel Loris-Melikoff.

swissinfo.ch ha incontrato tre imprenditori che vogliono approfittare di questa "incubatrice" per far conoscere il loro marchio ai visitatori della fiera.



Traduzione dal francese: Andrea Tognina

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