Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Aspettando l'ora della verità La campagna su Ecopop scende in piazza

Manifestazione contro Ecopop, il 1° novembre a Berna.

(Keystone)

Manifestazioni e dibattiti sull'iniziativa Ecopop non lasciano trasparire chiaramente quale sarà l’esito dell’iniziava popolare che chiede di porre un freno all'immigrazione. Dal primo sondaggio SSR emerge una chiara maggioranza di contrari, ma i partigiani potrebbero essere più numerosi di quanti sono disposti ad ammetterlo apertamente.

È un sabato pomeriggio di inizio novembre. La gente sta affluendo lentamente sulla piazza federale di Berna per la manifestazione indetta dai sindacati e dalla sinistra contro l’iniziativa popolare EcopopLink esterno. Il testo – in votazione il 30 novembre – chiede di limitare l’immigrazione e promuovere il controllo delle nascite nei paesi in via di sviluppo.

«No a Ecopop», si legge in italiano, francese e tedesco sullo striscione appeso sopra al palco, dove un duo di rapper locali sta cercando di animare la folla.

«Facciamo l’amore sulla piazza del Parlamento» - «Questa piazza è la nostra pista da ballo», urla il cantante, mentre un palloncino rosa sfugge dalle mani di una bambina distratta. Poco più in là, una mamma allatta il suo bebè seduta sul marciapiede.

Iniziativa Ecopop Ecopop presentazione teaser

PLACEHOLDER

Porre dei limiti all'immigrazione e promuovere il controllo delle nascite nei paesi in via di sviluppo: è la controversa proposta del gruppo Ecopop per contenere la crescita demografica, su cui il popolo svizzero dovrà esprimersi il 30 novembre.

L'iniziativa popolare del gruppo ecologista Ecopop stipula che la popolazione residente non deve aumentare di oltre lo 0,2% all'anno sulla media di tre anni per effetto della migrazione.

Inoltre, il governo deve stanziare almeno il 10% dei fondi per l'aiuto allo sviluppo a favore di progetti di pianificazione familiare nei paesi più poveri.

I promotori dell'iniziativa sono riusciti a raccogliere 119'000 firme in meno di 18 mesi, 19'000 in più del numero necessario per organizzare una votazione popolare su un emendamento costituzionale.

«Ecopop vuole contribuire non solo a una qualità di vita sostenibile in Svizzera, ma anche a ridurre l'inconcepibile miseria in cui versa la popolazione in alcune regioni svantaggiate del mondo», afferma Alec Gagneux, ingegnere e membro del comitato di campagna, senza alcuna affiliazione politica.

Diritti umani

Il gruppo Ecopop, che milita per una riduzione dell'impronta ecologica umana sul pianeta, sostiene che la pianificazione familiare volontaria è un diritto umano fondamentale stipulato dalle Nazioni Unite nel 1968.

Gagneux accusa il mondo industrializzato di dar prova di egoismo palese e di non mostrare «nessuna empatia con la popolazione dei paesi in via di sviluppo».

L'attivista, che ha lavorato come consulente indipendente per l'aiuto allo sviluppo, afferma che 222 milioni di donne non hanno nessun accesso a mezzi contraccettivi e nessuna informazione in materia di pianificazione famigliare. «Due gravidanze su cinque sono indesiderate».

Ecopop critica la politica di aiuto allo sviluppo del governo svizzero, che negligerebbe il controllo delle nascite nei paesi poveri e si focalizzerebbe su altri tipi di progetto.

L'iniziativa è fortemente criticata. Il governo, i principali partiti politici, il mondo economico, i sindacati, le chiese e la maggior parte delle organizzazioni attive nell'ambito della cooperazione sono contrarie.

La proposta – affermano gli oppositori – è troppo rigida ed è dannosa per la Svizzera, per la sua prosperità economica e la sua tradizione umanitaria.

«Non si potrebbe più siglare nessun trattato internazionale che impedirebbe o limiterebbe lo stanziamento di almeno il 10% dei fondi. La Svizzera inventerebbe il colonialismo del XXI secolo», afferma Isabelle Moret, del Partito liberale radicale.

La socialista Silvia Schenker sostiene che l'iniziativa è fuorviante. «Il legame tra freno all’immigrazione e pianificazione familiare è arbitrario, assurdo dal punto di vista del contenuto e suggerisce un effetto che non è per nulla reale».

Diversi parlamentari del Partito popolare democratico hanno cercato invano di far sì che l'iniziativa venisse invalidata per ragioni giuridiche.

A destra e a sinistra dello schieramento politico, alcune voci si sono levate per manifestare una certa comprensione per l'obiettivo di Ecopop di ridurre l'impronta ecologica umana, ma hanno nel contempo criticato il modo in cui i promotori dell'iniziativa vorrebbero raggiungerlo.

Nascite e prosperità economica

La principale organizzazione economica svizzera - economiesuisse - ha dal canto suo avvertito che limitare l'immigrazione a 16'000 persone all'anno frenerebbe lo sviluppo economico del paese.

Il capo economista della federazione delle imprese svizzere, Rudolf Minsch, ha sottolineato che il paese ha bisogno di lavoratori stranieri qualificati per far fronte all'invecchiamento della popolazione.

L'iniziativa non ha trovato nessun sostegno neppure tra le organizzazioni attive nell'ambito dell'aiuto allo sviluppo. Alliance Sud, associazione ombrello di sei grandi ONG svizzere, definisce assurda l'iniziativa.

Il suo direttore Peter Niggli sottolinea che il controllo delle nascite non può da solo risolvere il presunto problema della sovrappopolazione del pianeta.

«Il numero di nascite sta diminuendo a livello mondiale. La popolazione continuerà tuttavia a crescere fino alla metà di questo secolo, perché nei paesi in via di sviluppo la speranza di vita è sensibilmente migliorata».

Anche il Consiglio degli svizzeri dell'estero, nella sua seduta organizzata in agosto ad Aarau, ha raccomandato di respingere la proposta.

Votazioni del 30 novembre – tre domande

Oltre alla proposta di limitare l’immigrazione per ragioni ecologiche, gli elettori svizzeri dovranno pronunciarsi su altre due modifiche costituzionali.

Un’iniziativa popolare della sinistra propone di porre fine alla tassazione su base forfettaria, un sistema di imposizione che può essere richiesto da stranieri ricchi.

Una terza iniziativa, promossa da un comitato di destra, vuole invece vietare la vendita d’oro da parte della Banca nazionale svizzera. Il testo chiede che almeno il 20% delle riserve dell’istituto centrale sia sotto forma di oro e che questo sia conservato in Svizzera.

Fine della finestrella

Pochi sostegni

Il sostegno all'iniziativa è limitato. A livello politico, solo una manciata di parlamentari l'appoggia e solo uno, l'indipendente Thomas Minder, partecipa attivamente ai dibattiti, che finora sono stati dominati soprattutto dall'approvazione in febbraio dell'iniziativa dell'Unione democratica di centro (UDC) volta a reintrodurre un sistema di quote in materia di immigrazione.

Minder, senatore con una reputazione di anticonformista ma vicino alle posizioni dell'UDC, si è espresso in favore dell'iniziativa Ecopop, anche per ragioni tattiche.

Deluso dal fatto che i suoi colleghi hanno respinto le sue argomentazioni per un contro-progetto, ha lanciato un appello al voto di protesta.

«Non ho nessuna fiducia nel parlamento e nel governo per ridurre drasticamente l'immigrazione», afferma.

Minder teme che un ulteriore aumento di manodopera straniera metta in pericolo la sicurezza dell'impiego dei lavoratori svizzeri e il sistema di sicurezza sociale del paese.

Il consigliere agli Stati del canton Sciaffusa aggiunge che gli elettori si aspettano dalle autorità che riducano l’immigrazione di circa il 40% in seguito all’approvazione in febbraio dell’iniziativa che chiede la reintroduzione dei contingenti. Il governo sta attualmente preparando gli emendamenti legislativi necessari per applicare questa iniziativa nel 2017. Una prospettiva che crea tensioni con l’Unione Europea.

Da parte sua, il deputato dell’UDC Lukas Reimann, uno dei tre membri della camera bassa del parlamento svizzero che raccomandano di votare sì all’iniziativa Ecopop, non vuole spiegare le ragioni del suo sostegno.

Limitare la crescita

L’associazione Ecopop è stata fondata all’inizio degli anni ’70 da un gruppo di attivisti e scienziati per sensibilizzare l’opinione pubblica circa l’impatto della crescita demografica sull’ambiente. Ispiratosi all’epoca dal rapporto sui limiti dello sviluppo del Club di Roma, nei suoi primi anni di vita il gruppo ha fatto campagna sia contro il governo, che prevedeva di aumentare il numero di immigrati, sia contro le proposte dell’Azione nazionale, un partito di estrema destra finito sotto la luce dei riflettori soprattutto negli anni ’70 con le sue iniziative per limitare l’immigrazione.

Ecopop, che si cimenta per la prima volta con l’esercizio di un’iniziativa popolare, sostiene di non aver nulla da spartire con le posizioni xenofobe o razziste. Il suo obiettivo è di stabilizzare il numero di persone residenti in Svizzera. Con quasi 8,2 milioni di abitanti, la Svizzera è oggi uno dei paesi più densamente popolati d’Europa, sottolinea Ecopop.

L’associazione teme lo scenario di una Svizzera con più di 10 milioni d’abitanti nel 2025. Una cifra che nel 2050 potrebbe passare a 11,5 o addirittura a 13,8 milioni (scenario ‘alto’) se non verrà fatto nulla per limitare l’immigrazione, sostiene Ecopop. Una simile evoluzione non farebbe che accentuare l’impronta ecologica del paese.

PLACEHOLDER


L’atmosfera è conviviale in piazza, dove in poco tempo si sono raccolte diverse migliaia di persone. Alcuni alzano degli striscioni, altri fischiano, mentre gli organizzatori imbracciano un megafono.

I militanti anti Ecopop approfittano dell’occasione per promuovere anche altre cause. Foglio e penna alla mano, girano tra i manifestanti per raccogliere le firme a favore di una riforma della pensione e contro la costruzione di una seconda galleria autostradale del San Gottardo.

Cartellini rossi e palloncini

Sul palco, gli oratori – rappresentanti sindacali, del Partito socialista e dei Verdi – si danno il cambio per denunciare la «natura disumana» dell’iniziativa Ecopop e le «conseguenze disastrose» che potrebbe avere un sì popolare. Alcuni urlano: “Cartellino rosso contro la discriminazione dei lavoratori stranieri” e “Cartellino rosso contro una politica del capro espiatorio”.

Una donna sulla cinquantina, con un accento tedesco, non nasconde il suo disappunto. Si aspettava senza dubbio una partecipazione più numerosa e molto più entusiasmo. «Le manifestazioni in Svizzera sono sempre così?».

È giunta nella capitale dalla vicina città di Bienne per esprimere la sua paura di fronte a «un paese che sta per voltare le spalle all'Europa e al mondo, preferendo l’intolleranza».

L’immagine è quella di una manifestazione pacifica – se non fosse per gli uomini della polizia schierati in tenuta antisommossa. Scrutano la piazza alla ricerca di potenziali facinorosi e controllano a vista un gruppo di manifestanti anarchici – alcuni a volto coperto – che si dirige a piedi verso la città vecchia. Il traffico è temporaneamente perturbato; i clienti dei negozi imprecano.

Le forze dell’ordine temevano scontri tra militanti di destra e di sinistra. Alle 17, il direttore della polizia comunale tira un sospiro di sollievo: il pomeriggio è trascorso senza incidenti maggiori.

Nervosismo crescente

Da qualche settimana, la campagna pro e contro l’iniziativa Ecopop ha invaso le pagine dei giornali e i cartelloni pubblicitari. Ministri federali, direttori d’impresa, editorialisti e perfino il leader dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) Christoph Blocher lasciano trasparire un certo nervosismo e mettono in guardia il popolo contro i rischi di un freno radicale all'immigrazione. Sembra quasi che non credano che i votanti scelgano davvero di respingere l’iniziativa, come invece prevedono i sondaggi.

Poco sostegno

Lanciata dall'Associazione ecologia e popolazione (Ecopop), l'iniziativa "Stop alla sovrappopolazione - sì alla conservazione delle basi naturali della vita" sarà sottoposta a votazione popolare il 30 novembre 2014.

Essa chiede che il saldo migratorio netto in Svizzera (numero di immigrati meno numero di emigrati) non superi la media annua dello 0,2% della popolazione residente sull'arco di tre anni. Ciò equivarrebbe a una crescita annua di 16mila persone. Nel 2013 la popolazione svizzera è cresciuta di circa 110mila persone.

Il nuovo articolo costituzionale prevede inoltre che almeno il 10% dei fondi stanziati dalla Confederazione per l'aiuto allo sviluppo siano destinati alla pianificazione familiare volontaria.

L'iniziativa è avversata dal governo e da tutti i grandi partiti politici, dalle organizzazioni economiche, dai sindacati e dalla maggior parte delle organizzazioni attive nella cooperazione allo sviluppo. In favore della proposta di Ecopop si schiera l'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente.

Nel primo sondaggio realizzato dall'istituto gfs.bern per conto della Società svizzera di radiotelevisione (SSR), un mese e mezzo prima del voto, solo il 35% degli intervistati ha detto che avrebbe messo un sì nell'urna, contro il 58% di no e il 7% di indecisi.

Fine della finestrella

I promotori di Ecopop sono definiti «egoisti», perfino «fascisti». Alcuni attori politici danno la colpa al governo o all’UDC di un possibile capovolgimento.

L’eventualità traspare nelle lettere dei lettori ai quotidiani, nei commenti sui siti di informazioni e sulle reti sociali. Una forza oscura starebbe nutrendo la sua rabbia per poi lasciarla esplodere il giorno il 30 novembre, come si chiede l’editorialista della Neue Zürcher Zeitung?

Dal canto loro, i quotidiani svizzero-tedeschi Tages Anzeiger e Der Bund consigliano al governo di non sottovalutare i timori della popolazione di fronte alla crescita dell’immigrazione, al rischio disoccupazione, alla saturazione dei trasporti e all'aumento del costo degli alloggi.

Il 9 febbraio si infila nella campagna

A Zurigo, un sindacalista in pensione non nasconde il suo sostegno all'iniziativa Ecopop. Sta aspettando l’inizio di una tavola rotonda nella sala del Kaufleuten, edificio che ospita concerti e teatri nel quartiere finanziario.

Quest’uomo di 64 anni, con una barba folta e un sorrisetto dipinto sul volto, dichiara che «il governo non merita di meglio». La scossa registrata il 9 febbraio – quando una piccola minoranza di votanti ha accettato di reintrodurre quote e tetti all'immigrazione - «non basta». Ammette però di auspicare che Ecopop sia respinta, ma di stretta misura.

Nelle ore seguenti, l’uomo commenta liberamente le dichiarazioni degli oratori, tra cui figura anche la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga, così come dei politici locali.

Il pubblico è composto di circa 500 persone: giovani e anziani, donne e uomini, alcuni in abiti eleganti e altri meno. Ascoltano con interesse e applaudono in modo cortese i rappresentanti dei due campi.

È la sesta apparizione pubblica di Simonetta Sommaruga, che consacra buona parte del suo intervento di venti minuti a spiegare in che modo il governo prevede di applicare il risultato dello scrutinio del 9 febbraio.

Reazioni contrastanti

Soltanto alla fine la consigliera federale affronta il tema Ecopop, per avvertire che un voto di protesta «non renderebbe certo le cose più facili alla Svizzera». Il pubblico reagisce in modo diverso. Stanchi o impazienti dopo 90 minuti di dibattito, alcuni interrompono gli oratori per esigere risposte chiare invece di «parole al vento».

Durante il piccolo ricevimento che segue la tavola rotonda alcuni criticano il presentatore televisivo che ha moderato il dibattito, altri rispondono vagamente: «è andata così così; non c’è nulla di nuovo, ma non è stato nemmeno insapore».

Un’elegante ottantenne è seduta davanti a un bicchiere di rosso. È contenta della serata: «È stata una discussione animata e la ministra Sommaruga è stata brava». Dal suo punto di vista, il rappresentante di Ecopop ha citato troppe cifre durante le sue spiegazioni. Prima del dibattito era favorevole al testo. «Ora però potrei anche votare no». 


(Traduzione dall'inglese, Stefania Summermatter), swissinfo.ch

Neuer Inhalt

Horizontal Line


Contenuto esterno

Sondaggio

Electioni 2019 e la Quinta Svizzera

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.