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Crash di Bassersdorf: fu un errore del pilota

24 novembre 2001: 24 persone persero la vita nel crash di Crossair, vicino a Zurigo

(Keystone Archive)

Il rapporto finale dell’inchiesta sul crash di un Jumbolino di Crossair, avvenuto a Bassersdorf nel 2001 incrimina Swiss.

La compagnia ammette l’errore del pilota. Ma non risponde alle critiche contenute nel rapporto, pur assicurando d’aver preso tutte le misure di sicurezza del caso.

Swiss, che ha assorbito Crossair nel 2002, non fornisce risposte agli errori di pilotaggio ed alle carenze professionali del comandante di bordo e del co-pilota evocate nel rapporto.

La compagnia sostiene invece che “il comandante disponeva di una grande esperienza e di tutte le qualifiche necessarie per effettuare quel volo”.

Non viene inoltre fornita spiegazione alcuna sul perché “i sistemi di sicurezza interni ed esterni non avevano funzionato”, carenze che la stessa Swiss ammette in un comunicato.

Al contrario, la compagnia assicura che sia Crossair che Swiss “hanno sempre rispettato tutte le esigenze internazionali in materia di sicurezza”.

Misure d’urgenza

Dopo il crash del 24 novembre 2001, le due compagnie hanno messo in pratica tutta una serie di misure per evitare il ripetersi di incidenti simili. Delle misure d’urgenza erano state attuate subito dopo la catastrofe.

L’altezza minima di volo e le procedure d’avvicinamento all’aeroporto di Zurigo erano state riviste. Tutti i piloti erano stati sottomessi ad un esame attitudinale realizzato da esperti indipendenti.

Swiss ha in seguito messo in pratica un nuovo programma di sicurezza di volo (Flight Safety Programme – FSP). Un piano che concerne l’assunzione, la formazione ed il controllo degli equipaggi, oltre che la gestione delle operazioni di volo.

Inoltre, la compagnia ha costituito un consiglio consultivo di sicurezza dei voli. Il gremio, composto da esperti internazionali indipendenti, sorveglia in permanenza l’attività di Swiss.

Raccomandazioni

Tutte le otto raccomandazioni dell’Ufficio federale d’inchiesta sugli incidenti aerei (UIIA) alla compagnia sono state adottate.

Riguardano la composizione degli equipaggi nel cockpit, la selezione ed il controllo dei piloti, la formazione degli istruttori, la verifica delle procedure di volo standard e la valutazione sistematica delle registrazioni dei parametri di volo.

Infine, tutti gli apparecchi di Swiss saranno dotati, entro la fine del 2004, del sistema d’allerta “Terrain Awarness and Warning System (TAWS)”.

Fino ad allora, i velivoli dello stesso modello del Jumbolino che si era schiantato a Bassersdorf, disporranno di un sistema migliorato d’avvertimento in caso di prossimità con il suolo.

Critiche all'UFAC e a Skyguide

Con la pubblicazione del rapporto, all'indice non finisce tuttavia soltanto la compagnia aerea. Secondo il rapporto d'inchiesta, l'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) non aveva controllato a sufficienza l'efficacia della formazione dei piloti di Crossair.

L'assenza di un sistema d'allarme sulla pista 28 in caso di sorvolo troppo basso e dei limiti minimi di visibilità troppo tolleranti hanno inoltre contribuito all'incidente.

E pure Skyguide non sfugge alle critiche: al momento dell'incidente un solo controllore sorvegliava gli atterraggi dalla torre di controllo.

Le norme prevedono invece la presenza contemporanea di quattro controllori.

Segnali di pericolo ignorati

Il rapporto stabilisce che il comandante era sovraffaticato a causa delle attività aeree extra professionali (dava lezioni private di volo).

Oltre alle responsabilità dirette, il rapporto individua anche una molteplicità di concause che hanno contribuito al disastro aereo e che sono l’Ufficio federale d’inchiesta sugli incidenti aerei, Skyguide e le deficienze strutturali ed organizzative di Crossair.

Daniel Knecht si è occupato di chiarire gli aspetti gestionali legati all'incidente: "Il curriculum professionale del comandante è emblematico: ha bocciato diverse volte gli esami per la gestione di sistemi tecnici più complessi. I suoi superiori non hanno valutato il rischio aeronautico che rappresentava e non hanno adottato le misure che imponeva la situazione".

Indennizzi

Per quel che concerne gli indennizzi, Swiss ha raggiunto un accordo con le famiglie di 18 delle 24 vittime. Una soluzione "sta per essere trovata" anche con i famigliari delle altre vittime.

Subito dopo il crash, un versamento preliminare di 209'750 franchi era stato offerto alle famiglie delle vittime ed ai superstiti gravemente feriti.

I parenti di dieci delle vittime hanno sporto denuncia o iniziato delle procedure giudiziarie in Svizzera, in Germania ed in Israele.

In Svizzera, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha aperto una procedura penale contro ignoti per il reato di "omicidio per negligenza", rispettivamente "lesioni corporali gravi per negligenza".

Il portavoce del MPC Hansjürg Mark Wiedmer ha precisato che la decisione è stata motivata dai nuovi fatti emersi dal rapporto finale.

Il MPC ha studiato attentamente il rapporto finale dell'Ufficio federale d’inchiesta sugli incidenti aerei (UIIA), ha spiegato Hansjürg Mark Wiedmer. Dal momento che i due piloti del Jumbolino sono morti nella catastrofe, non possono essere perseguiti, ma il Ministero pubblico della Confederazione intende appurare se sono stati commessi atti di negligenza.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Il 24 novembre 2001, il volo Crossair 3597 proveniente da Berlino si schiantava sulle colline di Bassersdorf, nei pressi dell'aeroporto di Zurigo;
Nell'incidente persero la vita 24 persone; 9 i sopravvissuti.

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In breve

La pubblicazione del rapporto finale d’inchiesta su Bassersdorf, le conseguenti critiche alla compagnia aerea e le possibili procedure giudiziarie contro André Dosé e Moritz Suter sono soltanto una delle spine nel fianco di Swiss.

Swiss è, ad esempio, sempre alla ricerca di una linea di credito fino a 500 milioni per far fronte ai persistenti problemi di liquidità.

Nonostante le ristrutturazioni e la cancellazione di diverse destinazioni, il tasso d’occupazione sulle linee europee nel 2003 è stato solo del 59%. Troppo basso.

E ci mancava soltanto l’influenza aviaria. Lo scorso anno, l’epidemia di SARS e l’insicurezza generale provocata dallo stato di guerra in Medio Oriente avevano messo in ginocchio l’intero settore aereo.

Se l’influenza dovesse estendersi, il settore, Swiss compresa, potrebbe nuovamente crollare.

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