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Trasparenza ai vertici Aumento record del numero di donne nelle alte sfere aziendali



Per quanto riguarda la parità uomo-donna ai vertici aziendali, la Svizzera rischia di rimanere in ritardo rispetto ad altri paesi dell'Europa occidentale, avverte un rapporto.

Per quanto riguarda la parità uomo-donna ai vertici aziendali, la Svizzera rischia di rimanere in ritardo rispetto ad altri paesi dell'Europa occidentale, avverte un rapporto.

(AFP)

Più di un quinto dei nuovi membri dei consigli di amministrazione in Svizzera sono donne, rileva il rapporto annuale della società Guido Schilling, che parla di una quota record dopo dieci anni di «stagnazione». Tra i quadri dirigenziali, la proporzione di stranieri ha raggiunto il 45%.

In Svizzera, un numero crescente di posti di direzione è stato attribuito a delle donne, indica il rapportoLink esterno della società Guido Schilling, specializzata nella ricerca di quadri aziendali.

La quota rosa nella direzione delle cento aziende più grandi della Svizzera è salita dal 6 all’8%. In un anno, l’incremento è stato pari a quello osservato nell’ultimo decennio, stando al rapporto intitolato “Trasparenza ai vertici”.

La spinta si spiega in particolare col fatto che le donne hanno rappresentato il 21% di tutti i nuovi membri dei Cda, contro il 4% dell’anno precedente.

«Siccome la messa in atto della parità dipende essenzialmente dalla società, per la prossima generazione sarà importante avere degli esempi femminili da seguire. Fare carriera deve diventare qualcosa di normale sia per gli uomini sia per le donne», sottolinea il rapporto.

Obiettivo del 30%

Ciononostante, la Svizzera è ancora lontana dalla soglia del 30% auspicata dal governo. Il paese rischia così di rimanere in ritardo rispetto ad altri Stati dell’Europa occidentale, che hanno incrementato significativamente le quote rosa nei Cda, avverte il rapporto, aggiungendo che le aziende elvetiche dovrebbero fissarsi degli obiettivi ambiziosi.

In Germania, dal gennaio 2016 le società quotate in borsa sono obbligate a mantenere una certa proporzione di donne nei Cda. Da un paragone tra le aziende più grandi in Germania e in Svizzera risulta che la quota femminile nelle società del DAX (il principale indice della borsa tedesca) è del 30%, mentre in quelle dell’SMI (il corrispettivo svizzero) è del 21%.

Per il momento, la legge tedesca sulle quote non ha comunque avuto un grande impatto sui team dirigenziali, si legge nel rapporto. Per le 30 società del DAX, la proporzione di donne è infatti passata dal 9 al 10%, contro un aumento dal 6 all’8% per le aziende dell’SMI.

Dirigenti stranieri

Il rapporto evidenzia inoltre che la percentuale di dirigenti stranieri nelle imprese svizzere è passata l’anno scorso dal 43 al 45%. L’aumento più significativo è stato osservato tra i tedeschi (7 neonominati) e gli americani (6). Il numero di dirigenti svizzeri è invece sceso di dodici unità.

«Non ci sono abbastanza dirigenti svizzeri per occupare tutti i posti di direzione», indica il rapporto Schilling. «Sarà sempre importante trovare i candidati meglio qualificati, siano essi svizzeri o stranieri, per garantire una crescita sostenibile dei datori di lavoro più grandi della Svizzera. La nazionalità non deve quindi essere il criterio principale».

Rapporto Schilling 2017

Il rapporto ha preso in considerazione i 119 datori di lavoro più grandi della Svizzera, così come l’amministrazione federale e quella dei 26 cantoni.

L’indagine ha interessato 891 membri di direzione, 833 membri di consigli di amministrazione e 1'013 quadri superiori dell’amministrazione pubblica (cancellieri, segretari generali, responsabili di dipartimento).

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Traduzione dall'inglese di Luigi Jorio, swissinfo.ch/ts

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