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Il WEF valuta Big Brother


Il prezzo della lotta per la privacy si conta in trilioni


Di Mattew Allen


'Sempre connessi': il motto calza a pennello ai delegati presenti al WEF di Davos. ()

'Sempre connessi': il motto calza a pennello ai delegati presenti al WEF di Davos.

Gli attacchi informatici contro privati e aziende sono uno dei principali temi di preoccupazione al World Economic Forum (WEF) di Davos. I partecipanti a un seminario sulla protezione dei dati hanno ricordato che la rivoluzione digitale presenta molte opportunità ma comporta in ugual misura molti rischi.

Le crescenti preoccupazioni per gli attacchi alla privacy da parte di agenzie di spionaggio, come la National Security Agency (NSA) statunitense, sono stati al centro di una tavola rotonda organizzata al WEF di Davos e intitolata ‘The Big Brother Problem’.

Il segretario generale di Amnesty International Salil Shetty ha sottolineato che il diritto alla privacy è «uno dei principali problemi della nostra epoca» e ha criticato «le spedizioni di pesca senza limiti» dei governi.

Bradford Smith, consigliere generale di Microsoft, ha dal canto suo affermato che il gigante dell’informatica adisce spesso le vie legali quando riceve richieste d’informazioni. Anche se però non sempre vince, ha ammesso. «Quando perdiamo la causa, facciamo quello che il governo ci ordina di fare», ha indicato.

A parte biasimare i governi per la loro brama di passare al setaccio fiumi di informazioni personali e chiedere riforme delle leggi nazionali per smorzare gli attacchi alla privacy, gli esperti intervenuti al dibattito non hanno però potuto fornire soluzioni precise per far fronte al problema.

WEF 2014

La 44a edizione del Forum economico mondiale (WEF) di Davos è intitolata: "The Reshaping of the World: Consequences for Society, Politics and Business" ("Il rimodellamento del mondo: conseguenze per la società, la politica e l'economia").

Tra il 22 e il 25 gennaio, i circa 2'500 partecipanti potranno ascoltare leader internazionali della politica, dell'economia, della finanza, della società civile, della religione, della cultura e della scienza.

Nella famosa località turistica grigionese saranno presenti una cinquantina di capi di Stato e di governo, tra cui il primo ministro giapponese Shinzo Abe, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente iraniano Hassan Rouhani , il primo ministro britannico David Cameron, il primo ministro australiano Tony Abbot e il presidente sudcoreano Park Guen-Hye.

Il WEF è stato creato da Klaus Schwab nel 1971 a Davos, inizialmente sotto il nome di "European Management Symposium". L'idea di partenza era di mettere in contatto dirigenti economici europei e statunitensi, al fine di incrementare le relazioni e risolvere i problemi.

Il Forum ha preso il suo nome attuale nel 1987, parallelamente all'ampliamento dei propri orizzonti, vale a dire quando si è dato lo scopo di fornire una piattaforma per la ricerca di soluzioni alle controversie internazionali.

Il WEF è un'organizzazione senza scopo di lucro, con sede a Cologny (Ginevra). È finanziato tramite i contributi dei membri e donazioni.

Soluzioni tecnologiche ‘Made in Switzerland’

Nel frattempo, un numero crescente di aziende specializzate nella sicurezza informatica sta cercando di colmare il vuoto legislativo, come ad esempio la WISeKey di Ginevra, che fornisce soluzioni sicure per il ‘cloud computing’ e il criptaggio del traffico di dati via internet o telefonini intelligenti.

«Il problema è che internet non è mai stato concepito per essere uno spazio sicuro», indica a swissinfo.ch il direttore e fondatore di WISeKey Carlos Moreira. «Il mercato è enorme e continuerà a crescere molto velocemente».

«Il fatto che il nostro marchio sia svizzero è molto importante, poiché i clienti apprezzano particolarmente la neutralità del nostro paese e la legislazione severa sulla protezione dei dati».

Questa collocazione in Svizzera è importante anche per i fabbricanti di un nuovo telefonino sicuro, chiamato Blackphone, che sarà presto lanciato sul mercato. Creato dalla società spagnola Geeksphone e dall’azienda statunitense di criptaggio Silent Circle, il nuovo Blackphone sarà messo in commercio da una ditta registrata appositamente a Ginevra.

«La Svizzera è il posto per antonomasia della protezione dei dati», dice a swissinfo.ch Rodrigo Silva-Ramos, cofondatore della Geeksphone.

La nuova versione del sistema operativo per dispositivi mobili Android avrà un software di crittografia incorporato e un collegamento wi-fi VPN che cancella i cookies. «È necessario rivalutare l’equilibrio tra sicurezza e privacy», afferma Rodrigo Silva-Ramos. «Attualmente vi è una forte spinta per una maggiore protezione dei dati e questo progetto di telefono darà ai cittadini più possibilità di preservare la loro sfera privata».

Hacker con una lunghezza di vantaggio

L’aspirazione a una migliore protezione contro gli spioni non concerne solo i privati cittadini. Le aziende stanno pure compiendo numerosi sforzi per evitare che degli hacker si approprino dei loro segreti commerciali.

I progressi tecnologici, come il ‘cloud computing’ e i ‘big data’, potrebbero creare entro il 2020 un valore aggiunto per l’economia mondiale di 21'600 miliardi di dollari, secondo un rapporto del WEF. A patto che le società riescano ad avere una lunghezza di vantaggio nei confronti dei criminali.

I costi per l’economia globale causati da frodi online, furti d’identità e perdite di ricavi legati alla proprietà intellettuale sono stimati a mille miliardi di dollari, stando alla società di sicurezza informatica MacAfee e al Centro di studi strategici ed internazionali di Washington. Questa cifra potrebbe triplicare entro il 2020 se le aziende non miglioreranno i loro sistemi di difesa, sostengono ricercatori del WEF.

Il 69% dei 250 dirigenti intervistati dal WEF per il rapporto teme che i pirati informatici continueranno a rivelarsi più sofisticati ed efficienti dei meccanismi di difesa adottati dalle loro rispettive società. Circa il 40% delle ditte ritiene inoltre che gli investimenti per contrastare la cyber-criminalità siano «troppo esigui».

Soluzioni dalla fisica

Alcune aziende hanno iniziato a guardare con interesse alla fisica quantica per cercare di lasciare un po’ indietro gli hacker.

La ditta ID Quantique, con sede a Ginevra, ha utilizzato le leggi della fisica quantica per sviluppare un nuovo sistema di crittografia che permette di difendersi dagli attacchi. Inviando dei fotoni lungo le fibre ottiche, coloro che mandano dei messaggi criptati sono in grado di scoprire ogni tentativo di intercettare il messaggio.

«Una comunicazione è un po’ come una partita di tennis», osserva il direttore della ID Quantique Gregoire Ribordy. «Una terza persona può intercettare la pallina, leggere l’informazione che vi è contenuta, e farla proseguire più lontano senza che nessuno abbia notato nulla».

«Il nostro sistema equivale a rimpiazzare la pallina con una bolla di sapone. Appena qualcuno cerca di afferrarla, la bolla scoppia e il tentativo d’intercettazione viene scoperto».

Anche la NSA sta pensando di utilizzare la fisica quantica per sviluppare dei super-computer capaci di risolvere problemi matematici molto più velocemente che coi metodi convenzionali. Ciò permette di trattare una quantità di dati molto più consistente.

La Svizzera sta dal canto suo cercando di stare al passo e ha riunito un gruppo di scienziati quantici in seno al Centro nazionale di competenza nella ricerca sulla scienza quantica e la tecnologia. La battaglia tra spionaggio e contromisure rischia di durare ancora decenni.


(traduzione di Daniele Mariani), swissinfo.ch



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