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Mercato del lavoro


Disoccupazione: Svizzera allieva modello, ma fino a quando?


I giorni del pieno impiego in Svizzera sono contati? È ciò che pensa il ministro dell’economia Johann Schneider-Ammann, che si mostra pessimista sull’evoluzione del mercato del lavoro elvetico. Anche se a gennaio il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 3,8%, il livello più alto da sei anni, la Confederazione si trova in una situazione privilegiata rispetto alle più grandi economie mondiali. 

Dato che ogni paese utilizza cifre diverse per determinare il tasso di disoccupazione, l’Organizzazione internazionale del lavoro ha sviluppato un modello armonizzato che permette un paragone diretto. Per questo le cifre dell’OIL sono leggermente più alte rispetto a quelle presentate dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO).

Secondo i dati della SECO, il tasso di disoccupazione in Svizzera ha raggiunto il 3,8% nel mese di gennaio, pari a un aumento di quasi l’8,4% sull’arco di un anno. Le disparità sono importanti da un cantone all’altro: il record negativo lo detiene in cantone di Neuchâtel, culla del settore orologiero, dove il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 6,4% (+0,3% rispetto a dicembre). Obvaldo è invece il cantone con meno disoccupati (1,1%).


L’aumento della disoccupazione in Svizzera è legata principalmente al franco forte, conseguenza della decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) di sopprimere il tasso fisso di cambio con l’euro, poco più di un anno fa. Secondo Johann Schneider-Ammann, le imprese svizzere non potranno resistere più di due anni agli effetti del franco forte. "Non potremo sicuramente più sostenere una disoccupazione bassa", ha dichiarato il ministro dell’economia al settimanale «NZZ am Sonntag». "Probabilmente ci saranno altre cattive notizie".

Le statistiche dell’OIL confermano tuttavia la percezione di una Svizzera relativamente risparmiata dalla disoccupazione. E mostrano delle fluttuazioni minori rispetto ad altri paesi.

In Germania, il tasso di disoccupazione è sceso di oltre la metà dal 2006 e ha raggiunto quasi lo stesso livello della Svizzera. La Cina naviga nelle stesse acque, ma vi sono molte perplessità sull’affidabilità dei dati forniti da Pechino all’OIL. Negli Stati Uniti, il tasso di disoccupazione è in costante diminuzione dopo la crisi economica del 2009, ma resta comunque superiore di due punti rispetto alla Svizzera. 

swissinfo.ch e tvsvizzera.it (TG RSI del 9.01.15)

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