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Nada e Himmat, a Campione "persone rispettabili"

Villa Nada, la casa di Campione d'Italia dove da una trentina di anni abita Youssef Mustafa Nada, presidente della ex «Al Taqwa Management Organization»

(Keystone)

A Campione Mustafa Nada, presidente della ex «Al Taqwa Management Organization» ed il suo vice Alì Ghaleb Himmat, sono conosciuti da anni.

Due grandi ville nelle parte alta di Campione d'Italia, distanti l'una dall'altra appena qualche centinaio di metri. Youssef Mustafa Nada presidente della società Al Taqwa con sede a Lugano, ribattezzate recentemente Nada Management ed il suo vice, Ali Ghaleb Himmat, oltre che soci in affari erano anche vicini di casa. Chi li ha conosciuti li definisce "Due persone rispettabilissime".

Per quanto il nome di Nada da metà settembre è balzato sulle pagine della stampa internazionale, a causa dei presunti legami con la rete terroristica di Bin Laden, le perquisizioni di mercoledì mattina hanno suscitato parecchio clamore e sorpresa nell'enclave.

All'operazione dei carabinieri di Como ha partecipato pure la polizia municipale di Campione, che ha dovuto mettere a disposizioni le sue agenti in gonnella che hanno effettuato le perquisizioni personali sulle donne della famiglia di Nada e di Himmat, mentre i due dirigenti della società venivano interrogati dalla polizia a Lugano.

"Una persona educata e gentile", così il comandante della polizia comunale dell'enclave italiana descrive il presidente della Nada Management, che risiede a Campione da quasi trent'anni. " In tutti questi anni - aggiunge - non abbiamo mai avuto problemi né con lui né con Himmat. In paese si facevano vedere poco, più che altro li si notava quando passavano in auto, automobili di lusso Bentley o Rolls Royce".

Cortesi, ma riservati, come le figlie di Nada che ogni tanto si facevano vedere nelle stradine del centro, la testa coperta dal velo come prescrive la religione islamica. "Nonostante la lunga permanenza nell'enclave non si può certo dire che i due si siano integrati nella nostra comunità - dice il gerente di un bar - facevano una vita appartata, ma ciò non toglie che erano stimati da tutti".

A Campione nessuno se lo aspettava che andasse a finire così. Tanto più che il clamore sollevato dalla stampa a metà settembre sembrava rientrato, dopo le rassicurazioni della polizia e della Procura federale secondo cui in anni d'indagini non erano mai stati provati collegamenti tra la società Al Taqwa e il terrorismo islamico.

Intervistato da swissinfo, Nada aveva smentito categoricamente che la sua società gestisse in Svizzera i capitali di Osama bin Laden. "Nessuno al mondo che abbia un minimo di coscienza umana - aveva dichiarato - può condividere e accettare la strage di New York. E' una cosa spaventosa. E' giusto sostenere la causa araba e palestinese, ma questa non ha niente a che fare con l'attacco alla popolazione inerme".

L'avvocato Pier Felice Barchi, legale di Nada, ha intanto precisato che i due finanzieri si sono presentati spontaneamente per essere interrogati. Secondo il legale, l'operazione di polizia è dovuta soprattutto alle pressioni internazionali per la lotta al terrorismo, per cui ogni Paese vuole dimostrare di fare di tutto per scoprire eventuali elementi o piste che possano ricondurre a bin Laden.

Libero D'Agostino


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