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Solar Impulse e PlanetSolar


Progetti solari svizzeri in mostra negli Stati uniti


Di Susan Vogel-Misicka


PlanetSolare, il più grande battello al mondo alimentato unicamente ad energia solare (AFP)

PlanetSolare, il più grande battello al mondo alimentato unicamente ad energia solare

(AFP)

Due veicoli solari svizzeri si sono esibiti negli ultimi mesi negli Stati Uniti per illustrare il potenziale delle energie rinnovabili. Queste missioni hanno favorito anche la raccolta di fondi e le collaborazioni scientifiche per promuovere i due progetti innovativi?

Dopo aver già attraversato la Svizzera nel 2010 e il Mediterraneo nel 2012, l’aereo Solar Impulse, che funziona unicamente ad energia solare, ha sorvolato negli ultimi due mesi anche gli Stati uniti, dalla California fino a New York. Sulle costa Est degli Stati uniti è approdato negli ultimi mesi anche MS Tûranor PlanetSolar, un battello a energia solare che ha già fatto il giro del mondo.

Gli Stati Uniti sono la meta ideale per i promotori di Solar Impulse e PlanetSolar, che stanno cercando di far conoscere i loro prototipi, osserva Rolf Wüstenhagen, professore di gestione delle energie rinnovabili all'Università di San Gallo.

"Questi progetti sono buoni esempi di alta tecnologia combinata con una sana dose di avventura. Sono cose che attirano l’attenzione della gente negli Stati Uniti," dichiara Wüstenhagen. "Corrispondono al tipico atteggiamento americano del “we can do” (possiamo farlo), che suscita la nostra ammirazione nei confronti degli Stati Uniti".

La vera sfida, secondo l’esperto, consiste nel far capire alla gente che questi progetti rappresentano molto di più di giocattoli ad alta tecnologia e che hanno una grande importanza per le future decisioni in materia di politica energetica e dei trasporti.

“Credo che sia più impegnativo convincere la gente negli Stati uniti che non dalle nostre parti. Viaggiando oggigiorno in Europa si intravedono ovunque un sacco di celle solari e di turbine eoliche, mentre in diverse zone degli Stati uniti predominano nettamente i combustibili fossili ", aggiunge Wüstenhagen.

Solar Impulse

Presentato nel 2009 a Zurigo, l'aereo Solar Impulse è nato su iniziativa del pilota e avventuriero Bertrand Piccard. Nel 2010, ha compiuto il primo volo notturno della storia dell'aviazione solare.

Con un'apertura alare di 63 metri, è largo quanto un Airbus A-340. Ma invece di trasportare 300 passeggeri, nella cabina del velivolo vi è spazio solo per il pilota.

Alimentato unicamente ad energia solare, l'aereo ha sorvolato la Svizzera nel 2010, il Mediterraneo (2012) e Stati Uniti (2013).

Il viaggio attraverso gli Stati uniti è iniziato in maggio in California e si è concluso il 6 luglio a New York.

Nel 2015, un secondo prototipo di Solar Impulse tenterà di fare il giro del mondo.

Un anno guadagnato

Per l'aereo Solar Impulse, la missione "Across America" è stata un colpo di fortuna. Per ragioni tecniche, il team ha dovuto rimandare i suoi piani di sorvolo del globo.

"Invece di pensare che avevamo perso un anno, ci siamo detti che ne abbiamo guadagnato uno. Abbiamo deciso di usarlo per mostrare la prima versione del aereo negli Stati Uniti", sottolinea il pilota e amministratore delegato di Solar Impulse André Borschberg. Il secondo prototipo del velivolo, che si trova attualmente in fase di montaggio, decollerà per un viaggio attorno al mondo nel 2015.

Negli Stati Uniti, Borschberg e il suo collega Bertrand Piccard si sono alternati alla guida dell’aereo solare da San Francisco a New York, con tappe a Phoenix, Dallas, St. Louis, Cincinnati e Washington DC.

“È stato interessante vedere la reazione della gente negli Stati uniti. Penso che il livello di eccitazione e interesse sia diverso rispetto ad altri paesi. Gli americani hanno una capacità impressionante di entusiasmarsi per nuovi progetti, nuove idee, innovazioni e pionieri”, rileva Borschberg.

Il pilota si dice impressionato anche dalla copertura mediatica. "Un sacco di progetti pionieristici sono stati messi a punto o concretizzati negli Stati Uniti. Non vi è quindi luogo migliore per lanciare qualcosa di nuovo. Da queste parti si ottiene la più grande risonanza in termini di comunicazione", aggiunge Borschberg.

MS Tûranor PlanetSolar

MS Tûranor PlanetSolar è la più grande barca solare al mondo. È lunga 35 metri e dispone di 516 metri quadrati di pannelli solari.

Queste celle fotovoltaiche hanno permesso a PlanetSolar di circumnavigare il mondo, un viaggio durato 19 mesi e terminato a Monaco nel maggio 2012.

La nuova missione di PlanetSolar, realizzata in collaborazione con l'Università di Ginevra, ha come scopo di studiare gli effetti del cambiamento climatico sugli oceani.

Seguendo la corrente del Golfo, la barca ha fatto tappa a Miami, New York e Boston tra la primavera e l’inizio dell’estate di quest’anno. Il viaggio prosegue ora verso l’Europa.

Sole e mare

Come Solar Impulse, anche MS Tûranor PlanetSolar ha raccolto una calda accoglienza, quando è approdato sulla costa orientale degli Stati Uniti, facendo tappa a Miami, New York e Boston.

"Vi sono state molte reazioni entusiaste. Ho sentito un sacco di commenti come, 'Wow, che bella barca, è sorprendente che possa essere completamente alimentata con energia solare'", indica Pascal Goulpié, amministratore delegato di PlanetSolar.

In collaborazione con l'Università di Ginevra, i promotori della missione “Deepwater Expedition” di PlanetSolar vogliono sensibilizzare la gente soprattutto sugli effetti dei cambiamenti climatici per la Corrente del Golfo. L'anno scorso, il battello ha compiuto il suo primo giro del mondo.

In giugno, il consolato scientifico “swissnex” di Boston ha ospitato una serie di eventi per presentare la barca e mostrare il suo funzionamento.

“Abbiamo organizzato una conferenza scientifica con il Woods Hole Oceanographic Institution, allo scopo di riunire climatologi e biologi degli oceani, come pure per promuovere nuovi contatti tra la Svizzera e gli Stati Uniti. È stata così aumentata la visibilità dell’Università di Ginevra quale scuola superiore leader nel settore della ricerca", dichiara Sebastien Hug di swissnex Boston.

A suo avviso, l’innovazione proveniente dall’estero è sempre benvenuta negli Stati uniti”. Il centro scientifico elvetico ha recentemente organizzato un concorso con la partecipazione di 20 imprenditori svizzeri. Ognuno ha avuto un minuto di tempo per presentare la sua azienda. L'evento ha attirato 300 persone.

"Gli americani sono generalmente molto interessati a conoscere l'innovazione e la tecnologia europea", dichiara Hug.

Potenziali ricadute

Le esibizioni dei due prototipi hanno dato i frutti sperati anche a livello di raccolta di fondi e di partenariato?

"Il nostro bilancio è completo per quest'anno, quindi non siamo stati attivi nella ricerca di fondi", risponde Pascal Goulpié di PlanetSolar. "Abbiamo ricevuto però varie richieste per lo sviluppo di altre attività con la nostra barca, come ad esempio il programma di ospitalità a bordo, che appare molto promettente".

Questo programma dovrebbe permettere di accogliere a bordo gruppi privati interessati ad ospitare eventi, come gite aziendali. Fino a 20 persone possono godere di una crociera sul MS Turanor PlanetSolar.

Il team di Solar Impulse spera a sua volta di raccogliere nuove offerte. "Abbiamo avuto alcuni colloqui molto interessanti, che speriamo porteranno a qualcosa di concreto. C'è un grande interesse e penso che ci sono alcune promettenti possibilità di collaborazione, non solo dal profilo finanziario, per raggiungere i nostri obiettivi", sottolinea Borschberg.

Il fatto di ispirare dei cambiamenti può apportare delle ricadute, di cui tutti potrebbero trarne beneficio.

"Gli Stati Uniti, che basano ancora la loro economia sulle energie fossili, costituiscono una grande opportunità per illustrare fonti alternative. In questo paese è in corso un interessante dibattito politico, in cui il presidente Obama sta cercando di spingere verso altre soluzioni far fronte alle sfide climatiche", sostiene Rolf Wüstenhagen. "Queste due iniziative svizzere possono essere due piccoli contributi per promuovere la grande svolta nella politica energetica”.


Traduzione di Armando Mombelli, swissinfo.ch



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