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Studio europeo sul cambiamento climatico "Spesso ci si dimentica che il clima ha conseguenze anche sulla salute"

una persona mentre beve da una bottiglia d'acqua

In Svizzera, le ondate di caldo diventeranno più frequenti ed estreme, prevedono i climatologi.

(Andree Noelle Pot/Keystone)

Un nuovo studio evidenzia il legame tra emissioni, cambiamento climatico e salute umana. La Svizzera si è attrezzata per affrontare le canicole e tenta di contenere la diffusione di malattie tropicali, afferma Martin Röösli, coautore dello studio. Intervista.

La riduzione delle emissioni ha degli effetti benefici non soltanto sul clima, ma pure sulla nostra salute, rileva lo studioLink esterno del Consiglio consultivo scientifico delle accademie europee (EASACLink esterno) pubblicato lunedì. Secondo l'organo che riunisce le accademie di scienze dei Paesi membri dell'Unione europea, oltre a quelle di Svizzera e Norvegia, un'economia a zero emissioni potrebbe evitare "diverse centinaia di migliaia di decessi prematuri all'anno nell'Ue".

Le ripercussioni negative del riscaldamento globale sulla salute si manifestano a vari livelli, sottolinea l'EASAC. Tra questi: un'accresciuta esposizione a temperature elevate, eventi estremi, inquinamento atmosferico e allergeni, un indebolimento della sicurezza alimentare e un aumento del rischio di contrarre malattie infettive.

"La novità principale del rapporto è il fatto che esso si focalizza sui molteplici effetti del cambiamento climatico sulla salute", spiega a swissinfo.ch Martin RöösliLink esterno, responsabile dell’unità 'Esposizione ambientale e Salute' dell’Istituto tropicale e della salute pubblica di Basilea. Nelle discussioni sul clima, prosegue, ci si dimentica spesso che ci sono conseguenze anche sulla salute. "Ci sono effetti diretti, come ad esempio i decessi collegati alle ondate di calore, e indiretti. Penso ad esempio alla diffusione della zanzara tigre e di malattie quali la febbre del Nilo occidentale".

swissinfo.ch: Che cosa dice il rapporto in merito alla Svizzera?

Martin Röösli: Dal rapporto emerge che la situazione nelle regioni centrali dell'Europa, tra cui la Svizzera, è meno problematica rispetto a quella agli estremi nord e sud del continente. Grazie alla sua posizione geografica, la Svizzera è quindi 'privilegiata', sebbene anche nelle regioni alpine ci siano sostanziali cambiamenti.

In Svizzera, qual è la principale ripercussione negativa del cambiamento climatico sulla salute?

Al momento è la mortalità dovuta alla canicolaLink esterno. In futuro, potranno invece essere le malattie trasmesse da vettori - ad esempio la zanzara tigre - a rappresentare un problema. Negli ultimi anni ci sono state epidemie di chikungunya e di febbre del Nilo nel sud della Francia e in Italia.

Che cosa stanno facendo le autorità per far fronte al problema?

Rispetto ad altri paesi europei, la Svizzera ha mostrato una maggiore sensibilità al problema e il legame tra cambiamento climatico e salute è considerato da tempo. In particolare, si sta attuando un numero relativamente elevato di misure di adattamentoLink esterno per ridurre la mortalità dovuta alle ondate di calore e per evitare la diffusione della zanzara tigreLink esterno, presente a sud delle Alpi.

Ci può fare alcuni esempi concreti?

L'estate torrida del 2003, che ha causato 975 decessi in Svizzera, ha lasciato il segno. I cantoni della Svizzera francese e il Ticino, particolarmente attivi, hanno elaborato dei piani su come devono comportarsi autorità e popolazione in caso di elevate temperature. Si tratta di misure molto semplici, ma efficaci: campagna informativa rivolta alla popolazione, sensibilizzazione delle persone più a rischio e sistemi di allerta canicola che avvertono il personale di ospizi e ospedali. In alcuni cantoni sono stati introdotti dei sistemi per contattare direttamente le persone a rischio, come gli anziani che vivono da soli.

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