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Svizzera-Cina


La ministra Doris Leuthard discute del cambiamento climatico a Pechino


Di swissinfo.ch e agenzie


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Doris Leuthard a colloquio con il viceministro delle risorse idriche Xuejun Zhou. (swissinfo.ch)

Doris Leuthard a colloquio con il viceministro delle risorse idriche Xuejun Zhou.


(swissinfo.ch)

La consigliera federale Doris Leuthard ha incontrato il vicepresidente cinese Li Yuanchao e diversi ministri durante la sua visita di lavoro di tre giorni in Cina. Al centro dei colloqui c’è stata la concretizzazione di accordi sul clima e sull’innovazione.

A Pechino Doris Leuthard ha lodato la collaborazione tra i due paesi. «Abbiamo esteso la nostra collaborazione e dato avvio a una nuova fase», ha affermato ai media.

Svizzera e Cina sono legate da una lunga relazione bilaterale, che negli ultimi anni si è ulteriormente rafforzata. In particolare, i due paesi hanno intensificato le relazioni economiche e commerciali.

In una visita di aprile del presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann era stato siglato un "partenariato strategico innovativo". I suoi contenuti, allora rimasti vaghi, sono stati ora concretizzati nel quadro di diversi incontri, ha detto Leuthard. L’applicazione dell’intesa coinvolgerà le aziende private dei due paesi attive nei settori del clima, dell’ambiente, della gestione dell’acqua e dell’innovazione.

La Cina è il paese che emette più gas a effetto serra, ha sottolineato la responsabile del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni. Pechino ha però deciso di trattare e, non a caso, ha giocato un ruolo importante nell'accordo sul clima di Parigi. Secondo la consigliera federale, il vicepresidente Li Yuanchao prende molto sul serio la questione.

Rimandato il tema dei diritti umani

Il tema della comunicazione - in un paese al 176esimo posto su 180 nella classifica della libertà di stampa secondo Reporter senza frontiere - non è stato affrontato «per motivi di tempo», ha detto Doris Leuthard, aggiungendo che «sarà sicuramente un argomento in futuro».

L’ambasciatore svizzero in Cina, Jean-Jacques De Dardel, ha indicato che le questioni sui diritti umani sono state affrontate nel maggio di quest’anno, nel quadro del dialogo bilaterale sui diritti umani avviato nel 1991. «È meglio non discutere di tali questioni al tavolo dei negoziati», ha affermato Doris Leuthard, secondo cui «è meglio condurre questi colloqui su una base di fiducia». La critica, ha puntualizzato, deve comunque essere possibile.

Cosa ha imparato la Svizzera dalla Cina?

(di Xudong Yang, swissinfo.ch, Pechino)

Giovedì Doris Leuthard si reca nella metropoli di Shenzhen, nel sud della Cina. In questa regione si sta portando avanti uno dei sette progetti pilota in Cina per lo scambio di certificati di emissione. Un sistema nazionale dovrebbe essere lanciato nel 2017. Mercoledì, la ministra è stata accolta all’ambasciata svizzera di Pechino.

Nel suo discorso alla rappresentanza elvetica, Doris Leuthard ha rammentato che la Cina deve lottare contro il problema del traffico e dell’inquinamento dell’aria. Con il gigante asiatico, la Svizzera potrebbe condividere la sua esperienza in materia di energie rinnovabili.

swissinfo.ch ha posto alcune domande a Doris Leuthard durante l’aperitivo di benvenuto all’ambasciata a Pechino.

swissinfo.ch: Signora consigliera federale, quante volte è già stata in Cina?

D. L.: Di sicuro 7-8 volte.

swissinfo.ch: Come è cambiata la Cina dalla sua prima visita?

D. L.: Qui le cose cambiano molto in fretta. Ogni anno si nota un cambiamento. La qualità dell’aria è ad esempio migliorata.

swissinfo.ch: La Svizzera ha una grande esperienza nel campo delle energie rinnovabili, ad esempio per ciò che riguarda le centrali idroelettriche. Un’esperienza e delle conoscenze che la Cina potrebbe sicuramente utilizzare. E la Svizzera, cosa può imparare a sua volta dalla Cina?

D. L.: Da noi in Svizzera le cose avanzano un po‘ lentamente. I processi decisionali sono lunghi. A volte, ciò mi disturba nel mio lavoro. Qui in Cina è tutto diverso. Ma i cinesi fanno anche piani a lungo termine, ciò che trovo positivo.

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