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Una tassa che non passa in Svizzera Senza zuccheri aggiunti, per favore!

Impianto di imbottigliamento nel quale vi sono bottiglie di aranciata.

Un rincaro del 20% dei prezzi delle bibite zuccherate potrebbe ridurre il loro consumo nella stessa proporzione, secondo l'OMS.

(Keystone)

Tassare i prodotti troppo dolci, sul modello di quanto si fa con gli alcolici e il tabacco, per dissuadere i consumatori dall'abuso. L'idea che sta guadagnando terreno in molti Paesi, non convince invece in Svizzera. O perlomeno non una maggioranza della Camera dei cantoni: martedì ha infatti respinto un'iniziativa cantonale in tal senso.

Troppo zucchero fa molto male alla salute. Questo è notorio, benché l'industria alimentare abbia cercato a lungo di nascondere i danni causati dalle notevoli quantità di zuccheri aggiunti che fa ingerire ai consumatori attraverso i suoi prodotti.

Dal 1980, il numero di persone obese è più che raddoppiato in 73 paesi. E la Svizzera è su questa lista. Secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSPLink esterno), quasi il 41% della popolazione adulta in Svizzera è attualmente sovrappeso, di cui il 10% è obeso.

Questo ha gravi conseguenze per la salute degli svizzeri: così hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e persino alcune forme di cancro.

E non si tratta solo un problema sanitario. Sovrappeso e obesità fanno male anche al portafoglio: secondo l'UFSP, nel 2012 questi problemi sono costati alla Svizzera quasi 8 miliardi di franchi. Costi che sono triplicati in un decennio.

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(swissinfo.ch)

Per combattere questo problema internazionale, che colpisce principalmente i paesi più ricchi, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda, tra l'altro, di tassare le bevande zuccherate. In un rapporto pubblicato nel 2016, stimava che un aumento del 20% del prezzo delle bevande analcoliche, dovuto all'aggiunta di una tassa, avrebbe potuto ridurre del 20% il loro consumo.

Anche uno studioLink esterno dell'istituto di ricerca del Credit Suisse, impegnato nella lotta contro l'obesità negli Stati Uniti, ha sostenuto che una tassa sullo zucchero è la migliore opzione per contenere i costi sanitari.

La Svizzera non è pronta

Più di trenta paesi, tra cui Francia, Gran Bretagna e Sudafrica, hanno introdotto una tassa sulle bevande dolcificate o una legislazione analoga. In Svizzera, invece, l'idea si scontra con una levata di scudi. Neuchâtel ha cercato di fare pressione utilizzando uno strumento di cui dispongono i cantoni nel parlamento federale: l'iniziativa cantonale.

Il testoLink esterno chiede l'istituzione di una tassa sugli zuccheri aggiunti nel processo di fabbricazione. I suoi proventi sarebbero stati utilizzati nella prevenzione di malattie legate al consumo di zuccheri e dolcificanti. D'altra parte sarebbero limitati la pubblicità e l'accesso ai prodotti alimentari ad alto valore energetico.

Sostenuta da esponenti politici sia di destra che di sinistra nel cantone, la proposta finora non ha però riscosso successo nel parlamento federale: il Consiglio degli Stati (Camera dei cantoni) martedì l'ha bocciata con 24 voti favorevoli, 3 contrari e 6 astensioni, seguendo il parere della sua commissione preparatoria.

La maggioranza dei senatori ha giudicato che per ora non sono necessarie disposizioni legislative in materia. Secondo i parlamentari, è preferibile puntare su misure già adottate dal governo e dai produttori alimentari. Nel 2015, il governo federale e una decina di produttori svizzeri di derrate alimentari hanno firmato un accordo, la "Dichiarazione di MilanoLink esterno", tesa a ridurre il contenuto zuccherino di yogurt e cereali per la prima colazione. Secondo i primi risultati, in tali prodotti gli zuccheri sarebbero stati ridotti rispettivamente del 3% e del 5%.

Per il senatore socialista Didier Berberat, ciò non basta: il neocastellano resta convinto che occorra legiferare. Non combattiamo l'alcolismo riducendo il grado alcolico, né combattiamo il tabagismo riducendo i livelli di nicotina", ha sottolineato invano in aula.

Berberat, che si aspettava il rifiuto della maggioranza, fa notare che molti parlamentari siedono nei consigli di amministrazione delle aziende alimentari: questo non crea una premessa favorevole all'adozione di misure più restrittive.

Agli svizzeri piace dolce

Tra il 1850 e il 2014, il consumo medio pro capite annuo di zucchero in Svizzera è passato da 3 kg a 39 kg (AgristatLink esterno). La Svizzera si colloca al tredicesimo posto nella classifica del Barometro globale delle vendite di bevande zuccherateLink esterno.

(fonte: Observatoire du sucre, FRCLink esterno)

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"La salute è una questione privata"

"Si deve smetterla di mettere sotto tutela i consumatori adulti e responsabili", insorge Ernest Daellenbach, segretario generale della Comunità di lavoro dell'industria delle bevande. A suo avviso, un aumento del prezzo delle bibite dolcificate non scoraggerebbe i consumatori che ne abusano.

Il rifiuto del testo da parte della Camera dei cantoni non rassicura comunque Ernest Daellenbach, il quale ritiene che l'OMS intenda combattere il semplice consumo di zucchero e non solo gli abusi. "La salute è una questione privata. Occorre preservare la libertà individuale e al contempo puntare sull'educazione dei bambini", dice.

Lo zucchero dissimulato nei nostri piatti

Troppi alimenti e bevande industriali contengono zuccheri nascosti, difficili da individuare per i consumatori, sottolinea la Federazione romanda dei consumatori (FRC). Recentemente intervistata dal quotidiano vodese 24heures, Barbara Pfenniger, responsabile del settore alimentazione presso la FRC, si rammarica: "In Svizzera, su tutti i prodotti devono figurare informazioni nutrizionali. Ma, contrariamente a quanto viene fatto nell'Unione europea, da tale obbligo è esclusa l'indicazione del tenore di zuccheri e di acidi grassi saturi".

La FRC ritiene inoltre che gli sforzi per ridurre la quantità di zucchero nei cereali per bambini siano ancora insufficienti.

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L'iniziativa cantonale di Neuchâtel deve ora passare all'esame della Camera del popolo. Le probabilità che riesca a superarlo sembra però poche.

Qualche cantone ha già adottato provvedimenti per cercare di limitare il consumo di zucchero, soprattutto tra i bambini. A Friburgo, il parlamento ha per esempio deciso di limitare i distributori automatici nelle scuole.


(Traduzione dal francese: Sonia Fenazzi)

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