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Votazione del 9 febbraio 2020 – primo sondaggio Maggioranza per alloggi a prezzi moderati e lotta contro l’omofobia

New apartment blocks reflected in a nearby pond

Nonostante la progressiva riduzione dei tassi ipotecari dall'inizio degli anni 2000, i canoni di affitto sono in continua crescita in Svizzera.

(Keystone / Steffen Schmidt)

L’iniziativa popolare per “Più abitazioni a prezzi accessibili” è sostenuta attualmente dai due terzi degli elettori. È quanto risulta dal primo sondaggio della SSR per le votazioni federali del prossimo 9 febbraio. Massiccio sostegno anche per la modifica del Codice penale che mira a rafforzare la protezione contro l’omofobia. 

Il progetto lanciato dall’Associazione svizzera inquiliniLink esterno per costruire un maggior numero di alloggi di utilità pubblica e a pigioni moderate parte con un buon margine di consensi nella campagna in vista dell’appuntamento con le urne in febbraio. Secondo il primo sondaggio della SSR, realizzato a inizio dicembre dall’istituto gfs.bern, il 66% delle persone intervistate intende sostenere l’iniziativa “Più abitazioni à prezzi accessibili”Link esterno. Il 30% si dichiara contrario e il 4% è ancora indeciso. 

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Questo ampio sostegno non sorprende in un paese di inquilini come la Svizzera: ancora oggi quasi il 60% della popolazione vive in alloggi affittati. Non a caso, l’iniziativa raccoglie maggiori simpatie nella Svizzera francese (71% a favore) e italiana (70%) – dove in alcune regioni la pressione sul mercato immobiliare è particolarmente forte – rispetto alla Svizzera tedesca (64%). È tuttavia ancora troppo presto per sapere se l’iniziativa riuscirà a conservare una maggioranza favorevole durante la campagna politica delle prossime settimane, in cui gli oppositori faranno leva sulle ripercussioni negative di questa proposta. 

dossier

Votazione federale del 9 febbraio 2020

Alloggi a prezzi moderati e protezione contro le discriminazioni sessuali: questi i due temi sottoposti il 9 febbraio 2020 a votazione federale.

Pigioni in continua crescita 

Depositata nel 2016, l’Iniziativa “Più abitazioni a prezzi accessibili”, esige che ogni decimo appartamento costruito in futuro in Svizzera sia di proprietà di organizzazioni senza scopo di lucro, come le cooperative. A tal fine, ai Cantoni e ai Comuni verrebbe concesso un diritto di prelazione su immobili idonei. L'iniziativa vuole pure impedire che sussidi destinati a migliorare l’efficienza energetica di un immobile vengano versati anche per alloggi di lusso e finiscano per far aumentare i canoni di affitto o costringere i locatari a partire.

I promotori dell’iniziativa ricordano che i prezzi delle pigioni sono in continua crescita in Svizzera e questo benché i tassi d’interesse sui crediti ipotecari siano invece regolarmente diminuiti nell’ultimo ventennio. Questa tendenza sarebbe dovuta in particolare ai proprietari di immobili che cercano di ottenere il massimo rendimento, a scapito dei locatari. Coloro che abitano in alloggi gestiti a scopo lucrativo pagano ogni anno in media due mesi di pigione in più rispetto ai locatari che vivono in abitazioni detenute da cooperative.

La maggioranza del parlamento e il governo invitano il popolo a respingere questa proposta. Secondo il Consiglio federale, in alcune regioni del paese è effettivamente difficile trovare abitazioni a prezzi moderati, ma complessivamente il numero di alloggi finanziariamente sostenibili è da ritenere sufficiente. L’attuazione dell’iniziativa comporterebbe costi elevati e un maggiore onere amministrativo per Confederazione, Cantoni e Comuni. 

Il sondaggio 

Per la prima indagine demoscopica in vista della votazione federale del 9 febbraio 2020, l'istituto gfs.bern ha intervistato, tra il 3 e il 16 dicembre, 5477 persone con diritto di voto, selezionate in modo rappresentativo e ripartite in tutte le regioni linguistiche della Svizzera. 

Il margine di errore è di ±2,9 punti percentuali. Il sondaggio è realizzato su mandato della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR, della quale fa parte anche swissinfo.ch. 

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Dignità umana in gioco 

Raccoglie finora massicci sostegni anche la proposta di modifica del Codice penale e del Codice penale militareLink esterno, che mira a lottare contro l’incitamento all’odio e comportamenti discriminatori basati sull'orientamento sessuale. Il 69% degli interrogati vuole approvare questa modifica, combattuta con un referendum dell’Unione democratica federale (UDF), un piccolo partito di destra che sostiene posizioni politiche fondate su principi biblici. Il 28% è contrario e il 3% non sa ancora come votare. 

Attualmente il Codice penale svizzero prevede pene detentive e pecuniarie per ogni forma di discriminazione basata sull'appartenenza razziale, etica o religiosa, ma non sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere. Secondo il governo e la maggioranza del parlamento, l’estensione della norma penale è necessaria per rafforzare la protezione contro l’omofobia, in quanto la dignità umana rappresenta un valore fondamentale per la nostra società e comportamenti discriminatori violano i principi garantiti dalla Costituzione federale. 

Tra i maggiori partiti, solo l’Unione democratica di centro (UDC) si è schierata dalla parte dell’UDF. Le due formazioni politiche di destra si battono contro quella che definiscono una “legge museruola”, che costituirebbe una censura della libertà di espressione e di coscienza. Ai loro occhi, il Codice penale offre già una solida base legale per difendere qualsiasi cittadino in caso di ingiurie, minacce e calunnie. Da notare che la modifica riceve molti più consensi nella Svizzera francese e italiana, dove l’UDC non dispone di un elettorato così grande come nei Cantoni di lingua tedesca.

swissinfo.ch

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