Passione politica Un rapporto potrebbe contribuire a migliorare l'educazione civica




Il senatore Andrea Caroni mentre discute con gli allievi di una classe che ha visitato il Palazzo federale durante una sessione parlamentare. Egli ricorda che una visita analoga ai tempi della scuola è stato uno degli episodi che lo hanno avvicinato alla politica.

Il senatore Andrea Caroni mentre discute con gli allievi di una classe che ha visitato il Palazzo federale durante una sessione parlamentare. Egli ricorda che una visita analoga ai tempi della scuola è stato uno degli episodi che lo hanno avvicinato alla politica.

(Keystone)

Fino a che punto dovrebbero andare i governi per garantire che gli elettori abbiano le conoscenze necessarie per prendere decisioni informate alle urne?

Tramite un postulatoLink esterno alla Camera dei cantoni, nella sessione parlamentare di primavera, il senatore Andrea CaroniLink esterno ha chiesto al governo elvetico di fornire una visione d'insieme dell'educazione civica in Svizzera, al fine di promuoverla in modo coerente.

Secondo il parlamentare liberale radicale appenzellese, in una democrazia diretta come la Svizzera, è fondamentale che i cittadini siano informati e attivi per rispondere ai numerosi quesiti sui temi più svariati che sono sottoposti loro ogni anno nelle votazioni popolari. Un parere condiviso dalla stragrande maggioranza della Camera dei cantoni, che ha sostenuto la richiesta di Caroni.

Il ministro della formazione Johann Schneider-Ammann, parlando a nome del governo, si è detto in linea di principio d'accordo, ma ha espresso riserve sulla necessità di presentare ulteriori rapporti e analisi. "Ho ascoltato volentieri il messaggio; dovete poi semplicemente darmi i mezzi necessari", ha detto, parafrasando una frase di un famoso autore e statista tedesco.

Facendo riferimento alle organizzazioni e ai progetti educativi – compresi parlamenti giovanili, portali di informazione on-line e opuscoli informativi – sostenuti da Confederazione e Cantoni, il ministro ha osservato che si fa già molto.

Caroni da parte sua ha respinto l'argomento finanziario, sostenendo che sarebbe pagante avere una chiara idea di dove potrebbero essere fatti miglioramenti.

Andrea Caroni è membro del Partito liberale radicale (destra). Il 36enne siede nel parlamento svizzero dal 2011. Dapprima è stato eletto alla Camera del popolo. Alle successive elezioni federali del 2015 ha conquistato il seggio di Appenzello Esterno alla Camera dei Cantoni. È avvocato e insegna diritto all'università di San Gallo.

(Keystone)

swissinfo.ch: È davvero necessario stilare un inventario, dal momento che ciò che viene fatto nelle scuole a livello cantonale e altrove da parte delle autorità federali è in gran parte già noto?

Andrea Caroni: Il governo ha fornito una serie di indagini settoriali su ciò che viene insegnato nelle scuole a diversi livelli. Ma ci manca una visione nazionale. Con questa vedremmo per esempio se vi sono doppioni o come il denaro utilizzato potrebbe essere speso meglio.

swissinfo.ch: Dove si aspetta di trovare difetti?

A. C.: L'educazione civica per gli adulti potrebbe essere uno dei settori in cui sarebbe necessario fare di più. In particolare per le persone che non hanno avuto la possibilità di crescere in un ambiente dove si discute di politica a casa o di impararla a scuola come in Svizzera.

swissinfo.ch: Che cosa accadrà una volta che sarà redatto il rapporto?

A. C.: La commissione parlamentare incaricata lo leggerà e discuterà. Poi vedremo cosa si deve fare per migliorare l'educazione civica. Potrebbe anche emergere che non sono necessarie misure supplementari. Adesso come adesso non posso escludere questa eventualità.

swissinfo.ch: Che impatto hanno avuto i precedenti sei atti parlamentari in questo campo negli ultimi quattro anni?

 Affluenza alle urne

In Svizzera nel corso degli ultimi anni la partecipazione a livello nazionale è stata in media di circa il 45% alle votazioni e di circa il 48% alle elezioni.

È raro che un tema attiri alle urne più del 60% dei 5,2 milioni di persone che compongono il corpo elettorale svizzero.

Tuttavia, uno studio condotto dall'università di Ginevra ha mostrato che circa nove cittadini svizzeri su dieci prendono parte alle votazioni e alle elezioni sporadicamente.

A. C.: Il governo ha adottato numerosi provvedimenti in passato, alcuni dei quali potrebbero essere stati presi sulla base di conoscenze provenienti da indagini richieste dal parlamento.

Ma la maggior parte delle richieste parlamentari sono state respinte perché il governo diceva che non c'era bisogno di un altro rapporto. Questo è il motivo per cui è necessaria una panoramica generale che riunisca tutte le indagini parziali.

swissinfo.ch: A livello personale, lei quando e come si è interessato alla politica?

A. C.: Non è stato un episodio particolare che mi ha portato alla politica. Nel mio caso, si è piuttosto trattato di un interesse generale a discutere e a prendere parte a questioni pubbliche. Un momento cruciale per me è stato quando un insegnante di storia mi ha fatto prendere parte ad un dibattito a scuola sull'abolizione della Landsgemeinde [la tradizionale assemblea dei cittadini riuniti sulla piazza che decidono per alzata di mano, Ndr.]. Ho apprezzato le discussioni e gli argomenti.

Più tardi siamo anche venuti qui a Berna a visitare il Palazzo federale, sede del parlamento e del governo svizzeri e abbiamo incontrato il senatore di Appenzello Esterno di allora. Non immaginavo che un giorno sarei stato uno dei suoi successori.

swissinfo.ch: Ha avuto eventuali modelli in famiglia?

A. C.: Sin da quando ero un adolescente, ho avuto discussioni politiche con mio padre, che condivide le mie convinzioni politiche. Ma non è mai stato attivo in politica, anche se prende sempre parte alle votazioni e alle elezioni. Più tardi, mia madre era una giudice locale. Mio padre è ancora tra le mie principali controparti per le idee politiche, e anche mia madre è una mia interlocutrice in questo campo.

Sono in una sorta di missione che vede tutta la mia famiglia coinvolta nella politica. (ride).

swissinfo.ch: Qual è il modo migliore per un giovane cittadino di impegnarsi in politica?

A. C.: Ovviamente non c'è scuola che è necessario frequentare per diventare attivi in politica. Dico spesso ad allievi che vengono a visitare il parlamento federale di partecipare ai parlamenti giovanili o alla sessione dei giovani qui a Berna.

Il mio consiglio ai giovani è di aspettare prima di aderire a un partito politico, perché potrebbero avere bisogno tempo prima di trovare la formazione politica che li soddisfa realmente. In caso contrario, rischiano di saltare da un partito all'altro e perdere credibilità.

swissinfo.ch: I cittadini dovrebbero essere invitati a partecipare maggiormente, magari anche rendendo la partecipazione un dovere civico, come ha suggerito un think tank un paio di anni fa?

A. C.: Sono fortemente contrario ad imporre doveri ai cittadini, sia che si tratti di voto obbligatorio o altro. L'interferenza dello Stato dovrebbe essere ridotta al minimo. I diritti politici includono il diritto di astenersi.

Idealmente, la gente trova l'ispirazione per diventare cittadini attivi di spontanea volontà.

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(Traduzione dall'inglese: Sonia Fenazzi), swissinfo.ch


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