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«La verità proibita» non è più proibita

La vendita in Svizzera era vietata dal 25 gennaio 2002

(Keystone Archive)

Il libro «Bin Laden: la verità proibita» sarà venduto anche in Svizzera. La Corte di giustizia di Ginevra ha annullato il divieto di distribuzione del testo.

Il divieto del libro-inchiesta «Bin Laden: la verità proibita» era stato deciso in gennaio dal tribunale di prima istanza di Ginevra, sulla base di un procedimento civile intentato da Yeslam Binladin. Il fratellastro del presunto terrorista Osama bin Laden, naturalizzato svizzero nel 2001, ritiene che il libro leda illecitamente la sua personalità e l'immagine della sua società SICO.

Le finanze opache della famiglia Bin Laden

Il libro parla dei rapporti fra la famiglia di Osama bin Laden, la casa reale saudita, finanzieri, rappresentanti dei gruppi petroliferi americani, membri dei talebani e il governo degli Stati Uniti. Gli autori, Jean-Charles Brisard e Guillaume Dasquié, sottolineano l'esistenza di numerose «zone porose nell'universo delle società della famiglia bin Laden».

La Corte di giustizia ginevrina ha accolto giovedì il ricorso di Pendo, l'editore svizzero tedesco del libro, che contestava gli argomenti del fratellastro di Osama bin Laden. Le spese procedurali vanno a carico di Yeslam Binladin e SICO. Non sono però ancora note le motivazioni della sentenza.

Corretto o meno, un successo editoriale

Yeslam Binladin reputava il libro «pieno di errori e costruito su un'amalgama di fatti, controverità e analogie». Secondo l'avvocato della Pendo Verlag, Jean-Noël Jaton, «Bin Laden: La verità proibita» non ha mai insinuato che Yeslam Binladin e la sua società finanziaria SICO abbiano partecipato in modo diretto o indiretto a delle attività terroristiche e al loro finanziamento. Il legale giudicava «sproporzionato» il divieto di distribuire il libro in Svizzera.

Il divieto in Svizzera non ha tuttavia impedito al libro di diventare un successo editoriale in Francia, con 80'000 copie vendute. «La verità proibita» è distribuito anche in Italia, Germania e Austria.

Inchiesta in Francia

La decisione della corte di giustizia ginevrina interviene in un momento in cui Yeslam Binladin si trova coinvolto in un'inchiesta della giustizia francese. In seguito alla denuncia della filiale francese di una banca britannica, a Parigi è stato aperto un dossier contro ignoti per riciclaggio di denaro.

Il dossier concerne movimenti sospetti scoperti su conti di società legate a Yeslam Binladin, nel quadro di una transazione di denaro tra Londra e le Isole Vergini britanniche, via Francia.

A fine marzo, la polizia federale svizzera ha compiuto una perquisizione negli uffici delle società di Binaladin. Il finanziere svizzero di origini saudite smentisce tuttavia ogni accusa di riciclaggio.

swissinfo e agenzie

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