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"Un goodwill prezioso per i negoziati con Bruxelles"

Bruxelles ha reagito in modo positivo al sì elvetico alla libera circolazione delle persone.

(Reuters)

La sorpresa e la soddisfazione per l'imprevista nettezza del risultato e il sollievo per un esito del referendum che spazza via la preoccupazione di una fase di grande incertezza nei rapporti tra Unione Europea e Svizzera. Queste in sintesi le reazioni da Bruxelles al sì elvetico.

Un apprezzamento testimoniato soprattutto dall'imprevista telefonata fatta dal presidente della Commissione dell'UE, Josè Manule Barroso, al presidente della Confederazione Rudolf Merz.

"Una conversazione – ci dice Christiane Hohmann, portavoce di Barroso – nella quale il presidente della Commissione ha espresso anche la convinzione che il voto odierno consoliderà anche la futura cooperazione tra le due parti".

Un riferimento indiretto al principale dossier in discussione tra Berna e Bruxelles, quello, molto delicato, relativo alla fiscalità cantonale, nel quale l'UE chiede alla Confederazione di porre un termine a quello che a Bruxelles viene giudicato un "dumping fiscale" inaccettabile da parte dei cantoni.

Un voto pragmatico

Bilyana Raeva, deputata liberale bulgara al Parlamento europeo e presidente del gruppo di deputati che cura i rapporti con la Confederazione, sottolinea soprattutto "il pragmatismo degli svizzeri".

"Abbiamo assistito a una campagna elettorale molto aggressiva da parte dei contrari all'allargamento della libera circolazione, ci sono stati anche degli insulti", ci dice in una conversazione telefonica. "Non possiamo non sottolineare il fatto che nonostante tutto questo la ragione ha comunque avuto il sopravvento".

Presidente di turno dell'UE è la Repubblica ceca; anche il suo portavoce – Jan Sliva – manifesta il compiacimento del governo di Praga. Gli chiediamo se in definitiva il voto degli svizzeri non possa essere indicativo per le preoccupazioni che, vista la recessione economica, si manifestano oggi anche all'interno dell`UE sul mercato del lavoro e sulla libera circolazione delle persone. Basti pensare ai recentissimi scioperi in Gran Bretagna contro l'assunzione di lavoratori italiani.

Un voto europeista

"La libera circolazione – si limita a rispondere con un sorriso, e citando letteralmente il comunicato della presidenza ceca – rimane una delle libertà fondamentali della costruzione europea". Risposta diplomatica, anche se indicativa.

La domanda "improponibile" ai vertici dell'Unione europea, che circola maggiormente fra i commentatori a Bruxelles, è proprio questa: come avrebbero votato i paesi più industrializzati dell'Unione Europa se – in un momento di gravi preoccupazioni economiche come l'attuale - avessero dovuto rispondere al quesito sottoposto agli svizzeri?

Tutti pensano che, in molti di quei paesi, la risposta sarebbe stata meno "europeista" di quella data dagli elettori elvetici.

Le prossime tappe della via bilaterale

Un buon viatico, dunque, per la consigliera federale Micheline Clamy Rey, attesa in settimana a Bruxelles. Un incontro già in agenda da diverso tempo che sarà dedicato ad altri argomenti. Ma sarà anche l'occasione per raccogliere personalmente le felicitazioni dei vertici dell'UE. E magari per cominciare a capitalizzare politicamente l`esito del referendum.

Servirà in primo luogo per riaffrontare il non facile dossier dei regimi fiscali cantonali e per rispondere alla richiesta europea che chiede alla Svizzera un adeguamento automatico alle future decisioni di Bruxelles. E non da ultimo questo "goodwill" potrà servire a preparare la controffensiva nei confronti di chi volesse rilanciare l'attacco al segreto bancario svizzero, seguendo l'esempio americano.

swissinfo, Aldo Sofia, Bruxelles

Controversia fiscale e pirati

La consigliera federale Micheline Calmy- Rey incontrerà giovedì a Bruxelles Benita Ferrero-Waldner e Javier Solana.

La questione di una partecipazione eventuale della Svizzera alla missione Ue "Atalanta" contro le azioni di pirateria davanti alle coste Somale resta aperta e sarà sicuramente uno dei principali temi di discussione che verrà trattato con Solana, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea.

Anche sulla controversia fiscale si tornerà a discutere. Il prossimo incontro sul "dialogo" avviato su questo dossier è previsto venerdì, ha indicato il Dipartimento federale delle finanze (DFF).

L'Unione Europea considera che i privilegi fiscali accordati da alcuni cantoni svizzeri a holding e società europee costituiscono una violazione dell'Accordo di libero scambio concluso nel 1972.

Il governo elvetico ha presentato lo scorso dicembre una riforma della fiscalità delle imprese che prevede la soppressione dello statuto delle società di domicilio. Una riforma che ha soddisfatto solo in parte la Commissione europea.

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Svizzera e Unione Europea

La Svizzera guadagna 1 franco su 3 con l'UE che assorbe il 60% delel esportazioni elvetiche. L'80% delle importazioni svizzere proviene dai paesi dell'UE.

Oltre 800 mila cittadini dell'UE sono domiciliati in Svizzera e circa 350 mila espatriati svizzeri vivono nei paesi dell'UE.

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(swissinfo.ch)


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