Albula-Bernina in treno verso il patrimonio mondiale

Keystone Archive

L'Ufficio federale della cultura ha ricevuto lunedì il dossier con la richiesta d'iscrizione delle linee ferroviarie dell'Albula e del Bernina nel patrimonio mondiale dell'Unesco.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 settembre 2006 - 17:52

La Svizzera trasmetterà la candidatura all'inizio del 2007. Con tutta probabilità, la decisione definitiva dell'Unesco sarà resa nota nell'estate del 2008.

Rispettando la tabella di marcia, è stata consegnata a Berna, all'Ufficio federale della cultura (UFC), la documentazione di candidatura «Ferrovia retica nel paesaggio culturale Albula-Bernina» per l'iscrizione al patrimonio mondiale dell'Unesco.

Il progetto comprende anche il breve tratto in territorio italiano che collega Campocologno – il villaggio della Valposchiavo a ridosso del confine – e Tirano, cittadina in provincia di Sondrio.

In questo modo la candidatura ha assunto un carattere transnazionale. In un primo tempo il progetto si limitava al tratto fra Thusis, St. Moritz e Campocologno.

Il dossier dovrà adesso superare un esame formale per poi arrivare alle istanze competenti entro il gennaio 2007. La decisione dell'Unesco è prevista per il giugno del 2008. In caso di parere positivo, l'Albula-Bernina diventerebbe la terza linea ferrovia ad entrare nel patrimonio dell'Unesco. Vi si trovano già la tratta di Semmering in Austria e la linea del Darjeeling in India.

Unica al mondo

Costruite tra il 1898 e il 1910, le linee dell'Albula e del Bernina, che collegano rispettivamente Thusis a St.Moritz, in Engadina, e St.Moritz a Tirano, in Italia, attraversano paesaggi alpini mozzafiato e rappresentano un'opera dove la perizia degli ingegneri si sposa alla bellezza. Il viadotto della Landwasser (Albula) o quello elicoidale di Brusio (Bernina) sono conosciuti in tutto il mondo.

La sola linea dell'Albula, lunga 63 chilometri, conta 55 ponti e 39 gallerie. Dal canto suo, la linea del Bernina, costruita seguendo un tracciato panoramico - già all'epoca pensato per i turisti – colpisce per le sue curve strette e per il dislivello tra il punto più alto – l'Ospizio Bernina con i suoi 2253 metri – e il punto più basso – Tirano, a 429 metri: dalle nevi eterne dei ghiacciai del Morteratsch, del Cambrena e del Palü si scende – attraversando i castagneti del comune di Brusio – fino ad ammirare le palme che ornano i giardini di Tirano.

Innovative all'epoca della loro costruzione, le due linee sono ancora oggi l'esempio meglio conservato di ferrovia principale costruita in alta montagna. Il treno corre su binari a scartamento ridotto e supera, senza bisogno di ricorrere alla cremagliera, pendenze che vanno fino al 70 per mille, una delle maggiori al mondo per questo tipo di ferrovia ad adesione.

Collaborazione

Questa candidatura è «un esempio di come una collaborazione tra Confederazione, cantone e privati possa funzionare con successo anche oltre confine», ha affermato Jean Frédéric Jauslin, direttore dell'UFC alla cerimonia di consegna della documentazione alla quale hanno presto parte rappresentanti del canton Grigioni – la patria della Ferrovia retica – e delle autorità italiane.

Questa ferrovia attraversa paesaggi e zone climatiche molto variate, spazi culturali e linguistici diversi e supera montagne di notevole altitudine. «Sono convinto che grazie a questo progetto d'iscrizione al patrimonio mondiale dell'Unesco verranno rinsaldati i legami e create nuove sinergie di grande utilità per la conservazione del nostro patrimonio culturale», ha aggiunto Jauslin.

Proposte

La Ferrovia retica con il paesaggio culturale della tratta ferroviaria Albula – Bernina è solo uno dei siti elvetici che il Consiglio federale è intenzionato a presentare all'Unesco. Nella lista propositiva approvata nel 2004 si trovano anche le ville realizzate dall'architetto Le Courbusier, la regione vinicola del Lavaux ai bordi del lago Lemano, i resti d'insediamenti preistorici nei laghi e nelle paludi e il paesaggio urbano dell'industria orologiera di La Chaux-de-Fonds e Le Locle.

Finora, oltre alla Ferrovia retica, è stata inoltrata solo la candidatura riguardante i vigneti del Lavaux. Gli altri dossier sono ancora in preparazione. Per quanto riguarda il patrimonio naturale – che, proprio come quello culturale, è oggetto di una lista dell'Unesco - la Svizzera ha depositato recentemente la candidatura del sovrascorrimento tettonico delle Alpi glaronesi.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Sulle liste del patrimonio mondiale dell'Unesco figurano sei siti elvetici, quattro culturali e due naturali.
Il convento benedettino di San Giovanni a Müstair (1983)
Il convento di San Gallo (1983)
Il centro storico di Berna (1983)
I tre castelli di Bellinzona (2000)
La regione Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn (2001)
Il monte San Giorgio (2003)

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Patrimonio mondiale

L'Organizzazione delle nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura (Unesco) s'impegna nella salvaguardia del patrimonio culturale e naturale mondiale. I siti inseriti nelle liste dell'Unesco sono considerati di valore universale inestimabile.

Per tutelarli, l'Unesco ha adottato il 16 novembre 1972 la Convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale.

La Svizzera ha ratificato la Convenzione Unesco nel 1975.

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