Ancora una volta, i cittadini sconfessano il governo

Dalle urne è uscito un triplo no Keystone

Due svizzeri su tre hanno rifiutato l'innalzamento dell'IVA, il pacchetto fiscale e la revisione dell’AVS.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 maggio 2004 - 18:05

Gli elettori sconfessano così per la seconda volta quest'anno il governo e la maggioranza del parlamento su tutta la linea.

Se le votazioni federali sono un po' una pagella per il lavoro svolto dal parlamento nell’ultima legislatura, la maggioranza di centro destra risulta bocciata in questa domenica di primavera.

Con un livello di no uniforme che oscilla fra il 67% per il pacchetto fiscale e il 68% per l'innalzamento dell'IVA, il risultato non sembra lasciare dubbi. La partecipazione supera il 50%, sottolineando l'importanza dello scrutinio.

Tutti i cantoni hanno respinto i tre temi. Le differenze fra regioni linguistiche, come fra città e campagna sono in questo caso molto meno rilevanti, rispetto ad altre consultazioni popolari.

Politica borghese rifiutata

Ma la lezione principale che sembra uscire da questa consultazione è un'altra: in soli tre mesi, una volta di più i cittadini si sono dimostrati uniti alle urne contro le proposte della maggioranza dei suoi rappresentanti nella Berna federale.

In febbraio il popolo aveva respinto la revisione del diritto di locazione e il progetto di investimenti per la mobilità "Avanti" e accettato l'iniziativa per l'internameno a vita dei criminali pericolosi.

Bisogna risalire al 1994 per trovare una serie analoga di disfatte delle istituzioni alla prova della democrazia diretta. In questo caso la spaccatura che ha portato al risultato è non si limita fra la destra e la sinistra: nel campo maggioritario del centro-destra, le posizioni erano fortemente divise, soprattutto verso il pacchetto fiscale e l'innalzamento dell'IVA.

I partiti del centro-destra, che detengono la maggioranza in parlamento, hanno elaborato le tre proposte e vengono ora sconfessati dunque anche da ampie parti del proprio elettorato.

Pacchetto rimandato al mittente

Fra i tre oggetti in votazione, il tema che ha suscitato maggiori dibattiti e polemiche è sicuramente quello dei tagli fiscali. Una riduzione delle imposte in favore delle famiglie e delle coppie sposate è sostenuta in linea di principio da tutti gli schieramenti politici.

Ma, secondo gli oppositori al pacchetto fiscale, i miglioramenti adottati dal Parlamento in favore delle famiglie avrebbero favorito in realtà unicamente coloro che dispongono di un reddito piuttosto alto.

La campagna per il no, condotta in prima linea da numerosi governi cantonali che si sarebbero viste decurtare le entrate, ha portato ad un successo completo.

Il 65,8% dei votanti ha detto no. La colossale campagna a favore delle riforme tributarie, condotta dall’economia con diversi milioni di franchi, non ha dunque avuto il successo sperato.

Riforma delle pensioni rimandata

Anche l’11esima revisione dell’AVS è stata bocciata. Le previsioni indicavano uno scarto minore rispetto agli altri due temi, ma il risultato è netto: il 67,9% ha respinto la proposta. Anche qui il popolo non ha seguito dunque la politica di riforma dello Stato, proposta dalla destra.

Il popolo svizzero non sembra apprezzare l’alleggerimento del sistema pensionistico. Le nuove disposizioni legali prevedono infatti di introdurre una serie di misure che avrebbero permesso di far risparmiare 925 milioni di franchi all’AVS ogni anno.

Niente aumento dell’IVA

La proposta di aumentare il tasso dell’IVA, per sostenere finanziariamente il futuro dell’AVS e dell’AI, ha suscitato meno opposizioni durante la campagna, ma il risultato, vicino al 68%, non lascia dubbi. La riforma è dunque fallita. Il cambiamento costituzionale richiedeva, oltre alla maggioranza del popolo, anche la maggiornaza dei cantoni.

Secondo il progetto, l’imposta, pari attualmente al 7,6%, avrebbe dovuto venir aumentata dello 0,8% a partire dal 2005 per coprire almeno in parte il buco finanziario dell’AI. Dal 2009 un altro 1% sarebbe andato a finanziare l’AVS, destinata a sopportare maggiormente il peso dell’invecchiamento della popolazione svizzera.

Malgrado nella storia il popolo svizzero si sia più volte espresso a favore di innalzamenti fiscali, in questo caso sembra uscire un ulteriore no.

La reazione del governo

Nella sua conferenza stampa del tardo pomeriggio, il Consiglio federale ha dovuto ammettere la sconfitta. Con toni moderati si è però riaffermata la necessità di riformare il sistema sociale prima della crisi dovuta ai cambiamenti demografici.

Così il ministro degli interni Pascal Couchepin vuole rilanciare da subito il dibattito per innalzare l’IVA a favore delle opere sociali. Il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz vuole invece recuperare subito la parte del pacchetto fiscale che riguarda la tassa di bollo. Ne va, ha ribadito il consigliere federale, della competitività della piazza finanziaria elvetica.

Merz ha inoltre affermato di voler concedere più attenzione alla combinazione tematica degli oggetti in votazione nel pieno rispetto della volontà popolare: "Si può solo dire sì o no alle urne; e in questa caso il popolo ha deciso in modo chiaro".

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

11° revisione AVS: 32,1% sì - 67,9% no
Aumento IVA: 31,4% sì – 68,6% no
Pacchetto fiscale: 34,1% sì – 65,9% no
Partecipazione al voto: 50,3%

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In breve

- No al pacchetto fiscale per la Confederazione e i Cantoni; avrebbe provocato perdite per 4 miliardi di franchi.

- No ai risparmi per l'AVS proposti dall'11esima revisione; prevedeva 925 milioni di uscite in meno l'anno.

- No all' aumento dell'IVA dal 2005; mancheranno 2,3 miliardi di franchi di entrate supplementari per l'AI e 2,9 miliardi a favore dell'AVS a partire dal 2009.

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