Appello in favore dei sopravvissuti di Srebrenica

Profughi lasciano Srebrenica, luglio 1995 Keystone Archive

I sopravvissuti del massacro di Srebrenica devono poter rimanere in Svizzera. Una trentina di parlamentari, in maggioranza di sinistra e verdi, hanno firmato un appello al Consiglio federale affinché conceda l'ammissione provvisoria ai rifugiati provenienti dalla regione bosniaca..

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 aprile 2001 - 15:18

«Negli ultimi tempi, l'Ufficio federale dei rifugiati delibera a favore del rinvio dei sopravvissuti di Srebrenica», scrivono i parlamentari nel loro appello reso pubblico martedì. «In questo modo, la Svizzera avalla l'epurazione etnica ufficializzando il principio del rimpatrio».

I parlamentari chiedono quindi al governo che i sopravvissuti di questa regione della Bosnia Erzegovina «che non ottengono l'asilo possano almeno beneficiare di un'ammissione provvisoria in Svizzera fino a quando sarà possibile un rimpatrio nella sicurezza e nella dignità».

Secondo una stima dell'Associazione dei sopravvissuti della Drina/Srebrenica, fondata nel gennaio 2000, diverse centinaia di profughi della regione si trovano attualmente in Svizzera. Secondo un portavoce dell'associazione, questi rifugiati sarebbero in possesso di documenti che non garantiscono loro la possibilità di rimanere in Svizzera.

A Srebrenica nel luglio del 1995, nel corso della guerra in Bosnia, 7000 civili mussulmani furono uccisi dalle milizie serbo-bosniache guidate dal generale Mladic. Le truppe ONU incaricate di proteggere l'enclave mussulmana non intervennero a fermare l'eccidio.

swissinfo e agenzie

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