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Approfondire le ragioni dell'intimità

Pier Benedetto Francese, insediatosi a Berna all'inizio di settembre

(swissinfo.ch)

In occasione della 3° Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, swissinfo ha incontrato il nuovo ambasciatore italiano a Berna.

Si parla non solo di promozione culturale, ma anche dei buoni rapporti di vicinato tra i due Paesi e di come l’Italia sostenga la Svizzera nei bilaterali bis.

“L’Italia e la Svizzera sono due Paesi che tradizionalmente, per motivi storici, hanno una relazione molto intima. Così intima che a volte ci sfuggono un po’ le ragioni”, dice a swissinfo il nuovo ambasciatore italiano a Berna.

Pier Benedetto Francese, arrivato all’inizio di settembre a Berna da New York, dove dal 1998 è stato Rappresentante Permanente Aggiunto d'Italia alle Nazioni Unite, considera che la sua missione qui sia quella di approfondire le ragioni di questa intimità. Ecco l’intervista.

A che punto è la “road map” stabilita dai ministri degli esteri svizzero ed italiano per la firma degli ultimi bilaterali bis con l’Ue?

L’incontro che ha avuto luogo a Roma fra il Ministro Franco Frattini e la Consigliera federale Micheline Calmy-Rey è stato molto importante. L’impegno della Presidenza italiana di turno dell’Unione resta quello di arrivare ad una conclusione entro la fine dell’anno. Questo dal lato tecnico. Dal lato politico, è imminente una risposta positiva che dovrebbe permettere, probabilmente intorno alla metà di novembre, di avere un incontro a Bruxelles ai massimi livelli, tra Presidenza italiana dell’Unione Europea, Commissione europea e governo svizzero.

Un test per la solidità dei rapporti tra Italia e Svizzera sono state anche le rogatorie internazionali: prima Mani Pulite e ultimamente il caso Marini/Telecom Serbia. Che richieste ha l’Italia nei confronti della Svizzera?

Questo è un dossier che ha trovato uno sviluppo molto positivo e direi conclusivo il giugno scorso con la ratifica svizzera dell’accordo giudiziario con l’Italia. È stato un processo lungo, iniziato nel 1998. Da parte italiana sono stati offerti i chiarimenti necessari concernenti sia la normativa europea, sia la prassi internazionale in materia. Mi pare che la ratifica apra un futuro molto più chiaro fra le magistrature dei due paesi. Quello che bisogna continuare a fare è parlarsi il più possibile, in modo da prevenire in futuro ogni incomprensione.

Secondo un’inchiesta del Sole 24 Ore, dal 10 al 15% degli oltre 31 miliardi di euro che erano stati rimpatriati in Italia con il primo scudo fiscale sono ritornati in banche svizzere.

Questi dati non contraddicono per nulla l’effetto positivo del provvedimento per l’Italia. Lo scudo fiscale intanto non era diretto contro alcun paese in particolare, e tanto meno contro la Svizzera. Era un provvedimento di carattere generale concepito per combattere l’evasione fiscale. Se poi una parte di capitali regolarizzati ha ripreso la via dell’estero, questo risponde al principio della libera circolazione dei capitali e non pone nessun problema, allorché l'uscita è fatta con trasparenza, cioè gli esportatori di capitali continuano ad adempiere ai loro obblighi contributivi.

In Italia si è parlato parecchio della Svizzera come causa del blackout del 28 settembre scorso. Che lezioni trarne?

Il blackout che ha interessato lo scorso 28 settembre la penisola italiana ha messo in evidenza la potenziale fragilità delle reti di interconnessione elettrica, che è un campo in cui la globalizzazione è molto avanzata. È stato un segnale d’allarme per avviare procedure più efficaci. Un primo effetto positivo è quello che per la prima volta le autorità competenti italiane, svizzere e francesi hanno avviato un’inchiesta congiunta sull’evento. Le conclusioni permetteranno di capire le cause e le modalità della panne, ma soprattutto il modo prevenirne il ripetersi in futuro.

La Svizzera sta investendo miliardi per la costruzione di due trasversali ferroviarie alpine che non avranno senso senza l’ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria italiana. Come procedono i lavori su questo fronte?

L’Italia sta lavorando attivamente per predisporre gli interventi strutturali necessari, affinché le nuove linee svizzere non incontrino colli di bottiglia a sud delle Alpi. Se c’è un settore che è globale per eccellenza, oltre a quello dell’energia, è proprio quello dei trasporti. Tanto è vero che nella prossima riunione dei ministri dei trasporti europei di Verona, indetta dalla Presidenza italiana, è stato invitato anche il Ministro dei Trasporti elvetico. L’Italia sostiene il principio della permeabilità delle Alpi, che non possono diventare una limitazione alla libera circolazione delle persone e delle merci: è fra l’altro uno dei capisaldi della costruzione europea. Noi siamo senz’altro favorevoli al potenziamento delle infrastrutture ferroviarie, e anche viarie, attraverso le Alpi. Ciò naturalmente in un quadro di tutela ambientale e antropologica del mondo alpino.

L’immigrazione italiana in Svizzera è percepita come un vero successo.

La comunità italiana ha raggiunto un grado d’integrazione molto importante. Gli italiani in Svizzera si sono guadagnati con il loro lavoro, il loro impegno e il loro senso civico il rispetto e l’apprezzamento sia delle autorità, sia della popolazione svizzera. La lingua italiana è patrimonio nazionale svizzero non solo grazie al Ticino e al Grigioni italiano, ma anche per la larga presenza di italiani residenti qui.

C’è in Svizzera un interesse e un amore per la cultura italiana in tutti i suoi aspetti, dall’alta cultura alle arti popolari, la musica, le tradizioni folkloriche, il cinema, che è dovuto anche alla forte presenza di italiani.

Intervista swissinfo, Raffaella Rossello

In breve

La terza settimana della Lingua italiana nel mondo (20-25 ottobre 2003) presenta un programma molto interessante di incontri e conferenze anche in Svizzera, che culminerà con un convegno promosso dall’Ambasciata d’Italia e dalla Società Dante Alighieri all’Università di Berna intitolata “Lingua italiana e cultura europea”.

Giovedì 23 ottobre una speciale videoconferenza collegherà singolarmente gli istituti italiani di cultura di Zurigo, Seoul, Budapest, Malta, Bruxelles, New York, Madrid con il Ministero degli Affari Esteri a Roma.

La video conferenza svizzera viene realizzata grazie al collegamento della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana (RTSI).

Tema: “La presenza dell’italiano e degli scrittori italiani in Svizzera, nella prospettiva di un comune esprimersi europeo.”

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