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Asilo: il bilancio della commissione di ricorso

Nei suoi undici anni d'esistenza, la CRA ha contribuito a creare una giurisprudenza sull'asilo

(Keystone)

Per la prima volta dal 1995, la Commissione svizzera di ricorso in materia di asilo ha evaso più cause di quante ne siano state promosse.

Secondo il presidente Bruno Huber la Commissione di ricorso in materia d'asilo (CRA) lavora in modo «efficiente come nessun altro tribunale».

L'organo giudiziario ha liquidato 7680 procedimenti riguardanti complessivamente 12'596 persone, con una flessione del 4 per cento rispetto al 2001. Una diminuzione più netta (-12 per cento a 7428, 11'315 le persone coinvolte) è stata però registrata dalle nuove cause sottoposte all'autorità con sede a Zollikofen (BE): il numero dei casi pendenti è così diminuito a 6006 (-252, 11'051 le persone toccate).

In base ai dati pubblicati giovedì nell'ambito del rapporto di gestione 2001, la percentuale dei ricorsi accolti (calcolato sul numero di persone) è passato dal 6,4 per cento del 2000 all'8,9 per cento dell'anno scorso. Non compresi in questo dato sono gli accoglimenti parziali e le cassazioni.

Il 60 per cento delle cause inoltrate nel 2001 sono state trattate nell'anno stesso, oltre l'80 per cento di esse nei sei mesi dopo la presentazione. È stato inoltre possibile liquidare numerosi cosiddetti «vecchi casi», che si riferiscono a domande d'asilo presentate prima del 1998.

10 anni di lavoro

Il 1° aprile 2001 la CRA ha festeggiato i dieci anni di esistenza che - ha affermato Bruno Huber - ricalca in gran parte la storia recente dei Balcani: i conflitti in Croazia (1991), Bosnia (1992) e Kosovo (1999) hanno inciso sia sul numero dei procedimenti che sulla giurisprudenza.

La CRA si prefigge di diminuire ancora il numero delle pendenze prima che, entro pochi anni, sia integrata nel nuovo tribunale federale amministrativo. Huber si è però esplicitamente opposto a potenziare il tribunale assumendo altri giudici e segretari. «La qualità delle sentenze non deve soffrire a causa di un lavoro da catena di montaggio», ha detto.

A suo avviso la commissione ha creato una giurisprudenza indipendente che può essere considerata «consolidata e riconosciuta». Huber ha in quest'ambito criticato «una certa pressione politica» esercitata in particolare con atti parlamentari.

«La commissione si aspetta che sia rispettata la sua indipendenza, stabilita dal legislatore stesso», ha aggiunto. Per quanto riguarda la scelta della sede del tribunale federale amministrativo, la CRA rinuncia espressamente a formulare preferenze, sottolineando che la decisione spetta al parlamento.

swissinfo e agenzie

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