Assassinio di Hariri: esperti svizzeri a Beirut

La bomba che ha ucciso Hariri e la sua scorta ha lasciato dietro di sé un cratere e tracce da analizzare Keystone

La Svizzera mette a disposizione delle Nazioni unite cinque esperti. Collaboreranno all'inchiesta sull'assassinio dell'ex primo ministro libanese Hariri.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 marzo 2005 - 14:45

Dopo aver rifiutato una prima richiesta proveniente dalle autorità libanesi, Berna accoglie la domanda della commissione ONU.

La Svizzera aiuterà la commissione dell'ONU incaricata di svolgere accertamenti sull'attentato contro l'ex capo del governo libanese Rafic Hariri avvenuto a Beirut il 14 febbraio scorso.

Il consigliere federale Christoph Blocher ha dato il suo benestare: cinque esperti svizzeri di esplosivi, balistica e analisi delle tracce raggiungeranno la commissione nei prossimi giorni. Ad indicarlo è un comunicato dell'Ufficio federale di polizia (fedpol) diramato giovedì.

A sostegno della commissione internazionale

Gli esperti svizzeri avranno per missione di appoggiare i lavori della cosiddetta «Fact-Finding-Mission» dell'ONU. Dovranno in particolare raccogliere e analizzare elementi di prova.

Il responsabile della commissione, l'irlandese Peter Fitzgerald, aveva chiesto esplicitamente il sostegno elvetico e il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia Christoph Blocher, in accordo con il Dipartimento federale degli affari esteri, ha dato il nullaosta.

Libano e ONU hanno chiesto l'intervento della Svizzera in quanto Stato neutrale. Nella richiesta inviata a Berna, Fitzgerald non ha fornito indicazioni sulla durata della missione elvetica, che sarà coordinata da un'unità dell'Ufficio federale di polizia. In base ad una prima valutazione, si ritiene che il mandato degli esperti elvetici durerà solo pochi giorni.

Secondo Fitzgerald, la sicurezza degli svizzeri sarà garantita dall'ONU, che si assumerà anche la totalità delle spese.

Seconda richiesta

In un primo tempo Berna aveva respinto una richiesta presentata dal Libano perché la Svizzera inviasse direttamente propri esperti a Beirut. Il Dipartimento federale degli affari esteri si era comunque detto pronto a mettere propri specialisti a disposizione delle Nazioni Unite, che nel frattempo aveva deciso l'invio di una missione di inchiesta in Libano.

L'ex primo ministro Rafic Hariri è stato ucciso il 14 febbraio in un attentato dinamitardo a Beirut. L'esplosione è costata la vita ad altre 18 persone. L'assassinio di Hariri ha innescato una crisi politica che ha costretto alle dimissioni il primo ministro filosiriano Omar Karamé.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

14.2.2005: una bomba uccide 19 persone, tra cui l'ex premier libanese Rafic Hariri.
18.2: il Libano chiede alla Svizzera di collaborare all'inchiesta. Berna risponde negativamente: collaborerà solo se sarà l'Onu a chiederlo.
3.3: Berna dà seguito alla richiesta dell'Onu. 5 esperti elvetici raggiungeranno la commissione delle Nazioni unite.

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In breve

La commissione Onu incaricata di fare luce sull'assassinio a Beirut dell'ex primo ministro libanese Rafic Hariri potrà contare sulla collaborazione di cinque esperti elvetici.

Si tratta di quattro specialisti della polizia municipale di Zurigo e di un esperto di balistica di Armasuisse, il centro d'acquisto e di tecnologia del Dipartimento federale della difesa.

Al termine della loro missione dovranno redigere un rapporto che sarà consegnato al Segretario generale dell'ONU.

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