Assegnato il premio 2001 della "Fondazione del Centenario" BSI

Scorcio di Pavia, la città italiana nella cui Università è stato assegnato il premio BSI Do not publish as copyright information is not clear

L'alloro è andato allo storico italiano Arturo Colombo. Il riconoscimento, attribuito dal 1973, intende mettere in evidenza l'attività di chi promuove gli scambi culturali tra Italia e Svizzera Italiana. Sullo sfondo la rete delle università "insubriche".

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 ottobre 2001 - 20:08

Da ormai 28 anni la BSI- Banca della Svizzera Italiana assegna all'inizio dell'autunno il prestigioso premio "Fondazione del Centenario", creato nel '73 per festeggiare i primi cento anni di esistenza dell'istituto. Nelle passate edizioni lo hanno ricevuto personalità come Riccardo Bacchelli, Carlo Bo, Cornelio Sommaruga e Vittore Branca, tutti protagonisti della scena socio-culturale svizzera e italiana.

Quest'anno il riconoscimento, dotato di 50mila franchi, è andato ad Arturo Colombo, professore presso la facoltà di Scienze politiche dell'Università di Pavia e autore di numerosi saggi e studi storici sul Ticino ottocentesco. In questo contesto si inserisce anche una serie di ricerche sul complesso universo degli esuli (soprattutto italiani) che vi si rifugiarono, come Carlo Cattaneo e Giuseppe Mazzini.

Colombo, che collabora con numerosi organi d'informazione della Svizzera Italiana, ha ricevuto il premio nel corso di una cerimonia organizzata all'Università di Pavia, a sottolineare ulterioremente la ricerca di legami sempre più saldi al di qua e al di là del confine. La città sul Po si trova in questo senso in una situazione avvantaggiata, in quanto gli studenti ticinesi che frequentano il suo ateneo la rendono da anni interlocutrice privilegiata del panorama culturale svizzero-italiano.

Lo stesso preside della facoltà di Scienze politiche di Pavia, Salvatore Veca, ha espresso l'auspicio che in futuro, sull'onda di iniziative come quella della BSI, si possa intensificare sempre più la collaborazione tra l'ateneo pavese e realtà quali l'Università della Svizzera italiana, combinando la secolare esperienza dell'uno con gli avanzati mezzi tecnologici dell'altra. E a fare da traino potrebbe essere proprio la facoltà di Scienze politiche, che troverebbe una valida controparte nella facoltà luganese di Scienze della comunicazione o in istituti come quello di Studi mediterranei.


Alessandra Zumthor

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