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Aumento dell'Iva in vista per risanare l'assicurazione invalidità

Il presidente della Confederazione Pascal Couchepin (a destra) discute con i consiglieri nazionali Reto Wehrli (al centro) e Paul Rechsteiner durante il dibattito parlamentare sull'Ai.

(Keystone)

Nell'ottica di garantire mezzi finanziari adeguati all'assicurazione invalidità (Ai), il Consiglio nazionale ha approvato un aumento dello 0,4% dell'imposta sul valore aggiunto (Iva).

Un anno fa, non era stato possibile trovare un accordo. La proposta appena accolta – su cui s'esprimeranno ancora i senatori e il popolo – dovrebbe fruttare all'Ai 1,5 miliardi di franchi l'anno.

L'assicurazione invalidità (Ai) potrebbe superare le proprie difficoltà finanziarie. Il Consiglio nazionale (camera del popolo) ha infatti accettato mercoledì – con 123 voti favorevoli e 54 contrari – la creazione di un fondo di compensazione separato per l'Ai.

Tale fondo dovrebbe ricevere da quello dell'Assicurazione vecchiaia e superstiti (Avs) un contributo di partenza di 5 miliardi di franchi. La somma verrà versata sotto forma di prestito remunerato; gli interessi del debito saranno a carico della Confederazione.

Anche se non vi sono state opposizioni alla proposta di creare un fondo separato per l'Ai, la sinistra e l'Unione democratica di centro (Udc, destra nazional-conservatrice) hanno tentato, invano, di porre i 5 miliardi a carico della Confederazione.

L'obiettivo del progetto è quello di risanare la situazione dell'Ai, il cui debito supera gli 11 miliardi di franchi.

Aumento dell'Iva

A tal fine, la Camera bassa aveva inoltre approvato martedì un aumento lineare dell'Iva di 0,4 punti durante il periodo 2010-2016. Tale misura – se avallata dal Consiglio degli Stati e dal popolo – dovrebbe fruttare annualmente 1,5 miliardi.

Il plenum ha quindi accettato la proposta di Pierre Triponez, presidente della Commissione della sicurezza sociale e della sanità, scartando quella del Consiglio degli Stati (camera dei cantoni), favorevole a un incremento temporaneo di 0,5 punti. La sinistra si è battuta per un aumento di 0,7 punti percentuali.

Rischio di un collasso

Stando al relatore della commissione Reto Wehrli, un incremento dell'Iva, ancorché limitato nel tempo, è ineludibile se si vuole risanare l'Ai. Ogni giorno, infatti, l'AVS versa all'Ai cinque milioni di franchi. «Senza contromisure – ha aggiunto – rischiamo un grounding del primo pilastro».

L'UDC si è opposta a qualsiasi finanziamento aggiuntivo dell'Ai. I democentristi hanno argomentato che prima bisogna attendere gli effetti delle misure di risparmio previste dalla quinta revisione di questa assicurazione. Secondo Toni Bortoluzzi, «i problemi non sono di natura finanziaria, bensì strutturale». Tutte le proposte di rinvio o di non entrata in materia dei democentristi sono tuttavia state respinte dalla Camera del popolo.

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Necessità d'agire

Secondo il ministro degli interni Pascal Couchepin, è illusorio pensare che l'Ai possa essere risanata unicamente ricorrendo a una decurtazione delle rendite. In questo caso, ha spiegato il ministro radicale, «dovremmo revocare un quarto delle rendite, provvedimento socialmente inaccettabile». «Se non facciamo nulla rischiamo quindi di mettere in pericolo non soltanto l'Ai, ma anche l'Avs», ha sottolineato il consigliere federale.

Couchepin ha inoltre ribadito che in nessun caso sarà l'Avs a subire le conseguenze delle difficoltà dell'Ai: «altrimenti, la creazione di due fondi separati non avrebbe alcun senso». Il ministro radicale ha infine ricordato che la responsabilità politica spetta al governo.

swissinfo e agenzie

In breve

L'assicurazione invalidità (Ai) ha concluso il 2007 con una perdita di circa 2 miliardi di franchi; il debito totale ammonta a 11,4 miliardi. Nel giugno del 2007, i cittadini svizzeri hanno approvato la quinta revisione dell'Ai. Il progetto mira a diminuire – tramite un pacchetto di misure – il numero di persone a beneficio di una rendita.

Tuttavia, le misure di risparmio non sono sufficienti a riassorbire il debito dell'Ai, ragion per cui erano state discusse in parlamento le modalità per ottenere un finanziamento aggiuntivo. Nel marzo del 2007, il Consiglio nazionale aveva bocciato l'idea di un aumento dell'imposta sul valore aggiunto –Udc, radicali e popolari democratici si erano opposti – poiché la proposta non fissava alcun limite temporale al rincaro.

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