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BancaStato, investimenti a rischio in aula penale

La sede centrale della Banca dello Stato del Canton Ticino a Bellinzona

(swissinfo.ch)

Due imputati per un buco di 22 milioni di franchi alla Banca dello Stato del Canton Ticino. Lunedì inizia il processo che dovrebbe durare, secondo le previsioni, fino al 20 di ottobre.

Per entrambi gli imputati l'accusa è di amministrazione infedele. I fatti sono avvenuti a Bellinzona e a Locarno tra il mese di ottobre del 1998 e il mese di settembre del 2001.

Siedono sul banco degli imputati Urs Betschart, ex vicedirettore di BancaStato Locarno, e Tuto Rossi, al momento dei fatti membro del Consiglio di amministrazione e vice presidente dell'istituto di credito ticinese.

Il primo imputato ammette i fatti, mentre il secondo – un avvocato molto noto in Ticino – li contesta. Nel quadro del processo, BancaStato si è costituita parte civile per il danno subito.

L'ombra lunga delle Torri gemelle

Sullo fondo della vicenda processuale una serie di investimenti ad alto rischio – i derivati – e un contesto internazionale che, dopo l'attentato alle Torri gemelle di New York l'11 settembre 2001, hanno visto crollare le borse e trascinare nel baratro finanziario migliaia di investitori in tutto il mondo.

Gli investimenti ad alto rischio effettuati a BancaStato da parte dei due imputati hanno, secondo la pubblica accusa, causato al patrimonio dell'istituto di credito ticinese un danno che supera i venti milioni di franchi.

I derivati, su cui altri clienti di BancaStato puntavano per gli investimenti, sono strumenti finanziari che si distinguono da altri perché il loro valore dipende da altre variabili (definite attività sottostanti) che possono essere di diversa natura. Il valore di uno strumento derivato può dipendere anche dal valore di una merce: ad esempio, esistono derivati sul grano, sul mais, sullo zucchero, sul petrolio o sull'oro.

Per la pubblica accusa, l'ex vicedirettore e l'ex vicepresidente di BancaStato avrebbero ripetutamente ed intenzionalmente violato i loro doveri, praticando investimenti ad alto rischio in prodotti derivati senza una sufficiente copertura.

Un processo molto complesso

A cinque anni dai fatti ecco dunque che le azioni e le circostanze che hanno portato al buco milionario ai danni di BancaStato – una vicenda che aveva suscitato grande clamore in Ticino - saranno percorse e ripercorse in aula penale.

Secondo l'atto di accusa stilato dalla procuratrice Maria Galliani, una specialista in reati finanziari, l'ex vicedirettore della filiale di Locarno deve rispondere "di amministrazione infedele qualificata in correità" con l'avvocato Tuto Rossi. Bertschart deve pure rispondere di "amministrazione infedele qualificata, di complicità in ripetuta appropriazione indebita e di falsità in documenti".

Esploso pubblicamente il caso, nell'autunno del 2001, anche BancaStato era finita nell'occhio del ciclone. Lo scontro sulle responsabilità e le reciproche accuse avevano creato un clima di grande tensione. Il fatto, poi, che il punto di riferimento politico di BancaStato fosse la consigliera di Stato Marina Masoni - travolta quest'anno dallo scandalo ai vertici del fisco ticinese - aveva contribuito a spostare i contrasti dal livello penale a quello politico.

Innumerevoli le perizie che hanno opposto BancaStato e Tuto Rossi. Due di esse – una affidata dal Consiglio di Stato ticinese alla Commissione federale delle banche e una di parte, sollecitata dall'avvocato Tuto Rossi – condotte tuttavia dai medesimi revisori (la società KPMG), erano giunte a valutazioni diverse.

Nel primo caso erano stati espressi apprezzamenti per la riorganizzazione interna, decisa dai vertici di BancaStato dopo la scoperta del buco milionario. Nel secondo caso erano però state ravvisate grosse lacune a livello di controllo interno.

Molti nodi da sciogliere

E ora, dopo lunghe e laboriose indagini per accertare i fatti e formulare le accuse, i nodi vengono al pettine. I dibattimenti, che come detto si annunciano tecnicamente molto complessi, assumono una valenza che va oltre l'aspetto penale.

Secondo alcuni commentatori si assisterà probabilmente ad un processo nel processo, nella misura in cui il gioco delle parti – con il classico ribaltamento delle accuse - condurrà quasi forzatamente a processare indirettamente l'istituto di credito, che in questo caso non è però una banca privata.

Sebbene ancora relativamente lontane, sullo sfondo del processo spuntano inevitabilmente le elezioni cantonali di aprile 2007. E la tentazione di regolare qualche conto in sospeso in un cantone recentemente scosso dallo scandalo del Fiscogate, non è totalmente da escludere.

swissinfo, Françoise Gehring

In breve

La Banca dello Stato del Cantone Ticino nasce nel 1915. Il suo scopo è di promuovere lo sviluppo economico del Cantone e di dare ai ticinesi la possibilità di investire in modo sicuro e redditizio i propri risparmi.

La missione di BancaStato, fissata dalla Legge d'istituzione, non è cambiata. In considerazione del mandato pubblico, le attività dell'Istituto, ed in modo particolare i risparmi della clientela, beneficiano della garanzia dello Stato.

La Banca - che impiega circa 550 persone e che è presente sul territorio con e 23 succursali ed agenzie - garantisce tutti i servizi e prodotti di una banca universale: dalla concessione dei crediti a privati ed aziende al traffico pagamenti alla gestione del risparmio.

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Fatti e cifre

1 ottobre 2001: viene arrestato il vicedirettore di BancaStato Locarno. Il giorno dopo, in manette anche il vicepresidente di BancaStato.
4 dicembre 2001: il Consiglio di Stato avvalla la necessità di affidare alla Commissione federale delle banche una perizia sul funzionamento dell'istituto di credito.
4 giugno 2002: la perizia giudica positivamente la riorganizzazione interna di BancaStato.
16 novembre 2005: la procura ticinese firma l'atto di accusa contro i due imputati.
2 ottobre 2006: inizia il processo per il buco milionario a BancaStato.

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