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Berna condanna la conferenza sull'Olocausto di Teheran

Alla conferenza negazionista Ahmadinejad (a destra) stringe la mano ad un ebreo ultraortodosso

(Keystone)

Il Dipartimento federale degli Affari esteri ha condannato martedì la conferenza revisionista dell'Olocausto organizzata nella capitale iraniana.

La Shoah è "un fatto storico e rimetterla in questione è inaccettabile", ha affermato il DFAE, che condanna inoltre ogni messa in discussione del diritto all'esistenza di Israele.

Anche la Svizzera, per bocca di Johann Aeschlimann, portavoce del ministero degli esteri, si è unita al coro delle sdegnate proteste internazionali contro la conferenza revisionista, voluta dal presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Già in passato il regime iraniano aveva negato l'Olocausto, e già allora il Dipartimento degli affari esteri aveva espresso la propria condanna.

"Disgustosa"

La conferenza, che si è chiusa martedì, ha suscitato vive reazioni contro l'Iran da tutto il mondo: ma Mahmud Ahmadinejad non sembra curarsene. Durante l'incontro ha perfino profetizzato la fine d'Israele, che scomparirà presto "come l'Urss", ha detto.

Il premier israeliano Ehud Olmert ha definito "disgustosa" la conferenza e un'ennesima prova del grado di odio nei confronti degli ebrei di Israele.

In un'intervista concessa ad un quotidiano italiano Olmert ha dichiarato che Ahmadinejad rappresenta il peggior tipo di antisemitismo. "C'é solo un modo per fronteggiarlo: bisogna fermarlo... quelli che non agiranno per fermarlo dovranno portare sulle loro spalle il peso di quest'omissione".

Anche da Parigi, Berlino, Roma, Londra e Washington sono partite condanne dell'incontro di revisionisti, considerato un affronto a tutto il mondo civilizzato e ai tradizionali principi iraniani di tolleranza e di rispetto reciproco.

Una minaccia alla pace mondiale

In Svizzera la Federazione delle comunità israelite (FSCI) ha dichiarato che organizzando questa conferenza il regime iraniano prosegue "senza pudore" la sua politica ostile ad Israele.

Dal canto suo il Congresso ebraico europeo (CJE) ha invitato i dirigenti europei "ad adottare sanzioni severe nei confronti del regime iraniano".

"Fino a quando l'Europa accetterà che la memoria dell'umanità sia insultata e che la pace mondiale venga minacciata dal regime iraniano?", ha chiesto Pierre Besnainou, presidente del Congresso.

Gli storici del III Reich stimano che siano stati circa 6 milioni gli ebrei uccisi durante la II Guerra mondiale, ma esistono anche stime inferiori e superiori a questa cifra. Hitler fece anche uccidere milioni di non ebrei.

Una "commissione d'inchiesta"

Una commissione d'inchiesta è stata formata durante la conferenza per valutare la fondatezza o meno dell'Olocausto. Lo ha annunciato Robert Faurisson, uno dei più noti storici revisionisti e fra i principali relatori del convegno.

Secondo Faurisson, del gruppo di ricerca faranno parte membri provenienti da Iran, Francia, Usa, Canada, Svizzera, Austria, Siria e Bahrein. Il segretario della commissione sarà Mohammad Ali Ramin, un docente universitario che ha curato la campagna elettorale dei candidati dello schieramento di Ahmadinejad per le elezioni in programma venerdì per i consigli comunali e l'Assemblea degli esperti.

swissinfo e agenzie

In breve

La conferenza revisionista di due giorni sull'Olocausto si è svolta lunedì e martedì a Teheran, su istigazione del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.

Da quando è arrivato al potere, nell'agosto del 2005, ha parlato a più riprese della Shoah come di un "mito" e ha definito Israele un "cancro" in seno al Medio Oriente.

La conferenza di Teheran ha dato la stura alle tesi di diversi revisionisti dell'Olocausto, che negano lo sterminio di milioni di ebrei durante la II Guerra mondiale.

Il seminario si è chiuso con l'insediamento di una "commissione d'inchiesta" internazionale, per verificare la realtà storica della Shoah.

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