Borodin: gli avvocati chiedono la libertà provvisoria

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Gli avvocati di Pavel Borodin, accusato di riciclaggio e di appartenenza ad un'organizzazione criminale, hanno chiesto martedì alla Camera d'accusa ginevrina la libertà provvisoria per il loro assistito. Borodin, ex-tesoriere del Cremlino, si trova in detenzione preventiva a Ginevra da sabato scorso. Martedì è stato trasferito all'ospedale cantonale per "dolori al torace".

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 aprile 2001 - 14:29

La Camera d'accusa del tribunale di Ginevra si riunisce nel pomeriggio per esaminare la delicata questione. Agli avvocati dovrebbe rispondere lo stesso procuratore generale Bernard Bertossa. Anche Borodin potrebbe prendere la parola, ammesso che possa presentarsi in aula.

L'ex tesoriere del Cremlino è stato infatti ricoverato nel reparto per detenuti dell'ospedale cantonale di Ginevra a causa dell'aggravamento delle sue condizioni di salute. Borodin ha lamentato dolori al torace. «L'ho trovato in prigione in condizioni molto gravi, è in stato di shock, è dimagrito, ha la pressione alta», ha detto un avvocato difensore al quotidiano 'Kommersant' che dedica martedì a Borodin un lungo articolo.

La decisione della Camera d'accusa dovrebbe cadere in serata ma potrebbe anche essere rimandata. La Camera dovrà valutare se le imputazioni a carico di Borodin richiedono o no il suo mantenimento in custodia preventiva. Essa potrebbe decidere una liberazione su cauzione, eventualmente accompagnata dal divieto di lasciare il territorio elvetico, oppure il prolungamento della detenzione fino al processo.

swissinfo e agenzie

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