Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Bronzo per Gregor Stähli

Settima medaglia per la delegazione svizzera alle olimpiadi

(Keystone)

Tra i favoriti alla vigilia, il pilota svizzero di skeleton ha conquistato la medaglia di bronzo alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City. Oro per lo statunitense Jim Shea e argento per l'austriaco Martin Rettl.

Settima medaglia svizzera e dopo salto con gli sci (e i due splendidi ori di Simon Amman), snowboard (Philip Schoch nel gigante parallelo) ecco la medaglia di bronzo di Gregor Staehli nello skeleton.

Il trentaquattrenne di Kloten, dopo il quarto posto nella prima manche, è riuscito ad agguantare il bronzo dietro all'americano Jim Shea (oro) e all'austriaco Martin Rettl, bronzo.

Ritorno per le Olimpiadi

Nel 1994, Gregor Stähli, 34 anni di Kloten, diventò campione del mondo di skeleton e decise di riporre la slitta in cantina. Da due anni si sta preparando a puntino per dare la caccia all'oro olimpico e in stagione si è imposto in quattro delle cinque gare di Coppa del Mondo.

Sotto una neve incessante, e con la pista decisamente più lenta delle prove, Staehli ha avuto l'arduo compito di inaugurare le discese sul primo tracciato. Una sorta di spazzaneve e per lo zurighese non vi sono neppure stati punti di riferimento. Nella seconda discesa Staehli è partito come un razzo ed è riuscito ad arraffare meritatamente il bronzo.

A testa in giù a 130km/h!

Al contrario, ma sempre una slitta di 43 kg (con un uomo non può superare i 115 kg, con una donna 82). Una slitta larga 40 cm e lunga 120 che scende a 130km orari.

Bisogna tenere la testa in avanti ed il ventre in basso, esporre il mento a meno di 5 cm dal ghiaccio. Come lo slittino, stesso budello gelato, solo faccia avanti. La testa in un casco da motociclista, sporge dal bordo di 30 centimetri, così come le gambe, che penzolano fuori bordo da sopra il ginocchio, mani stese dietro.

Gli spericolati del ghiaccio

Skeleton, in italiano scheletro. All'Olimpiade per anni non ne hanno voluto sapere. Inventato in Svizzera (più precisamente a St.Moritz nel 1880) ha fatto una fugace apparizione ai Giochi del 1928 a St.Moritz.

Bandito, è tornato dopo la guerra, nel 1948 di nuovo nella località turistica grigionese. Poi più niente, sparito. Pochi praticanti, sport d'élite. O troppo estremo, secondo qualcuno. Lo scorso ottobre un atleta lettone è morto in pista sbattendo la testa contro un altro slittino.

Tre generazioni Shea ai Giochi

Vittoria storica quella di Jim Shea, lo statunitense con l'aquila dipinta sul casco: conquista un oro per la famiglia, visto che da tre generazioni gli Shea sono presenti ai Giochi.

Nonno Jake (morto 3 settimane fa) conquistò 2 medaglie d'oro nel pattinaggio veloce nei Giochi di Lake Placid 1932 mentre papà Jim Shea si dedicò al fondo con scarso successo: andò a Innsbruck 64 ma il suo miglio risultato fu un 13° posto nella staffetta 4x10 km. E così gli Shea avranno, per la seconda volta, il loro nome iscritto nella storia dei Giochi invernali.

Niente medaglia per Maya Pedersen

Campionessa del mondo in carica, non è invece riuscita a strappare una medaglia nello skeleton femminile la svizzera Maya Pedersen Bieri. Un grosso errore nella prima manche l'ha allontanata dal podio. Rimane la consolazione di un quinto posto e un diploma olimpico.

Filippo Frizzi

Skeleton - Classifica finale maschile:
1. Jim Shea (USA) 1'41"96
2. Martin Rettl (AUT) 1'42"01
3. Gregor Staehli (CH) 1'42"15

Skeleton - Classifica finale femminile:
1. Tristan Gale (USA) 1'45"11
2. Lea Ann Parsley (USA) 1'45"21
3. Alex Coomber (GB) 1'45"37
4. Diana Sartor (GER) 1'45''53
5. Maya Pedersen (CH) 1'45"55

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.








swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

×