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Cittadinanza, diritto o privilegio?

(swissinfo C Helmle)

Il popolo è chiamato a pronunciarsi sulle nuove regole per l’attribuzione del passaporto rosso. Un dibattito carico di emozioni.

Il parlamento vuole rafforzare l’integrazione dei figli degli stranieri nati e cresciuti in Svizzera. Ma la destra più dura non ci sta.

La naturalizzazione degli stranieri si presta come pochi temi ai toni forti. Il dibattito si annuncia carico di preconcetti ideologici. L’Unione democratica di centro (UDC), parla di «svendita della patria». Sugli altri fronti ci si appella alla ragione.

Le proposte in votazione intendono unificare a livello federale l’attribuzione del passaporto rossocrociato ai figli degli immigrati e alle persone della terza generazione, abbassando le condizioni necessarie. Il parlamento ha diviso la materia in due domande distinte.

Le modifiche

Una prima revisione della legge sulla naturalizzazione riguarda i giovani in età scolastica. Il nuovo testo vuole concedere delle condizioni agevolate a chi dispone di un regolare permesso di soggiorno (permesso B o C) e ha frequentato almeno cinque anni di scuola in Svizzera. Inoltre si richiedono solo due anni di soggiorno ininterrotto in un comune, la conoscenza di una lingua nazionale e una fedina penale pulita.

Il secondo oggetto riguarda i figli di chi è cresciuto in Svizzera, la cosiddetta «terza generazione». Più ancora dei genitori, questi sono fortemente legati al territorio fin dalla nascita. Per questi si auspica ora la naturalizzazione automatica. I genitori dovranno esplicitamente firmare una richiesta di rinuncia alla nazionalità, se non vogliono che i figli siano automaticamente ammessi ai diritti e ai doveri della nazionalità elvetica.

Le altre modifiche

In genere la nuova legge unifica tutte le procedure di naturalizzazione che attualmente sono diverse da cantone a cantone. Soprattutto il costo delle procedure sarà direttamente legato ai costi amministrativi. Dovrebbero dunque scomparire i contributi troppo elevati. In alcune regioni del paese questi raggiungono anche le decine di migliaia di franchi.

Fa inoltre parte delle modifiche la riacquisizione della nazionalità. Questo punto interessa soprattutto i figli degli svizzeri all’estero che hanno perso la nazionalità. Il caso classico è quello coppie miste, dove la madre svizzera non ha trasmesso la cittadinanza ai figli. In caso di accettazione popolare delle riforme, per ottenere il passaporto rosso, basterà dimostrare un rapporto ancora esistente con la patria.

Non fanno invece parte della riforma le modalità di acquisizione. In molti comuni svizzeri sono i cittadini a esaminare ogni singola domanda di naturalizzazione, decidendo a volte in maniera arbitraria. Per il diritto di ricorso, in caso di un rifiuto della domanda, continuano a far stato le sentenze del Tribunale federale che garantiscono l’equità di trattamento.

Le ragioni della maggioranza

La maggioranza del parlamento, che con il governo ha voluto questa revisione, intende in primo luogo sfoltire la giungla di regolamentazioni locali, ponendo norme chiare nel diritto federale.

In secondo luogo si vuole semplificare l’accesso alla cittadinanza per chi è cresciuto in Svizzera e si può ritenere integrato a tutti gli effetti.

Inoltre si sottolinea che l’alto numero di stranieri – oltre il 20% della popolazione – è in primo luogo definito dalla severità delle regole attuali. Circa tre quarti del milione e mezzo di stranieri è nata in Svizzera; ne conosce dunque la mentalità e la lingua.

Concedendo con più generosità la cittadinanza a questo gruppo di persone si conta di sostenere attivamente anche l’integrazione dei giovani e delle loro famiglie nel tessuto sociale. Per questo Partito liberale radicale, Partito popolare democratico, come la sinistra e i verdi, sostengono queste innovazioni.

Toni forti del dibattito

Di tutt’altro avviso la destra più dura. In prima fila qui c’è l’Unione democratica di centro che ha impugnato l’arma del referendum, raccogliendo le firme necessarie.

La destra afferma che la revisione non è necessaria e auspica anzi, regole ancora più severe. L’avvicinamento agli standard europei provoca inoltre la reazione degli antieuropeisti. La lotta si prevede carica di emozioni e l’esito non è scontato.

swissinfo, Daniele Papacella

In breve

Un tema, due domande in votazione il 26 settembre: la naturalizzazione agevolata per i giovani della seconda generazione e la naturalizzazione alla nascita per la terza generazione.

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