Colera in Zimbabwe: maggiori aiuti dal CICR

Il numero delle vittime di colera in Zimbabwe non cessa di crescere. Mentre Harare ha decretato per la prima volta lo stato d'urgenza nazionale, il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), basato a Ginevra, ha deciso di aumentare i suoi aiuti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 dicembre 2008 - 19:00

Il governo dello Zimbabwe ha riconosciuto giovedì l'ampiezza dell'epidemia di colera, che ha già causato la morte di oltre 560 persone. Stando all'ONU, dalla fine di agosto sono stati registrati 12'546 casi d'infezione.

Reagendo all'appello di Harare, il CICR ha inviato 13 tonnellate di materiale medico che sarà distribuito in diversi centri sanitari nel paese. L'epidemia continua in effetti a diffondersi in nove delle dieci provincie dello Zimbabwe.

«La recrudescenza delle piogge e l'inizio della stagione delle inondazioni fanno temere un peggioramento della situazione», ha annunciato la Federazione internazionale della Croce Rossa, che ha sbloccato 200mila franchi a sostegno della Croce Rossa dello Zimbabwe.

Per il paese africano, già confrontato ad una profonda crisi economica, si tratta dell'epidemia di colera più grave mai registrata. L'80% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e cinque milioni di persone necessitano dell'aiuto alimentare internazionale.

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