Colpo di freno per il controprogetto a "Avanti"

Il controprogetto all'iniziativa "Avanti" permetterà di ridurre le colonne stradali o farà ulteriormente aumentare il traffico? Keystone Archive

Secondo un sondaggio, la metà dei cittadini respinge il controprogetto all’iniziativa “Avanti”. Poche dunque le chance in occasione del voto dell’8 febbraio.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 gennaio 2004 - 18:00

È soprattutto la proposta di una seconda galleria stradale sotto il San Gottardo che rischia di far fallire l’intero progetto.

Il secondo sondaggio, realizzato dall’Istituto di ricerche gfs.berna per conto della SRG SSR idée suisse, rivela un netto vantaggio dei sostenitori del “no”.

Il 51% degli interpellati è in effetti contrario al controprogetto, il 32% è favorevole e un 17% è ancora indeciso.

Nessun dubbio sull’esito

Dal primo sondaggio il campo degli avversari si è rafforzato. Nel mese di dicembre una percentuale del 41% era infatti favorevole al controprogetto, il 40% vi si opponeva e il 19% non aveva ancora un’opinione precisa.

In quest’ottica l’esito dello scrutinio dell’8 febbraio prossimo non lascia dubbi. “Se non si capovolge la situazione all’ultimo momento le chance che il controprogetto venga accettato sono minime”, dichiara Claude Longchamp, responsabile dell’Istituto gfs.berna.

Un parere condiviso dagli stessi interpellati. Solo il 42% ritiene che il controprogetto avrà successo. Il 40% è del parere che verrà respinto dai cittadini e il 18% non ha alcuna opinione.

Questo 42%, che crede fermamente nel successo del controprogetto è una percentuale molto debole. Infatti, un oggetto proposto dal governo e sostenuto dal Parlamento nella maggior parte dei casi viene accettato dal popolo.

Lo scoglio del Gottardo

Il controprogetto lascia aperta la porta allo scavo di una seconda galleria autostradale sotto il San Gottardo e questa opzione non è molto popolare.

Il 52% degli interrogati vi si oppone, il 39% è favorevole e il 9% è indeciso.

Gli altri punti del controprogetto suscitano invece meno opposizione. Il 74% degli interpellati è ad esempio favorevole ad un miglioramento del traffico nelle agglomerazioni e il 66% è d’accordo di varare misure destinate a porre fine alle code sulle strade.

L’opposizione alla costruzione di una seconda galleria fa convogliare tutti i voti contrari. “Questo punto influisce in modo negativo su tutto il controprogetto”, affermano gli autori del sondaggio.

“Il modo migliore per sapere come un cittadino voterà l’8 settembre è quello di chiedergli che cosa pensa della costruzione di un secondo tunnel”.

Evidentemente, i sostenitori del controprogetto hanno sottovalutato l’impatto della questione della seconda galleria. “Per i politici si trattava di qualcosa di astratto”, commenta Claude Longchamp, “per la popolazione è una realtà ben concreta”.

Ma il Gottardo non è l’unico punto che potrebbe mandare a monte il controprogetto. Le persone interpellate dall'istituto di ricerche sono sensibili anche ad altri aspetti della questione.

Il 58% ritiene ad esempio che la costruzione di nuove strade comporterà un ennesimo aumento del traffico. In questo senso il controprogetto non può essere una soluzione a lungo termine per evitare gli ingorghi.

Un 55% pensa invece che costruire nuove strade costi troppo.

L’oppositore tipo

Una maggioranza di svizzeri sembra dunque contraria al controprogetto. Al di là di questa constatazione il sondaggio permette di elaborare un ritratto virtuale dell’oppositore medio.

Il fatto di possedere o meno un’automobile influisce sulle intenzioni di voto. Fra le persone interpellate che non hanno una vettura il 71% è contrario al controprogetto.

Fra coloro che hanno una macchina la percentuale degli oppositori scende al 50% e nella fascia di cittadini con più di un’automobile diminuisce ulteriormente al 42%.

A livello regionale va detto che gli elettori svizzero-tedeschi dimostrano una volta di più di avere una coscienza ecologica più sviluppata dei connazionali “latini”.

Il 55% degli svizzero-tedeschi, il 44% degli svizzero-francesi e il 36% degli italofoni si oppone al controprogetto.

Per quanto riguarda la distribuzione partitica, l’opposizione è più forte a sinistra. Respingono il controprogetto il 70% dei simpatizzanti del Partito socialista, il 47% del Partito radicale e il 44% dell’Unione democratica di centro.

Buono il tasso di partecipazione

Il sondaggio dimostra anche che il controprogetto suscita l’interesse degli svizzeri: il 49% dice di voler andare a votare l’8 febbraio.

Un interesse che sta crescendo. In dicembre solo il 40% aveva dichiarato di voler recarsi alle urne.

Per Claude Longchamp non è una sorpresa: “Si tratta di questioni che toccano da vicino la vita quotidiana della gente”.

swissinfo, Olivier Pauchard
Traduzione: Elena Altenburger

In breve

Il controprogetto all’iniziativa “Avanti” mira a migliorare l’infrastruttura nel campo dei trasporti su strada e su rotaia.

Prevede in particolare di ottimizzare la situazione del traffico nelle agglomerazioni e di ridurre gli ingorghi.

Il controprogetto lascia aperta l’opzione di un raddoppio della galleria autostradale al San Gottardo.

Attualmente un secondo tunnel non sarebbe possibile. Nel 1994 il popolo svizzero ha infatti accettato un’iniziativa che vieta la costruzione di nuove infrastrutture stradali attraverso le Alpi.

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Fatti e cifre

Il sondaggio è stato effettuato fra il 19 e il 24 gennaio 2004
1'251 cittadini sono stati interpellati telefonicamente
601 nella Svizzera tedesca, 350 in quella francese e 300 nella Svizzera italiana

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