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Come TI mangio i soldi per mandare avanti il Club

Non tutti gli avvocati fanno canestro...(foto Internet)

Denaro e sport: ancora un caso di malversazione nella Svizzera italiana. Finisce in manette l’avvocato Giovanni Antonini.

Macchie sull’immagine della piazza finanziaria luganese all’indomani dell’arresto del noto politico, un anno dopo il caso Jermini.

"Ripetuta appropriazione indebita", subordinatamente "amministrazione infedele": sono le accuse mosse dai procuratori pubblici Emanuele Stauffer e Maria Galliani contro il conosciuto avvocato Giovanni Antonini, noto a Lugano soprattutto per essere stato presidente, fino allo scorso anno, del Basket Club Lugano, e per essere consigliere comunale di Lugano per il Partito Popolare Democratico, conservatore. Giovedì pomeriggio il suo arresto è stato confermato.

Mercoledì l'avvocato Antonini è stato interrogato per diverse ore mentre la polizia perquisiva minuziosamente il suo ufficio legale e la vicina sede del Basket Club.

In pratica l'uomo avrebbe - ci sono già le ammissioni - prelevato soldi dai conti di almeno tre suoi clienti, italiani e svizzeri, per colmare le "lacune" finanziarie del club, per pagare stipendi e pensioni ai cestisti, insomma.

"Effettivamente (Antonini) ha ammesso di aver utilizzato fondi di pertinenza di terzi, in particolare di clienti, e di averli fatti confluire nell'attività del Basket Club Lugano". È quanto si è appreso dal legale di Antonini, avvocato Elio Brunetti. "Ora l'inchiesta dovrà accertare nel dettaglio in che misura".

Le cifre

Dai primi accertamenti risulterebbe che Antonini, nel giro di 24 mesi, ha discretamente pescato a piene mani nel denaro appartenente a tre suoi clienti, per far fronte alle esigenze finanziarie del Club, in crisi.

La stima va dal milione di franchi fino ai tre. L'inchiesta, ancora allo stato embrionale, prosegue per quantificare l'entità del danno e per ricostruire nel dettaglio il suo operato.

Antonini ha lasciato la presidenza della società di pallacanestro circa un anno fa, quando è diventato presidente della Lega Nazionale di Basket. È anche responsabile delle finanze dell'Associazione Olimpica Svizzera.

A livello politico è capogruppo PPD in Consiglio comunale a Lugano e membro del CdA del Casinò della stessa città. Casinò che, tramite il suo presidente avvocato Rocco Olgiati, ha immediatamente chiesto le dimissioni di Antonini.

"Riservata sempre la presunzione di innocenza", ha affermato Olgiati, "riteniamo che la sua posizione non sia sostenibile all'interno di questo organo della società".

In ogni caso, ha detto l'avvocato Brunetti, già mercoledì sera sono state decise le dimissioni di Antonini da tutte le cariche. "Sociali e politiche".

Una fotocopia

A questo stadio dell'inchiesta, sembra di vedere la fotocopia delle recenti vicissitudini del Football Club Lugano: una voragine di debiti per mantenere la società a livello internazionale, senza averne i mezzi.

Con un presidente che gestisce soldi altrui e che di questi soldi si serve per garantire tutti gli impegni. Una società poi miseramente fallita e vergognosamente retrocessa.

Un anno fa Helios Jermini, presidente dell'FC Lugano - "un uomo timido e gentile", così lo ricordano nel suo paese natale, Cademario - si suicidava per i troppi debiti; si parla addirittura di oltre 100 milioni di franchi rubati a clienti della sua finanziaria nonché di riciclaggio.

Tristezza e delusione nel mondo sportivo: immediate - a furor di popolo - le accuse a dirigenti e società di voler sostenere a tutti i costi un sistema sportivo sovradimensionato, e accuse ai giocatori di volere troppo, dimenticando che la Svizzera italiana è una piccola realtà, di soli 300 mila abitanti.

Immagine dubbia

Ma si va oltre il puro aspetto sportivo toccando quello economico. I clienti potrebbero iniziare a preoccuparsi vedendo che la Svizzera non è così sicura, e che la sparizione dei soldi avviene anche qui. Per pagare dei giocatori!

"Un impatto c'è", ammette l'economista Lino Terlizzi, "sono cose che non fanno bene all'immagine del Ticino e anche della piazza finanziaria. È chiaro che questa vicenda si aggiunge a quella di Jermini e del Lugano Calcio".

In ogni caso la gran parte dei clienti italiani guarda soprattutto al sistema bancario portante e questi episodi, di certo non positivi, sono in un certo senso 'laterali' rispetto al centro della piazza finanziaria ticinese.

Quello che è certo è che il settore parabancario, al centro dell'ennesimo scandalo, ha bisogno di maggiore autoregolamentazione, per evitare il ripetersi di episodi che, nel caso Jermini, sono finiti in tragedia, trascinando nel baratro molta gente, ai più diversi livelli, fino a giungere al suicidio.

swissinfo, Maddalena Guareschi, Lugano


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