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Commercianti più ottimisti per la fine dell’anno

Dopo due anni di magra, i consumi dovrebbero ripartire in vista delle feste natalizie

(Keystone Archive)

Dopo una prima metà dell’anno piuttosto debole, i commercianti prevedono un’evoluzione più positiva per le vendite natalizie.

Nonostante una leggera progressione per il mese di ottobre, il barometro del clima di fiducia dei consumatori rimane comunque moderato.

I consumatori dovrebbero aprire più facilmente il loro portamonete nei prossimi tempi.

Secondo un’inchiesta realizzata dall’agenzia di stampa AP, i più grandi commerci svizzeri al dettaglio si attendono un buon andamento degli affari per il periodo natalizio, considerato il più importante dell'anno per quasi tutto il settore.

Le previsioni dei commercianti fanno seguito ai risultati positivi conseguiti in ottobre, il miglior mese di quest’anno per quanto concerne le vendite.

Commercianti ottimisti

“La voglia di articoli di moda e di piacere sta ritornando” afferma Peter Leumann, direttore di Jelmoli. “Siamo quindi fiduciosi per l’evoluzione del periodo natalizio”.

“Vi è una volontà di recuperare quanto si è perso in questi ultimi due anni di magra” aggiunge Leumann. A suo avviso, l’economia ha ormai toccato il fondo e comincia ora a stabilizzarsi.

“La gente è di nuovo pronta a concedersi qualcosa” ritiene anche Ernst Pfenninger, portavoce di Globus. I grandi negozi, rilevati alcuni anni fa dalla Migros, hanno registrato nelle ultime settimane un aumento della domanda di vestiti, accessori e specialità gastronomiche.

Fattori di insicurezza

Per Klaus Hug, presidente della Federazione delle medie e grandi imprese del commercio al dettaglio svizzero, vi sono effettivamente dei segnali positivi, ma anche alcuni “fattori che non motivano la gente a spendere molti soldi”.

Tra questi l’evoluzione ancora piuttosto negativa del mercato del lavoro e i tagli alla previdenza professionale, che rischiano di limitare il potere di acquisto di molta gente.

Secondo Hug, un potenziale di crescita sussiste soprattutto nelle categorie di prezzi più bassi: “La recessione ha spinto molti consumatori a tenere maggiormente conto del prezzo”.

Una tendenza che ha favorito soprattutto i negozi discount.

“La ripresa dei mercati finanziari potrebbe far riprendere anche il piacere per gli articoli di lusso” prevede invece André Hirschi, presidente dell’Associazione svizzera dei negozi di orologieria e gioielleria.

Fiducia dei consumatori ancora debole

Mentre da parte dei commercianti si delinea un maggiore ottimismo, i consumatori sembrano tuttora piuttosto insicuri.

Tendenze ancora contrastanti emergono infatti dai dati pubbblicati giovedì dal Segretariato di Stato dell’economia (seco), che interroga regolarmente 1'100 economie domestiche per stabilire il barometro nazionale del consumo.

In base alle indicazioni fornite dal seco, l’indice globale del clima di fiducia dei consumatori evidenzia un leggero miglioramento, passando da –35 punti lo scorso luglio a -28 punti in ottobre.

Pure in miglioramento l'indice che riflette le valutazioni espresse in merito alla situazione economica degli ultimi 12 mesi. In quest'ambito si denota una progressione di 26 punti, tra luglio (da –90 in luglio a –64 in ottobre).

Le economie domestiche rimangono invece più votate al pessimismo per quanto riguarda l'evoluzione della loro situazione finanziaria. L’indice è infatti diminuito, passando da +2 punti in luglio a –1 in ottobre.

Secondo gli esperti del seco, tendendo conto di queste indicazioni, rimane tuttora difficile fare delle previsioni per le vendite di fine anno.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

L'indice del clima di fiducia dei consumatori è aumentato di 7 punti tra luglio e ottobre.
Pure in aumento, di 26 punti, l'indice sull'andamento della situazione economica.
Peggiora invece di 3 punti l'indice sulla situazione finanziaria delle economie domestiche.

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