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Comunicazione: scienza...di massa?

Scienze della comunicazione: affollamento non uniforme.

(www.fundp.ac.be)

Troppi studenti, denaro insufficiente. Seri grattacapi per gli istituti universitari svizzeri di scienze della comunicazione.

Tutt'altra musica invece a Lugano, nella sede di quella che resta tuttavia una delle poche facoltà specializzate in Europa.

Roger Blum, presidente della società svizzera delle scienze della comunicazione e dei mass media (SSCM), ha definito "miserevole" la situazione.

"In nessun altro ambito universitario le condizioni di studio e di lavoro sono così difficili".

Stando ad indicazioni dell'Ufficio federale di statistica (UFS), tra il 1995 e il 2000 il numero di studenti in questa materia è aumentato del 1000%.

Ora, in tutta la Svizzera, essi sono circa 6'000, ripartiti tra una decina d'istituti inseriti in diverse facoltà umanistiche e l'alternativa di Lugano.

Anche a causa di limiti finanziari, praticamente ovunque il numero di professori non è stato adattato a sufficienza. Risultato: un rapporto medio professori/studenti di 1:180.

Il tutto mentre la conferenza nazionale dei rettori delle università suggerisce una media di 1:40.

Cifre costanti a Lugano

"Queste cifre mi stupiscono", dice a swissinfo Marco Colombetti, decano della facoltà di scienze della comunicazione dell'Università della Svizzera italiana, l'unica in Svizzera, una delle poche in Europa. "Da noi studiano circa 600 ragazzi e negli scorsi anni il loro numero è rimasto praticamente invariato".

Sorpresa anche per quel che riguarda il rapporto professori/studenti. "In totale disponiamo circa di una sessantina di docenti: la quota per quel che riguarda è quindi di 1:10".

E i problemi finanziari? "Per le università, in un certo senso, questo è sempre un aspetto critico. Ma non siamo per niente in emergenza", rileva Marco Colombetti.

È contradditorio. L'indirizzo "comunicativo" (marketing, comunicazione aziendale, PR,...) attira sempre più, anche o soprattutto, grazie ai numerosi sbocchi che garantisce sul mercato del lavoro.

Gli studenti tuttavia, invece di optare principalmente per la facoltà specializzata a Lugano, scelgono varianti meno complete all'interno di altri istituti. Oltretutto spesso saturi e, come si è visto, caratterizzati da condizioni d'insegnamento definite "miserevoli".

Attenti alle statistiche

In generale l'aumento di studenti c'è stato eccome. Ma, in realtà negli ultimi anni il loro numero è solo raddoppiato.

"Il mirabolante dato dell'UFS è dovuto al fatto che sono stati considerati unicamente coloro che hanno scelto scienze della comunicazione come indirizzo principale", precisa Roger Blum. "E 5 anni fa tale possibilità praticamente non esisteva".

La maggior parte di questi nuovi futuri esperti della divulgazione si è concentrata nelle università di Zurigo, Berna, Friborgo e Basilea.

"Lugano e San Gallo invece, che dispongono effettivamente di buone condizioni d'insegnamento, hanno invece limitato autonomamente il numero di iscritti", sottolinea colui che è anche professore all'ateneo di Berna.

Ottime possibilità di combinazione

Secondo Marco Colombetti le cifre sono comunque da prendere con le pinze. "I nuovi istituti di scienze della comunicazione nelle facoltà umanistiche hanno attirato molti studenti. È possibile quindi che ci sia stato uno spostamento interno a queste facoltà".

"A Lugano tuttavia chi opta per scienze della comunicazione, può fare esclusivamente quello", sottolinea Roger Blum. "Altrove invece, grazie agli istituti, sono possibili interessanti combinazioni: con etnologia, sociologia, economia, psicologia. Accostamenti interessanti che sono piaciuti ai giovani".

Tuttavia a dire dello stesso Roger Blum, i due approcci sono complementari: "Il mercato necessita di persone formate secondo entrambi i percorsi di studio". E allora, c'è spazio per tutti. Eh già: nell'attuale società mediatizzata, la comunicazione è regina.

Marzio Pescia, swissinfo

Fatti e cifre

6000 studenti in Svizzera
600 a Lugano (unica facoltà specializzata)
statistiche: aumento del 1000% in 5 anni
in realtà: aumento "solo" del 100%
rapporto cattedre (senza altri docenti)/studenti:
Lugano 1:45
Zurigo 1:370 - Basilea 1:400
Friborgo 1:670 - Berna 1:850

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