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Controversia sul prezzo dei medicinali

I costi di produzione sono molto alti in Svizzera

(Keystone)

L’industria farmaceutica afferma che per i consumatori i medicinali non costano più che negli altri paesi europei. Maggiori costi di produzione sarebbero compensati da minori spese di distribuzione.

Ma molti guardano con occhio scettico i risultati dello studio: non corrisponderebbero alla realtà.

«Gli svizzeri non devono sborsare più degli altri cittadini europei per i medicinali», questa la sentenza di uno studio comparativo, commissionato dalle associazioni dell’industria farmaceutica Interpharma e VIPS.

Così, considerando il rapporto fra forza d’acquisto e prezzo finale per il consumatore, i ricercatori di un istituto britannico, dimostrano con fatti e cifre che i prezzi elvetici non sono gonfiati. Solo la Svezia, con un monopolio statale sulle farmacie può offrire dei prezzi veramente più vantaggiosi.

Immediatamente risponde Margrit Keller, presidente dell’Associazione svizzera dei pazienti: «Guardiamo questo studio con occhio scettico. Bisogna vedere chi lo ha commissionato. Non è la serietà dei ricercatori ad essere in questione, ma il tipo di domanda che sta alla base. La nostra esperienza quotidiana indica un’altra realtà: in Svizzera i prezzi sono molto alti».

Le cifre dello studio

Lo studio integra diversi elementi che conducono al prezzo finale di un medicinale per i pazienti. Così si parte dalla produzione, si contemplano i margini di guadagno di produttori, grossisti e farmacisti e si contempla anche l’IVA.

In un contesto europeo, la Svizzera ha i costi di produzione più elevati. Se dalla fabbrica escono medicinali che in Svizzera raggiungono una base di costo di 100 punti, in Austria si registra solo 75. Analoga la situazione negli altri paesi europei. Gli Stati Uniti, come stato più caro, partono da 135 punti.

Ma la base di partenza sfavorevole sarebbe compensata da una maggiore forza d’acquisto e da un tasso IVA nettamente inferiore alla media europea. Il margine non legato alla produzione è in Germania di 133 punti e in Austria del 138. La Svezia (78 punti) è invece in tutte le categorie sotto la media dei paesi che conoscono un sistema di libera concorrenza.

Dunque, sentenziano gli esperti, la situazione elvetica non è drammatica se inserita in un contesto internazionale. A fronte di costi più alti, altri meccanismi di distribuzione e tassazione funzionano in modo più efficace, permettendo di recuperare una parte dei costi iniziali più elevati.

In definitiva i costi finali che i pazienti svizzeri devono sborsare in farmacia sono analoghi a quelli degli olandesi e dei danesi.

La pressione delle cifre

In Svizzera la salute costa sempre di più, l’aumento medio degli ultimi anni è del 7,3%, più del doppio del rincaro effettivo. Fra le cause principali si denuncia l’invecchiamento della popolazione, un consumo sconsiderato di prestazioni, le strutture sanitarie troppo care e, appunto, i prezzi esagerati di medicinali.

È in questo clima che l’industria farmaceutica presenta questo studio sul costo dei medicinali. Il traguardo è quello di fare chiarezza sulle accuse ricorrenti ai produttori, che si vedono il dito puntato contro. In numerosi paesi dell’Unione europea, analoghi medicinali costano realmente molto meno.

Lo affermava, tra l’altro, uno studio dell’istituto di ricerche del gruppo d’assicurazioni Winterthur. Lì si registrava un divario importante fra i prezzi dei medicinali fra Svizzera e il resto dei paesi europei.

Meccanismi funzionanti?

Anche le conclusioni dello studio sono contestate. I produttori di medicinali affermano infatti che i meccanismi di controllo internazionale, previsti dal 1996 dalla legge sull’assicurazione malattia, funzionano.

Werner Marti, l’incaricato federale per il controllo dei prezzi, interpellato da un’agenzia stampa, non lesina con la critica: «I paragoni fatti sono arbitrari. L’unico dato convincente è la conferma dei costi di produzione superiori alla media che dimostrano come la legge non abbia ancora raggiunto il suo traguardo».

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Totale dei medicinali venduti in Svizzera da gennaio a luglio 2003: 1,96 miliardi (prezzo di produzione)
L’aumento rispetto al 2002: + 8,5%

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In breve

Nel 2000 i costi complessivi della salute hanno raggiunto 43,4 miliardi di franchi.

Tra le cause: sviluppo di costose terapie farmacologiche, invecchiamento progressivo della popolazione, aumento delle spese di prevenzione, boom delle cure ospedaliere.

Stabili invece le cure ambulatoriali e i servizi ausiliari.

Tra il 1960 e il 2000 la quota del finanziamento statale è scesa leggermente, passando dal 22,2% del 1960 al 15,2% del 2000.

La proporzione a carico delle assicurazioni sociali e private è invece aumentata notevolmente passando dal 25,2% nel 1960 al 50,9% nel 2000.

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