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Sara Wegmüller alla guida di un "Combino", il nuovo modello di tram di Berna swissinfo.ch

Tram sì o tram no? I cittadini del canton Berna hanno respinto in votazione un progetto di estensione del tram, per contribuire a risolvere i problemi del traffico della capitale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 maggio 2004 - 10:31

Poco prima del voto, Raffaella Rossello ha seguito nel suo lavoro una tranviera a Berna.

Sara Wegmüller ha 30 anni e da tre fa il lavoro dei suoi sogni: guida il tram.

È una delle 40 donne conduttrici di tram o autobus a Berna: i colleghi maschi sono 426.

La sua passione per tram e treni l’ha ereditata dal padre, collezionista di modellini, che ora non fa che vantarsi con tutto il vicinato di questa sua figlia tranviera.

Un buon tram contro lo stress da status sociale

A Sara piace guidare, stare in movimento, guardare che tempo fa là fuori. Dalla finestra di un tram effettivamente la città ha un’aria tutta particolare.

Quando fa freddo se ne sta protetta nella sua cabina, dove in fondo non le dispiace potersi isolare. E in estate, quando si scoppia di caldo, se ha la fortuna di guidare un “Combino”, il modello più moderno, si gode l’aria condizionata.

Nel suo ultimo libro, “L’importanza di essere amati”, lo scrittore di origine svizzera Alain de Botton sostiene che una buona rete tranviaria come quella delle città svizzere diminuisce l’ansia di chi non possiede un’auto o ne vorrebbe una nuova.

Osservazione che condivido pienamente: quando abitavo a Los Angeles viaggiare confortevolmente sui trasporti pubblici mi mancava tantissimo.

Donna al volante…

Nonostante i progressi fatti in materia di parità, a volte la gente osserva ancora una donna ai comandi con un occhio diciamo speciale. Ma stasera che siamo addirittura in due donne “nel cockpit”, alcuni passanti rischiano di slogarsi il collo, da come girano la testa per assicurarsi di aver visto bene.

“Donna al volante, pericolo costante”, dice Sara. Ci ridiamo su. Più seriamente, le chiedo se ha mai avuto veri problemi di discriminazione.

“No, solo qualche battuta, appunto, ma detta scherzosamente dai ragazzi per strada in estate. Per il resto un sacco di complimenti per la mia guida fluida e prudente.”

Ma ha mai corso un rischio vero? (a parte quello di farsi insultare da qualche anziano che trova “terribili” le frenate, o da una mamma con passeggino e bambino urlante che vuole salire dalla porta sbagliata).

“No, solo una volta in cui ero sola con uno strano tipo la sera tardi. Ma la polizia non ho mai dovuto chiamarla. Anche con gli alcolizzati che si addormentano sui sedili me la sono sempre cavata da sola”, mi risponde.

La città più tranquilla del mondo

Mentre penso che Berna è davvero una città troppo tranquilla e che da Sara non otterrò nessuna storia pungente per condire il mio articolo, ecco che una ragazza dai capelli biondi bussa alla porticina della cabina per chiedere un’informazione.

Ha una minigonna mozzafiato, tacchi alti, piercing e bellissimi occhi spenti dalle sostanze stupefacenti.

“Va al centro di distribuzione del metadone”, mi dice Sara. La ragazza scende, lattina di birra in mano, in cerca di una breve tregua quotidiana alla devastante inquietudine che la possiede nel bel mezzo della città più tranquilla del mondo.

“A volte capitano dei vecchi che non sanno più dove sono, continua Sara. Sulla linea 5 ci sono più anziani e anche più stranieri. Sulla linea 3 più handicappati e ciechi, la 9 è quella più frequentata”. Le linee del tram tracciano anche una geografia umana dei quartieri di una città.

Il mio tram è la tua casa

Visto che di storie brutte non ne ha, almeno vorrei saperne una divertente da Sara. Per aiutarmi ripensa agli episodi tramandati di generazione in generazione al corso per tranvieri.

“Una volta una signora è salita con il guinzaglio in mano…ma quando il tram è partito il cagnolino era ancora fuori sulla pedana”. Pare che se la siano cavata tutti e due, cane e tranviere.

E che dire di questa: per risparmiare, qualcuno a Berna ha perfino fatto un trasloco completo in tram: “Prima sono saliti con gli scatoloni, poi con il tavolo e le sedie, i materassi, ecc”.

Puntualità e/o cortesia?

Ecco che il mio viaggio in compagnia di Sara è finito. Scendiamo alla stazione, lei ha un’ora di pausa. Penso che mi ha proprio fatto riconciliare con i tranvieri di questa città, che ho sempre giudicato un po’ scontrosi e poco flessibili. Mai che ti aspettino quando il biglietto non esce in tempo dal distributore automatico.

Ma per fortuna, a ristabilire un certo senso della realtà e un equilibrio critico per il mio articolo ecco che il collega che le dà il cambio si mostra molto poco carino. Sara, per colpa mia, è di pochi minuti in ritardo e questo basta per irritarlo.

I tram di Berna non sono guidati solo da angeli sorridenti dai capelli scuri, che evitano le frenate brusche e fanno addormentare i barboni così profondamente che non vorrebbero più scendere.

swissinfo, Raffaella Rossello

In breve

A Berna si è votato questo fine settimana sul credito ad una nuova linea di tram, verso la periferia ovest della città.

I sostenitori del progetto "Tram West" pensavano che fosse un investimento per il futuro, da cui avrebbe tratto vantaggio non solo la città, ma tutto il cantone di Berna.

In tempi di giro di vite alle finanze, i contrari ritenevano invece che una nuova linea di tram fosse solo un regalo indesiderato e un lusso esagerato.

La città e l'agglomerazione hanno votato a favore, ma il cantone ha respinto il finanziamento al progetto con il 50,4% dei voti.

Ora Berna, per non perdere la parte di credito federale, dovrà al più presto trovare un'alternativa.

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