Dal politecnico di Zurigo un bioreattore per lo spazio

Con i finanziamenti dell'Ente spaziale europeo (ESA) e dell'industria Sulzer Medica, sarà inviato sulla futura stazione internazionale ISS per studiare sistematicamente le culture di cartilagine in assenza di gravità.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 maggio 2000 - 11:54

Coordinato da Augusto Cogoli, direttore del gruppo di biologia spaziale del politecnico federale di Zurigo (PFZ),coinvolge altri laboratori svizzeri, tedeschi e italiani. All'équipe zurighese spetta di costruire un bioreattore, cioè un apparecchio che permetta di coltivare cellule, che dovrà essere operativo nel laboratorio Columbus della ISS. Secondo. il portavoce dell'Ufficio federale dell'educazione e della scienza, Jean-François Conscience, la fase operativa non inizierà comunque prima del 2005.

Nelle prime tappe della ricerca il PFZ potrà contare su esperimenti condotti a bordo di voli a parabola e su missili per lo studio degli strati alti dell'atmosfera.

La domanda di trapianti di cartilagine è forte, l'offerta di tessuti è invece ridotta a causa della scarsità di donatori e da fenomeni di rigetto immunitario. I ricercatori aspirano dunque a sviluppare nuove cure a partire da cellule prelevate da tessuti sani del paziente. La cartilagine è utilizzata per trattare malattie e ferite a livello dei vasi sanguigni e delle articolazioni.

Le ricerche con culture di laboratorio classiche non hanno ancora permesso di ottenere cartilagine con una struttura simile a quella naturale ed è quindi inadatta ai trapianti. Dati fin qui raccolti con lavori preliminari fanno supporre che l'assenza di gravità permetta di ottenere una migliore ricostituzione del tessuto.


swissinfo e agenzie


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