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Il grande dilemma della democrazia diretta

Quanto è democratica la Svizzera, se esclude dal diritto di voto 1,7 milioni di stranieri, ossia quasi il 25% della popolazione residente permanente? L'interrogativo è stato al centro di una tavola rotonda all'ottava edizione delle Giornate della democrazia di Aarau, che aveva per tema i diritti politici agli stranieri.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 marzo 2016 - 14:33
Renat Kuenzi, Aarau, swissinfo.ch
Dilemma: come può un Paese decidere democraticamente - ossia negare il diritto di voto al 25% della popolazione? Keystone

swissinfo.ch vi propone una selezione di sette citazioni di interventi alla tavola rotonda di AarauLink esterno:

"Gli svizzeri all'estero sono cittadini di due Stati; dimostrano che è possibile l'impegno politico in due società".

Walter Leimgruber, professore all'università di Basilea e presidente della Commissione federale della migrazione

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"Sono personalmente offeso quando miei compagni di classe e persone con cui ho giocato a calcio o con cui vado a bere una birra, non hanno il diritto di condecisione".

Cédric Wermuth, deputato nazionale socialista, Aarau

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"È stato uno dei giorni più belli della mia vita, quando sono potuto andare a Trogen e dire: 'ecco, ora posso partecipare!'".

Jens Weber, elvetico-statunitense, parlamentare di Appenzello Esterno

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"In base al diritto di cittadinanza dell'Unione europea, da noi degli stranieri possono partecipare. Ciò non è mai stato un tema di discussione, ma è semplicemente una realtà dal 1992".

Robert Hahn, rappresentante della CDU, capo dell'amministrazione comunale di Reutlingen, città tedesca gemellata con Aarau

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"Non ho nulla contro gli stranieri. Sostengo finanziariamente un figlioccio in Sudafrica. Ma il diritto elettorale svizzero non può essere regalato, si deve ottenere solo tramite la naturalizzazione".

Thomas Burgherr, deputato nazionale dell'Unione democratica di centro, Aarau

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"L'assenza del diritto di voto per gli stranieri è uno dei più spinosi dilemmi della democrazia diretta. È stata necessaria la maggioranza del popolo e dei cantoni per introdurre il suffragio femminile".

Andreas Auer, ex professore di diritto costituzionale alle università di Zurigo e di Ginevra

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"I comuni potrebbero introdurre i diritti politici per gli stranieri, fondandosi sull'autonomia locale".

Titus Meier, parlamentare liberale radicale del cantone di Argovia

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