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Di consiglieri federali, lupi, pecore e AVS



Tutto pronto sotto la cupola di Palazzo.

Tutto pronto sotto la cupola di Palazzo.

(Keystone)

Le successioni dei due ministri dimissionari saranno il piatto forte della sessione autunnale delle Camere federali, che è iniziata lunedì pomeriggio. I lupi, i cani da combattimento, la revisione dell’AVS e l’età pensionistica delle donne forniranno altri argomenti di discussione sotto la cupola di Palazzo.

Dopo le dimissioni del liberale radicale Hans-Rudolf Merz e del socialista Moritz Leuenberger, i pretendenti ai seggi vacanti sono stati numerosi, situazione che ha dato vita ad accesi dispute e a ampie speculazioni.

Nei media e nel dibattito politico tali speculazioni si sono concentrate soprattutto sul diritto da parte del Partito liberale radicale (PLR) di mantenere il secondo seggio in governo vista la continua perdita di consensi del partito. È specialmente l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) a reclamarlo per sé.

Anche lo scranno dei socialisti è stato preso di mira dagli altri partiti: sono i Verdi ad avanzare delle pretese sul secondo seggio vacante.

Contrariamente a quanto annunciato alcune settimane fa, il Partito popolare democratico (PPD) non ha presentato nessuna candidatura. La destra conservatrice ha inizialmente parlato di “cinque personalità competenti”, infine ne ha presentata soltanto una.

Nel frattempo, i partiti hanno designato i propri candidati: i liberali radicali e i socialisti hanno proposto un doppio ticket ciascuno, formato da persone che possono contare anche sull’appoggio dei deputati di altre formazioni.

Ridotte possibilità per l’UDC

In una battaglia dagli esiti incerti, i candidati di maggior peso dell’UDC hanno rinunciato a scendere in campo per contendere il seggio ai socialisti o ai liberali. «La variante più plausibile è che noi falliamo nel tentativo di ottenere due poltrone in governo», ha affermato una settimana fa il presidente dell’UDC Toni Brunner. Tuttavia, la frazione ha nominato il suo candidato: l’imprenditore e consigliere nazionale friburghese Jean-François Rime.

Rime è romando. Le sue possibilità di essere eletto sono ridotte al lumicino anche perché le Camere riunite non sono disposte ad eleggere – con la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey e il ministro dell’interno Didier Burkhalter – un terzo rappresentate della Svizzera francese nell’esecutivo nazionale.

Lo spauracchio delle elezioni 2011

I partiti che appoggiano la candidatura dell’UDC lo fanno per meri calcoli strategici e in vista del rinnovo integrale del Consiglio nazionale nell’autunno 2011. Parte dei Verdi e dei socialisti vogliono evitare – grazie all’elezione di Rime – che la destra conservatrice assuma il ruolo di martire, ruolo che potrebbe permetterle di guadagnare ulteriori consensi. Una minoranza del PPD vorrebbe invece votare Rime per togliere il secondo seggio ai liberali radicali e mantenere così intatte le sue possibilità di ottenere un secondo scranno nel 2011.

Gli ordini di scuderia ufficiali del PPD sono tuttavia chiari: «Personalmente non voterò Rime», ha affermato il capogruppo Urs Schwaller. L’UDC è un’avversaria da prendere sul serio nelle regioni tradizionalmente favorevoli al Partito popolare democratico, ma per Schwaller sarebbe difficile spiegare, specialmente nei cantoni romandi, perché il PPD ha fatto lega con l’UDC.

Candidati ufficiali, possibilità intatte

Molto probabilmente saranno una liberale o un liberale radicale e una socialista a succedere a Merz e a Leuenberger. Tuttavia rimane aperta la questione se sarà l’imprenditore bernese Johann Schneider-Amman o la consigliera di Stato sangallese Karin Keller-Sutter ad entrare in governo.

Anche la lotta tra le candidate socialiste, la senatrice bernese Simonetta Sommaruga e la deputata nazionale Jacqueline Fehr, è ancora aperta.

Referendum all‘orizzonte

Rimane altresì aperto l’esito del dibattito sull’undicesima revisione dell’AVS. L’innalzamento dell’età pensionistica delle donne da 64 a 65 anni è già stato deciso. Tuttavia, i punti di vista divergono ancora sull’utilizzo dei proventi risparmiati grazie a questo provvedimento.

La sinistra intende finanziare il pensionamento anticipato dei lavoratori dipendenti con un salario modesto, idea contro la quale i borghesi si oppongono. La sinistra ha paventato il proposito di lanciare un referendum, se il suo progetto non dovesse essere approvato dalle Camere federali.

Anche la legge sui cani ha una storia travagliata alle spalle. Non è ancora stato deciso se i cantoni possono stabilire regolamentazioni più severe sui cani pericolosi rispetto a quelle adottate a livello nazionale. Il Consiglio nazionale vorrebbe lasciare una certa libertà, il Consiglio di Stato mira invece a un’armonizzazione legislativa.

Animali buoni e cattivi

Quattordici interventi parlamentari inoltrati dai deputati alle Camere federali vertono sull’opportunità di mantenere il lupo specie protetta.

Nella sessione di giugno, il Consiglio degli Stati si è espresso in favore dell’allentamento della legislazione nazionale. Nel Consiglio nazionale si prospettano invece accese discussioni.

I Verdi, la sinistra, gli ambientalisti e i deputati liberali delle zone urbane si battono da anni in favore della reintroduzione del lupo in Svizzera. Per i parlamentari borghesi delle zone rurali e di montagna il lupo e la lince sono semplicemente dei concorrenti indesiderati.

Consiglio federale

L'esecutivo elvetico dal 1848 è denominato Consiglio federale.

Composto di sette membri, è eletto ogni quattro anni dalle Camere del parlamento riunite in Assemblea federale.

I sette membri del governo prendono le decisioni in modo collegiale.

In Svizzera non c'è un capo di governo o di Stato. La carica di presidente della Confederazione è ricoperta a turno dai membri del governo. Il mandato presidenziale dura un anno. Non comporta competenze e poteri particolari.

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Composizione del governo

1959 - 2003
La lunga era della «formula magica»: 2 seggi al Partito socialista (PS), 2 al Partito liberale radicale (PLR), 2 al Partito popolare democratico (PPD) e 1 all'Unione democratica di centro (UDC).

2004 - 2007
L'UDC, con Christoph Blocher, strappa un seggio al PPD: 2 seggi PS, 2 PLR, 2 UDC e 1 PPD.

Dicembre 2007
Christoph Blocher è estromesso dal governo. Il parlamento elegge la sua collega di partito Eveline Widmer-Schlumpf. È la goccia che fa traboccare il vaso e che porta a una scissione dell'UDC.

2008
I due UDC in governo Eveline Widmer-Schlumpf e Samuel Schimd lasciano il partito ed entrano nel nuovo Partito borghese democratico (PBD): 2 seggi PS, 2 PLR, 2 PBD e 1 PPD.

2009
In gennaio l'UDC ritorna in governo con Ueli Maurer che subentra al dimissionario Samuel Schmid: 2 seggi PS, 2 PLR, 1 PPD, 1 UDC e 1 PBD. In settembre, il radicale Didier Burkhalter subentra in governo al collega dimissionario Pascal Couchepin.

2010
Il PS Moritz Leuenberger e il PLR Hans-Rudolf Merz si dimettono in ottobre.

L'Assemblea federale eleggerà i successori il 22 settembre.

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(traduzione dal tedesco, Luca Beti), swissinfo.ch


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