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Dieci anni di parole

(swissinfo.ch)

La traduzione in un paese plurilingue come la Svizzera è di vitale importanza. Da un paio d’anni un nuovo dizionario facilita i passaggi obbligati tra italiano e tedesco, e viceversa.

Cominciata agli inizi degli anni ’90 come aggiornamento, la compilazione del Dizionario di tedesco Zanichelli-Klett si è trasformata in un’avventura durata ben 10 anni.

Susanne Kolb l’italiano, insieme ad altre 4 lingue straniere, lo ha studiato per passione, sin da piccola.

Una passione per le parole diventata una vera missione: insieme alla collega italiana Luisa Giacoma ha compilato il nuovo Dizionario di Tedesco Zanichelli-Klett che in due anni è diventato uno strumento di studio e di lavoro molto apprezzato da traduttori e studenti delle due lingue.

La linguista di origine tedesca vive da quasi vent’anni a Firenze e la sua parlata, che ha preso un’inconfondibile inflessione toscana, si è raffinata a tal punto che gli stessi italiani se ne stupiscono.

Un’opera monumentale

Quando Susanne Kolb ha accettato l’incarico, si trattava semplicemente di dare una rinfrescata alla vecchia versione del dizionario, ma ben presto lei e la sua collega italiana si sono rese conto che bisognava riscrivere tutto da capo.

“Il dizionario è uscito nell’ottobre del 2001. In primavera noi eravamo già pronte, ma abbiamo dovuto rivoluzionare tutto a causa della riforma ortografica del tedesco. Nella parte tedesca, non sono cambiati solo gli esempi, ma proprio l’ordine delle parole”, ricorda Susanne Kolb con una certa angoscia.

Una lingua, se è viva, non sta mai ferma. E così, oltre alla riforma ortografica, il tempo in più è servito anche per rivedere il lavoro già completato. In dieci anni, parole che all’inizio bisognava spiegare con ampie perifrasi, erano ormai entrate nell’uso comune. È il caso ad esempio di elettrosmog o di mobbing.

Il canto italiano, la composizione tedesca

“Quello che mi affascina di più dell’italiano è senz’altro la sua melodia”, mi dice Susanne Kolb, che del tedesco ama piuttosto l’analisi sintattica e la possibilità di comporre parole. “In filosofia ciò ha portato alla formazione di vocaboli molto interessanti, che danno tanto filo da torcere ai traduttori però”.

Ma più ancora dei “paroloni” interminabili del tedesco gli ossi duri per le compilatrici del dizionario sono stati elementi del discorso ingannevolmente semplici.

“Soprattutto certi verbi che hanno un’infinità di significati, dal punto di vista della strutturazione logica e dei modi dire che li riguardano, come ‘fare’ o ‘venire’. Cosa mettere al primo posto, cosa al trentesimo?”

Ma come si fa a conoscere tutte le parole di una lingua, dalla filosofia, alla geologia, alla fisica, passando per gli slang? Impossibile. Certo da sole le due compilatrici non ce l’avrebbero fatta, senza due rispettive squadre di traduttori tecnici. Tra i quali anche alcuni con una conoscenza specifica del tedesco parlato in Svizzera e in Austria.

“Svizzerismi”

Nel dizionario Zanichelli la bicicletta non è solo “Fahrrad”, ma anche “Velo”, su cui pedalano gli svizzeri. E se andando in bicicletta si prende un raffreddore, ci si può curare un “Verkühlung” o un “Erkältung”.

“Sia l’Italia che la Germania hanno una forte caratterizzazione regionale, quindi abbiamo cercato di includere i regionalismi più diffusi”, spiega Susanne Kolb. “È chiaro che resta sempre un minimo di soggettività nella scelta. Perché una persona di quaranta anni non usa le stesse parole di una di venti, e poi dipende molto dalla regione, dalla città, dal paese”.

Non essendo svizzera, Susanne Kolb non è toccata dal problema assai spinoso del parlare o meno il dialetto svizzero-tedesco nelle scuole. Un vero “tabù” da quest’anno, dopo che il rapporto Pisa 2000 ha decretato che gli scolari della Svizzera interna sono scarsi in lettura.

I dialetti arricchiscono la lingua

Ma una sua opinione sui dialetti Susanne Kolb ce l’ha. “Essendo una linguista, io spero sempre che i dialetti sopravvivano, perché arricchiscono le lingue. Sia in italiano che in tedesco, sotto i regionalismi vengono i dialetti. Una parola come straccio in tedesco si può dire almeno in dieci modi diversi, secondo la regione. E questo lo dobbiamo anche ai dialetti.”

Quindi secondo Susanne Kolb ben vengano i dialetti. “L’importante è avere un metodo didattico di buona qualità”. Così, secondo lei, si può benissimo gestire il bilinguismo, o piuttosto l’uso parallelo di dialetto e lingua standard, anche nella scuola svizzero-tedesca.

swissinfo, Raffaella Rossello

Fatti e cifre

2432 pagine
Oltre 122.000 voci e 210.000 accezioni
Segnalazione della nuova ortografia tedesca
Indicazione della pronuncia
Ampio uso di espressioni famigliari, colloquiali e regionali

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In breve

Nel maggio 2003 il Ministero Italiano dei Beni Culturali ha conferito il premio per la miglior traduzione dell'anno 2002 al dizionario Zanichelli, premio consegnato personalmente dal Presidente della Repubblica Ciampi all'editore.

Una particolarità del dizionario è l’uso dei contesti all’interno delle voci, i cosiddetti collocatori.

Il verbo “kündigen” ad esempio a seconda del contesto in cui è collocato può avere diversi significati: licenziare, o disdire, o dare lo sfratto.

Il dizionario rende graficamente più espliciti, e quindi più facili da notare, i contesti corretti.

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